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FONDANTICO di Tiziana Sassoli. Lorenzo Costa (Ferrara, 1460 circa - Mantova, 1535) “La Madonna con il Bambino e i santi Giovanni evangelista, Antonio abate, Sebastiano e Giacomo” - Tempera su tavola, cm 101 x 163

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FONDANTICO di Tiziana Sassoli. Lorenzo Costa (Ferrara, 1460 circa - Mantova, 1535) “La Madonna con il Bambino e i santi Giovanni evangelista, Antonio abate, Sebastiano e Giacomo” - Tempera su tavola, cm 101 x 163

È l’anno di BIAF: i primi capolavori in mostra a Palazzo Corsini, Firenze

Qualche anticipazione dalla 34ª edizione di uno degli appuntamenti più prestigiosi al mondo dedicati all’arte e all’antiquariato, in programma dal 26 settembre al 4 ottobre

In attesa di aprire ufficialmente le porte il prossimo 26 settembre, la Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze (BIAF) inizia a delineare i contorni della sua trentaquattresima edizione. Quella che è a tutti gli effetti la più antica mostra-mercato al mondo dedicata all'arte italiana si prepara a trasformare le sale seicentesche di Palazzo Corsini in un palcoscenico d'eccezione fino al 4 ottobre 2026, sotto la guida del nuovo Segretario Generale Bruno Botticelli.

Le nuove scelte scenografiche firmate da Matteo Corvino, caratterizzate da spazi più aperti e dagli arredi Minotti, faranno da cornice a un viaggio millenario che dall'archeologia si spinge fino al Novecento. La prima selezione di opere divultata, vagliata da un Comitato di esperti internazionali composto da sessantatré direttori di musei, curatori e restauratori, offre un’anticipazione di un mosaico espositivo che continuerà ad arricchirsi nei prossimi mesi.

Si parte quindi dalla scultura rinascimentale e dalla terracotta invetriata policroma degli ultimi anni del Quattrocento raffigurante il «Bambin Gesù» di Andrea della Robbia, proposta da Longari Arte Milano, e dalla possente «Madonna con bambino» di Giovanni de Fondulis, una terracotta alta un metro presentata da Tomasso Ltd. La grande scultura in marmo apuano trova la sua massima espressione nel maestoso «Maggio (Apollo)» di Antonio Novelli, eseguito tra il 1628 e il 1630 per i giardini del Lussemburgo a Parigi su commissione di Maria de' Medici e a lungo attribuito a Michelangelo, oggi portato in fiera da Botticelli Antichità. L'Ottocento toscano risplende nel superbo gruppo in marmo de «La Carità» di Lorenzo Bartolini, proposto da Walter Padovani, mentre il Novecento risponde con il bronzo della «Bagnante» di Antonio Maraini, fuso dalla Fonderia Marinelli e già noto alla XVIª Biennale di Venezia, presentato da Alessandro Cesati, e con il monumentale «Bozzetto per l'Arengario a Milano» in gesso di Marino Marini, selezionato da Copetti Antiquari.

Capitolo pittura. Il trecento veneziano è rappresentato dalla preziosa tempera e oro su tavola «Il Re di Bretagna, padre di Sant’Orsola, in preghiera» di Paolo Veneziano, proposta dalla Galerie Canesso, seguita idealmente dal sublime fondo oro del 1464 «Madonna con bambino e angeli adoranti» di Neri di Bicci, che Flavio Gianassi FG Fine Art porta come testimonianza della spiritualità rinascimentale fiorentina. La ricca tempera su tavola «La Madonna con il Bambino e i santi» di Lorenzo Costa, presentata da Fondantico di Tiziana Sassoli, introduce alle grandi composizioni seicentesche: la drammatica tela «Cristo nel Giardino del Getsemani» di Mattia Preti, esposta da Maison d’Art, e la teatrale «Giuditta e Abra con la testa di Oloferne» di Francesco Furini, proposta da Rob Smeets Old Master Paintings. Il Seicento si arricchisce inoltre della «Santa Caterina d'Alessandria» di Bernardo Strozzi, offerta in un singolare specchio di sguardi da Enrico Frascione e Frascione Gallery, della «Rebecca al pozzo» di Luca Giordano presentata da Gallo Fine Art, e dell'enigmatica «Cleopatra» di Anton Maria Vassallo, caratterizzata da una cornice a tema di aspide, proposta da Goldfinch Fine Arts. A chiudere idealmente questa sezione è la luminosità settecentesca del paesaggio toscano catturata nel monumentale olio «Veduta del Monte Pisano con l’Acquedotto Mediceo» di Jakob Philip Hackert, esposto da Antichità Giglio.

