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Gioia Meli
Leggi i suoi articoliIn qualità di principale sponsor della Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze (BIAF), la maison Gucci consolida il proprio legame con il patrimonio storico e collezionistico della città, presentando all’interno di Palazzo Gucci in Piazza della Signoria la rassegna espositiva “Gucci Storia”, aperta al pubblico dal 27 aprile di quest'anno. L’operazione curatoriale, diretta dal responsabile creativo Demna, non segue un lineare criterio storiografico, ma opta per una scomposizione analitica del percorso del marchio, evidenziandone la natura frammentaria, sospesa tra testimonianza archivistica e costruzione aneddotica. La mostra sceglie di indagare proprio lo scarto tra documentazione oggettiva e narrazione tramandata.
L’itinerario prende avvio dalla sala “Generation Gucci”, un ambiente immersivo dominato dalla recente campagna pubblicitaria. La combinazione delle immagini a parete propone una sintesi visiva dei codici estetici del marchio, articolando un confronto dinamico tra le matrici storiche e le prospettive future della casata. Il passaggio successivo si focalizza sui processi manifatturieri, nucleo fondativo dell’azienda. Un grande piano da lavoro espone la strumentazione tecnica destinata alla confezione di pezzi iconografici come il mocassino e la borsa Bamboo, mentre teche perimetrali custodiscono modelli storici quali la Jackie. All'interno del medesimo spazio, l’inserimento di bracci robotici in movimento stabilisce un dialogo diretto tra l’eredità artigianale e l’automazione industriale.
Particolarmente complessa dal punto di vista figurativo è la terza sezione, intitolata “The Thread of Time”. La sala è interamente rivestita da arazzi d’invenzione contemporanea già esposti in precedenza per la Milano Design Week nei Chiostri di San Simpliciano ad aprile di quest’anno. La sezione “Galleria“ approfondisce il concetto di aggregato familiare, estendendolo dai componenti storici della dinastia a una comunità allargata contemporanea, documentata dai ritratti fotografici della fotografa americana Catherine Opie. In questa sezione la raccolta affianca accessori d’epoca ed oggetti d’uso eterogenei, quali vanity case degli anni Sessanta, set da picnic e apparecchiature per la preparazione della borgognotta (tipologia di elmo), unitamente a minuterie metalliche e borse d’alta oreficeria. Segue la sala dedicata alla materia tessile, un ambiente in penombra concepito per far risaltare ricami, tessiture storiche e abiti d’archivio, tra cui il completo in velluto rosso strutturato da Tom Ford negli anni Novanta e le recenti creazioni ad alta densità decorativa firmate Demna.
Il momento di massima storiografica si attua nella “Stanza della Verità”, allestita come uno studio dirigenziale degli anni Ottanta. L’ambiente raccoglie fonti materiali e simboli dall’autenticità volutamente ambigua. Documenti ufficiali relativi alla registrazione del marchio, l’albero genealogico della famiglia e un dipinto a tema equestre che interroga la reale consistenza storica del legame tra la maison e la selleria professionale. Domina la parete il ritratto di Guccio Gucci dipinto da Angelo Cesselon, illustratore noto per i cartelloni del cinema western. L’itinerario si conclude con l’installazione “L’Oracolo”, uno spazio saturo di luce bianca ad alta intensità a cui si accede tramite un corridoio di decompressione. Un dispositivo interattivo elabora dati testuali e rilascia ai visitatori un responso a stampa che sintetizza la convergenza tra la traiettoria del marchio e la percezione dell’utente.
A suggello del legame con la città d’origine, dove la storia aziendale ebbe inizio nel 1921, il marchio offre ai possessori della VIP Card della BIAF l’accesso privato al proprio archivio storico nel complesso di Via delle Caldaie, nel quartiere dell'Oltrarno, unitamente alla visita riservata della mostra “Gucci Storia“. La BIAF rappresenta la più antica e prestigiosa fiera antiquaria al mondo e il principale punto di riferimento per il mercato dell’arte antica e d’eccellenza italiana. Con una struttura espositiva che adotta rigorosi criteri di selezione museale e la consulenza di comitati scientifici internazionali, la rassegna riunisce galleristi e collezionisti globali, fungendo da cerniera tra la memoria storica, il restauro e la sensibilità collezionistica contemporanea.
Gioia Meli
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