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Robert Indiana

Foto tratta da Wikipedia, CC BY-SA 4.0, Dennis Griggs

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Robert Indiana

Foto tratta da Wikipedia, CC BY-SA 4.0, Dennis Griggs

In vendita la casa di Robert Indiana: la fondazione rinuncia alla casa-museo sull’isola di Vinalhaven

L’artista acquistò la Star of Hope nel 1978 e vi abitò fino alla morte, nel 2018, trasformando l’ex loggia ottocentesca degli Odd Fellows affacciata sul porto in una sorta di rifugio e laboratorio creativo, con l’auspicio che fosse poi convertita in museo

La casa di Robert Indiana a Vinalhaven, nel Maine, avrebbe dovuto diventare un luogo dedicato all’arte e alla memoria dell’artista. A otto anni dalla sua scomparsa, invece, è sul mercato. La Star of Hope Foundation, nata proprio per tutelare l’eredità dell’artista, ha messo in vendita l’edificio per 1,4 milioni di dollari (oltre 1,2 milioni di euro). In vendita anche una seconda proprietà appartenuta a Indiana, valutata 210mila dollari (più di 180mila euro). A riferire la notizia è il «New York Times» in un articolo del 28 agosto.

Indiana acquistò la Star of Hope nel 1978 e vi abitò fino alla morte, nel 2018, trasformando l’ex loggia ottocentesca degli Odd Fellows affacciata sul porto in una sorta di rifugio e laboratorio creativo. Ma nelle sue ultime volontà aveva immaginato per l’edificio un futuro molto diverso: il restauro «to museum quality» («secondo gli standard museali») e la sua apertura al pubblico per mostre, lezioni, conferenze e attività legate alla conservazione della sua collezione, come riporta il quotidiano americano.

La scelta, però, ha suscitato critiche. Kevin Lipson, avvocato che ha difeso l’eredità di Indiana nella controversia legale, l’ha definita «un notevole rifiuto della volontà testamentaria di Robert Indiana». Anche Marjorie Stratton, amministratore comunale di Vinalhaven, ha espresso rammarico: «Mi rattrista solo il fatto che questa fondazione non sembri dare seguito a ciò che lui mi aveva detto di volere», ha dichiarato al giornale.

Non tutti, tuttavia, considerano la vendita un tradimento dell’eredità dell’artista. Elaine Crossman, proprietaria di un motel e di una galleria sull’isola, ritiene che il restauro sia diventato un’impresa troppo onerosa. «Sono ottimista sul fatto che questa sia davvero una mossa molto positiva», ha detto al «New York Times», auspicando che un nuovo proprietario possa riportare la Star of Hope a un uso attivo.

La fondazione aveva inizialmente avviato il progetto, intervenendo sulla struttura e restaurando il tetto mansardato, le finestre e le porte. Ora sostiene però che la gestione immobiliare assorba risorse che potrebbero essere destinate direttamente alla comunità artistica del Maine. «La gestione di queste proprietà non è il nostro obiettivo: il nostro obiettivo è sostenere gli artisti», ha dichiarato al «New York Times» la managing director Carole Martin, definendo la vendita il modo più efficace per trasformare gli immobili in capitale filantropico.

Alessia De Michelis, 31 agosto 2026 | © Riproduzione riservata

Alessia De Michelis

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