ALTOMANI & SONS. Officina Granducale Medicea Casino di San Marco - Fonderia Francesco I De Medici Granduca di Toscana (Firenze, 1574-1587) “Guttatoio con stemma Medici” - Maiolica - cm 20x34

TORNABUONI ARTE. Lucio Fontana (Rosario Santa Fè, 1899 - Comabbio, 1968) “Concetto spaziale, Attese” - Idropittura su tela, bianco, cm. 52 x 61

Il segno grafico e la delicatezza della carta trovano spazio in testimonianze di grande rarità come il «San Gerolamo scrivente» di Il Guercino, un disegno a matita rossa su carta vergata proposto da Cortona Fine Art, e il dettagliato acquerello di Giuseppe Vannini raffigurante il «Monumento di Vittorio Alfieri di Antonio Canova nella basilica di Santa Croce a Firenze», vero documento storico dell'architettura fiorentina esposto da Alessandra Di Castro.

Il dialogo tra le arti coinvolge anche l'alto artigianato e le manifatture preziose, dove spicca la rarissima maiolica della Fonderia di Francesco I De Medici, un «Guttatoio con stemma Medici» realizzato dall'Officina Granducale Medicea e proposto da Altomani & Sons. Il fasto barocco si mostra nel sontuoso Cabinet in legno, tartaruga, rame dorato, corallo e smalti della Manifattura Trapanese della seconda metà del Seicento, portato da Brun Fine Art, mentre la Manifattura Veneziana del primo Settecento firma uno scenografico «Trumeau Luigi XV» in radica di noce, esposto da Attilio Cecchetto Antiquario.

Il percorso si proietta infine verso le avanguardie del Novecento. Spiccano due opere di Umberto Boccioni: il divisionista «Impressione di Venezia» del 1907, proposto da Enrico Gallerie d’Arte, e il toccante «Ritratto dello scultore Ripamonti», un pastello su carta del giugno 1916 esposto da Bottegantica. Gino Severini è presente sia con l'olio «Les deux canards» della Galleria Russo, sia con il raffinato papiers collé «Symbole de l’Eucharistie», databile intorno al 1927 e proposto da Osart Gallery. Il gusto Déco e Liberty si accende con «Tre Principesse» di Vittorio Zecchin, presentato da Ed Gallery, e con la sfolgorante tela parigina «La Fete de Soleil» di Umberto Brunelleschi, portata da Paolo Antonacci, a cui fanno eco le splendide urne in porcellana «Archi e corde» disegnate da Gio Ponti per Richard-Ginori nel 1927, esposte da Raffaello Pernici. La stagione metafisica e surreale italiana è affidata a un’opera senza titolo del 1929 di Alberto Savinio, presentata dalla Galleria d’Arte Frediano Farsetti, e all'«Autoritratto delle nuvole» del 1948 di Giorgio de Chirico, esposto da Gian Enzo Sperone. Il design vetrario tocca il suo apice con la magnifica coppa ovale in vetro a murrine di Carlo Scarpa per la Vetreria Venini, proposta dalla Galleria Carlo Virgilio & C., prima di lasciare che lo spazio si apra alla dimensione assoluta della contemporaneità con l'idropittura su tela bianca «Concetto spaziale, Attese» di Lucio Fontana, proposta da Tornabuoni Arte.

CARLO ORSI. Antonio Canova (Possagno, 1757 - Venezia, 1822 “Maddalena penitente” - olio su tela, 105 x 81 cm

CORTONA FINE ART. Giovanni Francesco Barbieri, chiamto Il Guercino (Cento 1591 – Bologna 1666) “Saint Jerome Writing” c. 1632–1638 - Red chalk on laid paper, 285 x 220 mm

Redazione, 13 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

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