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John Menick, «autoextinction», 2023

Courtesy of John Menick and MATTA.

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John Menick, «autoextinction», 2023

Courtesy of John Menick and MATTA.

Da Massimo Vitali a «No Future»: ecco che cosa porta Intesa Sanpaolo alla Torino Art Week

All’Oval saranno presentate in anteprima tre nuove acquisizioni dell’artista italiano che dagli anni Novanta fotografa spiagge, piscine e discoteche come grandi scene collettive, osservate a distanza. Mentre nella sede delle Gallerie d’Italia, in piazza San Carlo, 14 film e video d’artista esplorano  temi come la cultura materialista la globalizzazione, la crisi delle democrazie, i conflitti, social media, realtà virtuale e intelligenza artificiale, fino alla crisi ecologica

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«Siamo presenti ad Artissima per contribuire alla crescita di un’importante fiera che intercetta le novità dell’arte contemporanea e arricchisce il dialogo tra artisti, galleristi, collezionisti, curatori, musei e fondazioni». Così Michele Coppola, Executive Director Arte Cultura e Beni Storici di Intesa Sanpaolo, spiega il sostegno che lega la Banca a una delle più importanti manifestazioni dell’arte contemporanea internazionale.

All’Oval, nello spazio di Intesa Sanpaolo, saranno presentate in anteprima tre nuove acquisizioni di Massimo Vitali, artista italiano che dagli anni Novanta fotografa spiagge, piscine e discoteche come grandi scene collettive, osservate a distanza. Le tre opere anticipano la mostra che le Gallerie d’Italia-Torino dedicheranno a Vitali durante Artissima 2027, nell’ambito de «La Grande Fotografia Italiana».

Sempre all’Oval, insieme al Giornale dell’Arte, Intesa Sanpaolo promuove un talk dedicato all’Italian Council del Ministero della Cultura, analizzando questa iniziativa volta a valorizzare l’arte contemporanea italiana nel mondo, mettendone a fuoco funzionamento e primi sviluppi. 

Nella sede di Piazza San Carlo, infine, nei giorni di Artissima, dal 30 ottobre all’1 novembre la mostra «NO FUTURE» curata da Alice Motard, con 14 film e video d’artista, selezionati tra le gallerie presenti in fiera e realizzati tra il 2000 e il 2026, esplora temi che spaziano dalla cultura materialista alla globalizzazione, dalla crisi delle democrazie ai conflitti, social media, realtà virtuale e intelligenza artificiale, fino alla crisi ecologica. A chiudere il percorso, il cui titolo No Future riprende lo slogan punk degli anni Settanta, una porta che sbatte, immagine di un futuro che non offre vie d’uscita, ma una domanda: «E se il nostro futuro fosse già storia?». 

Figaro di Bartolomeo, 29 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

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