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All'interno di Ca’ Pesaro

Credits Nico Covre.

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All'interno di Ca’ Pesaro

Credits Nico Covre.

Ca’ Pesaro, il museo diventa una piazza del contemporaneo

Quattro appuntamenti tra musica, residenze d’artista, mostre e incontri portano negli spazi della Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Venezia artisti, pratiche e linguaggi del presente

L’androne al piano terra di Ca’ Pesaro diventa una piazza del contemporaneo. Tra settembre e ottobre, la Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Venezia amplia la propria programmazione con un calendario che affianca alla visita delle collezioni occasioni di ascolto, confronto e approfondimento. Musica dal vivo, una tavola rotonda sulle residenze d’artista, una nuova mostra nella Project Room, articolano un programma dedicato alle diverse forme della ricerca contemporanea.

Si comincia con la terza edizione degli Aperitivi musicali, quattro serate in programma il 9, 16 e 30 settembre e il 7 ottobre, dalle 18 alle 21. Il museo prolunga così l’esperienza di visita oltre il consueto orario, con le mostre visitabili fino alle 20, ultimo ingresso alle 19.40, e la musica dal vivo. Il 9 settembre saranno protagonisti Matteo Alfonso al piano e Francesca Viaro alla voce; il 16 settembre Alvise Seggi al contrabbasso, Sara Longo alla voce e Paolo Vianello al piano; il 30 settembre Alvise Seggi al violoncello, Rosa Bittolo Bon alla voce e Renato Greco alla chitarra; il 7 ottobre Max Marchioli al piano e Luca Grani alla chitarra. Durante le serate sarà possibile accedere, acquistando il biglietto, alla collezione permanente e alla mostra di Jenny Saville a Ca’ Pesaro; negli ultimi due appuntamenti sarà visitabile anche «Corpus serialis».

Il 21 settembre alle 18 il museo porta invece al centro del programma il tema delle residenze con la tavola rotonda «Cosa significa abitare una residenza d’artista oggi?». Intervengono Giorgio Andreotta Calò, Ruth Beraha, Chiara Enzo, Giulio Squillacciotti e Luca Zuccala, direttore de «Il Giornale dell’Arte»; modera Camilla Mozzato, curatrice del programma Atelier 2025-26.

La riflessione parte dall’atelier come luogo e tempo della ricerca: uno spazio in cui si progetta, si sperimenta, si cambia direzione e si ricomincia. La residenza viene quindi osservata nella sua capacità di creare condizioni per lo sviluppo della pratica artistica e di mettere in relazione istituzione, territorio e artista. Il tema acquista un significato particolare a Ca’ Pesaro per il legame con Felicita Bevilacqua La Masa, cui si deve il lascito destinato al sostegno dei giovani artisti e una lunga attenzione alla loro formazione e ricerca. È in questa tradizione che si inseriscono oggi gli Atelier della Fondazione Musei Civici di Venezia e della Fondazione Bevilacqua La Masa, offrendo agli artisti tempi e spazi per sviluppare la propria ricerca, sperimentare e confrontarsi. Dal 23 settembre al 22 novembre la Project Room ospita «Corpus serialis» di Nicolás Lamas (Lima, 1980), a cura di PROGETTO LUDOVICO, in collaborazione con la Galleria Max Goelitz di Berlino e Monaco di Baviera. È la quarta mostra del 2026 ospitata nello spazio, dopo i progetti dedicati a Paper Design, Malinverni e Giuseppe Di Liberto.

Il lavoro di Lamas parte dalla relazione tra conoscenza, materia e sistemi di classificazione. Sculture, installazioni e immagini riuniscono oggetti provenienti da ambiti scientifici, tecnologici, naturali e culturali, sottraendoli alla loro funzione o appartenenza originaria per inserirli in nuove configurazioni. È nell’assemblaggio che l’artista costruisce una modalità di osservazione critica: mettere insieme elementi differenti significa anche interrogare le categorie con cui organizziamo ciò che conosciamo e le gerarchie attraverso cui leggiamo il mondo. A chiudere il calendario sarà Jago, protagonista il 23 ottobre di un incontro con Paolo Conti, editorialista del «Corriere della Sera». «La materia delle idee» metterà al centro il rapporto tra materia e idea attraverso il percorso dello scultore, con particolare attenzione al suo rapporto con il marmo e il realismo. L’appuntamento, realizzato nell’ambito del Festival delle Idee, sarà accompagnato dalla realizzazione di un podcast di approfondimento, per proseguire il racconto anche oltre l’incontro. La programmazione di Ca’ Pesaro costruisce così un calendario in cui la visita al museo si intreccia con la musica, la ricerca degli artisti e la discussione sulle condizioni della produzione contemporanea. Una «piazza del contemporaneo» che trova nell’androne del palazzo il proprio spazio di incontro e si estende poi alla Project Room e agli appuntamenti pubblici, mettendo in relazione opere, artisti, istituzioni e pubblico.

Gioia Meli, 13 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

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