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Arianna Scinardo
Leggi i suoi articoliParigi, estate 1956. Richard Avedon lavora come consulente per il personaggio di Dick Avery, il fotografo interpretato da Fred Astaire nel musical di Stanley Donen «Cenerentola a Parigi (Funny Face)», al fianco di Audrey Hepburn. Affascinato dal set, Avedon valuta di abbandonare la fotografia per la regia. Alla fine sceglie di rimanere fedele al suo obiettivo, ma l’attrazione per il cinema e per gli ideali rappresentati dal grande schermo americano non lo abbandonerà mai.
La parabola artistica di Richard Avedon (New York, 1923-Sant’Antonio, 2004), tra i più iconici maestri della fotografia del Novecento, è al centro della mostra «Richard Avedon: Hollywood», ospitata nella galleria Gagosian di Beverly Hills a partire dal 4 novembre. Curata dalla Richard Avedon Foundation con l’allestimento della designer Cécile Degos, la rassegna raccoglie oltre 120 immagini che ripercorrono più di cinquant’anni di carriera, affiancando ritratti storici a scatti rimasti a lungo inediti.
La mostra legge la produzione di Avedon come l’affresco di un’industria in cui fascino e potere procedono di pari passo, trasformando la reputazione delle star in puro mito. Accanto a volti celebri come Marilyn Monroe, Katharine Hepburn, John Ford e Steven Spielberg, compaiono attori, registi, produttori, scrittori e critici, fino ai politici, finanziatori e ai personaggi reali che hanno ispirato le storie cinematografiche. Ritratti diversi tra loro, ma tutti accomunati da una profonda intimità. Tra le opere esposte spicca il celebre scatto realizzato durante la notte degli Oscar del 29 marzo 1993 a Los Angeles, che ritrae Clint Eastwood, Al Pacino e Sharon Stone. L’esposizione coincide con l’uscita di «Avedon», il documentario diretto dal premio Oscar Ron Howard e presentato in anteprima al Festival di Cannes: due progetti complementari che restituiscono la Hollywood di Avedon come un’opera profondamente americana e, al tempo stesso, come un punto di riferimento per l’immaginario collettivo globale.
Arianna Scinardo
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