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Marcello Maloberti, «In search of the miraculous», 2024

Courtesy the artist, PAC, Milan and Raffaella Cortese, Milan - Albisola © Andrea Rossetti

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Marcello Maloberti, «In search of the miraculous», 2024

Courtesy the artist, PAC, Milan and Raffaella Cortese, Milan - Albisola © Andrea Rossetti

Artissima 2026 è un’acrobazia dello sguardo: tutte le novità della fiera

All’Oval di Torino torna la fiera d’arte contemporanea con 183 gallerie da 35 Paesi. Sette sezioni, progetti speciali e collaborazioni con le istituzioni cittadine, con uno sguardo rivolto alle nuove geografie dell’arte contemporanea e all’Asia

Se la fantasia è come un muscolo, l’acrobazia è la capacità di proiettarla oltre i confini della realtà. Il concetto di fancy (fantasia) elaborato dalla filosofa statunitense Martha C. Nussbaum è il tema della 33ma Artissima, la quinta dell’era Luigi Fassi, che riconosce nella frequentazione dell’arte una palestra per allenare la fantasia e nella fiera torinese un’acrobazia di sguardo e ricerca.
All’Oval dal 30 ottobre al 1° novembre, con 183 gallerie straniere al 55% (provenienti da 35 Paesi e quattro continenti), 66 progetti monografici e sette sezioni tra mercato e ricerca, Artissima è «un vero lavoro di intelligence», sottolinea Fassi.

Ma la geografia di Artissima non si misura soltanto sulle provenienze internazionali. Nata nel 1994 e oggi marchio della Città di Torino afferente alla Fondazione Torino Musei, la fiera lavora da tempo su una virtuosa rete cittadina, composta da istituzioni pubbliche e private e da importanti collaborazioni: Intesa Sanpaolo è Main Partner per il settimo anno; Fondazione Arte CRT conferma un budget di 300mila euro per le acquisizioni destinate a GAM e Castello di Rivoli; Fondazione Compagnia di San Paolo sostiene Artissima Digital e IDENTITY, il nuovo progetto che ha portato a Torino la poetessa Laura Accerboni, per lavorare con gli artisti Guglielmo Castelli, Sara Enrico, Giorgio Griffa, Tom Johnson, Marzia Migliora e Laura Pugno.

Complessivamente sono 37 le gallerie che partecipano ad Artissima per la prima volta, sette italiane e 30 straniere. Spina dorsale della fiera resta la Main Section: 103 gallerie della scena italiana e internazionale, con ritorni come Annet Gelink di Amsterdam, Herald St di Londra, Martin Janda di Vienna, Management di New York, Meessen di Bruxelles e SMAC di Città del Capo. Tra le presenze italiane Tornabuoni, Alfonso Artiaco, Raffaella Cortese, P420, Franco Noero, Lia Rumma e Tucci Russo, solo per citarne alcune. New Entries è la porta d’ingresso per 17 realtà con meno di cinque anni di attività, provenienti da tre continenti e tutte al loro debutto torinese: si spazia da IAH di Seul a Marli Matsumoto di San Paolo, da APARTAMENTO di Marsiglia ad Aspekty di Varsavia. Monologue/Dialogue concentra invece 37 gallerie su un singolo artista o sul confronto tra due ricerche, con presenze da Los Angeles, Città del Messico, San Paolo, Città del Capo, Istanbul, Lisbona e Vienna, accanto a quelle italiane. Art Editions riunisce infine gallerie specializzate in edizioni e multipli, librerie, project space e spazi non profit.

Tre le sezioni affidate a board curatoriali internazionali. Present Future, dedicata agli emergenti, è curata da Léon Kruijswijk, Performance Curator al Mudam di Lussemburgo, e Joel Valabrega, curatrice indipendente tra Porto e Milano. I dieci artisti selezionati lavorano sull’uso sperimentale di materiali, tecniche e tecnologie, con progetti inediti, realizzati per Artissima o esposti per la prima volta. Back to the Future guarda agli anni Trenta-Novanta attraverso dieci artisti. Heike Munder, direttrice della F+F School of Art and Design di Zurigo e direttrice onoraria del Simose Art Museum di Otake, e Jacopo Crivelli Visconti, curatore indipendente con base a San Paolo, hanno scelto figure che, in epoche e contesti diversi, hanno sfidato convenzioni e rapporti di potere, portando nelle loro opere conflitti sociali, aspirazioni e possibilità di cambiamento. Disegni compie invece dieci anni, restando però l’unica sezione di una fiera italiana interamente dedicata al disegno. Irina Zucca Alessandrelli, curatrice della Collezione Ramo e della Milano Drawing Week, propone dieci personali che spaziano dalle tecniche tradizionali alle sperimentazioni contemporanee.

A corollario progetti speciali, collaborazioni e premi, il dispositivo attraverso cui Artissima mette in relazione il mercato con istituzioni, collezioni e luoghi della città. Sono 14 le iniziative realizzate con istituzioni e partner, nove all’interno dell’Oval e cinque diffuse a Torino; 12 invece i premi dell’edizione, con due debutti: il Seletti Wonder Award, che sostiene la ricerca di un artista e una collaborazione con l’azienda; e Archivorum Unwritten, che offre 20mila euro destinati a un lavoro editoriale d’artista selezionato in Monologue/Dialogue.

Al suo debutto The Curators’ Choice, sostenuto da Fondazione Arte CRT, un programma di ospitalità che porta a Torino un gruppo di curatori internazionali e li mette in contatto con le gallerie della fiera. A ciascuno viene chiesto di individuare una realtà fino ad allora sconosciuta, cui assegnare una menzione critica.
Tra i progetti speciali all’Oval, Intesa Sanpaolo anticipa la mostra di Massimo Vitali prevista nel 2027 alle Gallerie d’Italia – Torino, mentre MADE IN presenta gli esiti delle residenze d’artista nelle aziende piemontesi. Tra gli appuntamenti in città, alle Gallerie d’Italia Alice Motard cura NO FUTURE, rassegna di film e video d’artista dal 2000 al 2026; Hedda Roman interviene nell’ex Giardino Zoologico e Franco Mazzucchelli all’Hotel Principi di Piemonte. Alla Pinacoteca Agnelli e alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo arrivano infine i nuovi progetti di Iris Touliatou e Louis Morlæ, vincitori nel 2025 del Premio Pista 500 e del Premio illy Present Future.

Jenny Dogliani, 28 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

Jenny Dogliani

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