Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Arianna Scinardo
Leggi i suoi articoliNel 1983, in Sicilia, un gruppo di donne si accampò vicino all’aeroporto Magliocco di Comiso per opporsi all’installazione di una base militare NATO. Quel presidio prese il nome di La Ragnatela, in stretta connessione con l’esperienza del Greenham Common Women’s Peace Camp, nato in Inghilterra nel 1981, ed è oggi ricordato come una delle più importanti esperienze ecofemministe in Italia. A oltre quarant’anni di distanza, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino dedica a questa vicenda la mostra «La Ragnatela» dell’artista statunitense Andrea Bowers (1965), dal 29 ottobre al 28 marzo 2027.
Attiva a Los Angeles, Bowers lavora da oltre trent’anni sul confine tra militanza politica e arte contemporanea. Disegno, pittura, installazione e video sono per lei strumenti per affrontare temi di giustizia sociale e riportare alla luce figure ed episodi che le cronache delle lotte hanno lasciato ai margini. Il suo metodo prevede una vicinanza prolungata ai movimenti: l’artista ne condivide la quotidianità, partecipa ai cortei, costruisce reti di relazioni e lavora negli archivi. Ogni mostra diventa così un luogo di ascolto e confronto, in cui storie, rivendicazioni e persino l’allegria dei gruppi coinvolti vengono restituite al pubblico, chiamato a partecipare attivamente al dibattito.La mostra, a cura di Bernardo Follini, prosegue l’indagine di Bowers sugli ecofemminismi, con particolare attenzione ai movimenti femministi contro il nucleare e per il disarmo degli anni Ottanta. Accanto a lavori già noti, sono presentate opere inedite e alcuni dei formati più riconoscibili della sua produzione: i cardboard, realizzati con materiali di recupero, rendono omaggio alle storie della lotta femminista; i political ribbons, installazioni di nastri colorati con slogan attivisti, che i visitatori possono portare con sé; i neon, affiancano ai simboli politici citazioni storiche e contemporanee. Grazie alla collaborazione di Andrea Bowers con attiviste e ricercatrici internazionali, la mostra mette in dialogo il passato, attraverso documenti d’archivio, e il presente, sottolineando come il tema del disarmo sia ancora oggi una drammatica realtà.
Arianna Scinardo
Leggi i suoi articoliAltri articoli dell'autore
A Monforte d’Alba il progetto ideato dai fondatori Sandra e Charley Vezza prende il via nel settembre 2027 in concomitanza con Alba Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea
Oltre 120 immagini raccontano mezzo secolo di stelle, volti inediti e il legame con il grande schermo, in contemporanea al documentario diretto da Ron Howard
Alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo la prima personale in un’istituzione italiana dell’artista americano attraverso dipinti ispirati a fotogrammi cinematografici e immagini video, per indagare il rapporto tra memoria e percezione, dando forma a immagini familiari ma sfuggenti, sospese tra ricordo e impossibilità di riconoscimento
La mostra alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo ripercorre la storia di The Ballad of Sexual Dependency, il libro che ha segnato la fotografia contemporanea, attraverso 126 immagini realizzate tra il 1973 e il 1986



