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Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliIl Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam dovrebbe riaprire nel 2029, dopo una lunga chiusura iniziata nel 2019 per consentire una profonda ristrutturazione dell’edificio. Tra gli interventi previsti c’è anche la completa eliminazione dell’amianto, un’operazione che si trova ora indirettamente coinvolta in un’inchiesta penale sugli appalti del Comune.
La vicenda riguarda alcuni funzionari dell’amministrazione municipale e diversi contratti relativi a lavori pubblici, compresi quelli affidati nell’ambito dei progetti per le istituzioni culturali della città. Due dipendenti sono stati recentemente licenziati, mentre un terzo, inizialmente sottoposto a indagine, è nel frattempo andato in pensione.
Il caso risale al 2023, quando il quotidiano «NRC Handelsblad» aveva pubblicato un’inchiesta su possibili irregolarità negli appalti per i lavori di costruzione e ristrutturazione di strutture culturali di Rotterdam. Le segnalazioni riguardavano anche il progetto di bonifica dell’amianto del Boijmans. Il Comune aveva quindi richiesto l’intervento della polizia e la procura aveva avviato un procedimento che è tuttora in corso.
Nel frattempo, l’indagine interna condotta dall’amministrazione ha portato a conclusioni precise sui due funzionari licenziati. Secondo la sindaca Carola Schouten, entrambi avrebbero violato le regole di condotta del Comune accettando regali da società che avevano rapporti d’affari con l’amministrazione. I funzionari sono inoltre sospettati di aver favorito, o di aver cercato di favorire, determinate imprese e di aver commesso falsificazioni e atti di corruzione passiva.
Le informazioni trasmesse dalla procura a luglio hanno ulteriormente aggravato la situazione: secondo il consiglio esecutivo di Rotterdam, il comportamento dei due dipendenti sarebbe risultato «sostanzialmente peggiore» rispetto a quanto emerso nella prima fase dell’indagine. Poiché il procedimento penale è ancora aperto, il Comune non può rendere pubblici ulteriori dettagli. I due licenziati potranno comunque ricorrere contro la decisione davanti al tribunale del lavoro.
Alessia De Michelis
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