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Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliA sole poche settimane dall’inaugurazione del Powerhouse Parramatta, prevista a Sydney per il 7 novembre, Lisa Havilah lascia l’incarico di chief executive. La decisione arriva mentre sono in corso «indagini sulla governance e sulle procedure di approvvigionamento», secondo quanto comunicato dall’ufficio del ministro per le Arti del New South Wales, John Graham, il 27 agosto. Il presidente del Powerhouse Trust, David Borger, ha definito le dimissioni «sorprendenti» e «non ideali» a così breve distanza dall’apertura.
La vicenda arriva dopo le polemiche sollevate nei mesi scorsi dal politico Chris Rath sui costi del progetto, accuse respinte con fermezza da Havilah. Non è tuttavia chiaro se quelle contestazioni siano collegate alle attuali indagini. Il Department of Creative Industries ha definito il caso «complesso» e articolato in «molteplici linee di indagine», sottolineando che non sono ancora emerse conclusioni formali.
La direzione sarà ora affidata a un team ad interim. Abbie Galvin, government architect del New South Wales, assumerà il ruolo di Ceo, mentre Louise Herron, già alla guida della Sydney Opera House, sarà strategic adviser, ed entrambe entreranno in carica dal primo settembre.
L’uscita di Havilah apre una fase delicata per uno dei più ambiziosi progetti culturali australiani degli ultimi decenni. Dal 2019 alla guida del Powerhouse, noto anche come Maas-Museum of Applied Arts and Sciences, Havilah aveva seguito tutte le fasi di realizzazione della nuova sede di Parramatta, possibile grazie a un investimento da 915 milioni di dollari australiani (oltre 560 milioni di euro).
Alessia De Michelis
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