Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image MEDIA PARTNERSHIP

Agnieszka Fąferek.

Credits L. Lanzo.

Image MEDIA PARTNERSHIP

Agnieszka Fąferek.

Credits L. Lanzo.

Road to Artissima 2026. Fancy, l’acrobazia del futuro | AGNIESZKA FĄFEREK

Una serie di dialoghi ispirati a Fancy: A Flexible, Acrobatic Body e al pensiero di Martha C. Nussbaum, tema della 33ma Artissima, per interrogare il mestiere del gallerista e la sua capacità di immaginare e costruire il futuro

Jenny Dogliani

Leggi i suoi articoli

Il tema di Artissima 2026, Fancy: A Flexible Acrobatic Body, nasce da un'immagine della filosofa Martha C. Nussbaum, e afferma che il linguaggio dell'arte guidato dalla fancy — la proiezione in avanti della fantasia — possiede un corpo flessibile e acrobatico, capace di attraversare poeticamente complessità e differenze. Una fancy che, per usare le parole del direttore Luigi Fassi, non è fuga dalla realtà, ma la forza dell'immaginazione che forgia nel presente il futuro che verrà. In attesa della fiera, presentiamo sei dialoghi ispirati al pensiero visionario di Martha C. Nussbaum e alla forza dell'immaginazione come esercizio civico e democratico. Una selezione di gallerie partecipanti condivide le proprie riflessioni su cosa significhi essere gallerista oggi, tra impegno, visione e capacità di reinventarsi. La parola a Agnieszka Fąferek.

Essere gallerista oggi richiede una capacità acrobatica di tenere insieme visione, ricerca, mercato e sostenibilità economica senza perdere la propria identità. In un sistema dell'arte che cambia rapidamente, come si esercita questa capacità e come si proietta il vostro mestiere nel futuro?
Credo che questa dimensione acrobatica faccia ormai parte del mestiere del gallerista, soprattutto quando si guida una realtà giovane e indipendente. Quando ho fondato eastcontemporary a Milano, nel 2020, l’idea era innanzitutto quella di costruire un programma con un’identità precisa, basato sulla ricerca e su rapporti a lungo termine con gli artisti. Con il tempo ho capito che la vera sfida è riuscire a proteggere quella visione mentre si costruiscono, parallelamente, le condizioni economiche perché possa continuare a esistere e crescere.
Per me ricerca e mercato non sono necessariamente due forze opposte. Il mercato può essere uno strumento che permette agli artisti di produrre lavori più ambiziosi, sviluppare la propria ricerca e arrivare in collezioni e contesti istituzionali importanti. Il punto è non lasciare che sia il mercato a determinare il programma. Il mio lavoro si sviluppa quindi su più livelli contemporaneamente: fiere, collezionisti, ma anche mostre, nuove produzioni, collaborazioni con curatori e istituzioni e, soprattutto, un accompagnamento molto diretto degli artisti nel tempo.
Penso inoltre che il futuro della galleria sia sempre più flessibile, internazionale e collaborativo. Non la vedo semplicemente come uno spazio fisico che produce una successione di mostre, ma come una struttura capace di creare connessioni e opportunità, muovendosi tra il proprio spazio, le fiere, le istituzioni e progetti realizzati altrove. Per una galleria come eastcontemporary, sostenibilità significa anche questo: riuscire a crescere senza perdere la curiosità, la libertà e la capacità di rischiare che ne hanno definito l’identità fin dall’inizio.

Cosa significa per voi partecipare ad Artissima e scegliere l'Italia come piazza internazionale su cui investire?
Per la mia galleria Artissima ha avuto un ruolo fondamentale fin dall’inizio. Ho partecipato per la prima volta nel 2021: era la mia prima fiera e la galleria era appena nata. Da allora, Artissima è diventata per me un luogo dove costruire relazioni con collezionisti, curatori e istituzioni che spesso continuano molto oltre i giorni della fiera. È proprio questa capacità di creare un dialogo tra mercato e ricerca che rende Artissima particolarmente importante per una galleria come la mia. Il percorso di Aziza Kadyri ne è forse l’esempio più bello. L’ho presentata per la prima volta ad Artissima nel 2024 e oggi, due anni dopo, apre la sua prima mostra istituzionale in Italia proprio a Torino, alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Ricordo ancora la mia prima Artissima nel 2021, quando guardavo la Fondazione pensando che un giorno mi sarebbe piaciuto vedere lì una mostra di un artista che rappresento. Vedere oggi questo percorso concretizzarsi ha quindi anche un significato molto personale.
Negli ultimi tre anni Aziza e io abbiamo lavorato molto strettamente: l’ho sostenuta durante la Biennale di Bukhara, l’ho incoraggiata a candidare il suo video al CIRCA Prize, dove è poi arrivata tra i finalisti, abbiamo lavorato insieme per creare connessioni e occasioni intorno alla sua pratica. Sono tante piccole azioni che, nel tempo, finiscono per costruire qualcosa di molto più grande. Naturalmente il merito è innanzitutto dell’artista e del lavoro enorme che ha fatto. In questi anni le sue installazioni hanno viaggiato il mondo, dal CHAT di Hong Kong al V&A di Londra. È interessante che anche quest’ultimo progetto istituzionale sia stato sostenuto in parte da un nostro collezionista, Simone Canclini, che ha conosciuto Aziza proprio ad Artissima nel 2024.  Essere una galleria internazionale con base a Milano significa per me partire dall’Italia, ma creare continuamente ponti verso altri contesti. E Artissima è uno dei luoghi in cui questi ponti, molto concretamente, cominciano a prendere forma.


 

Jenny Dogliani, 27 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

Jenny Dogliani

Leggi i suoi articoli

Altri articoli dell'autore

Una serie di dialoghi ispirati a Fancy: A Flexible, Acrobatic Body e al pensiero di Martha C. Nussbaum, tema della 33ma Artissima, per interrogare il mestiere del gallerista e la sua capacità di immaginare e costruire il futuro

Un bus-laboratorio, opere nel paesaggio di Chiara Camoni, Nico Vascellari e molti altri ancora e quindici chilometri di cammino: Civita di Bagnoregio e Bolsena guardano al 2028 con un progetto che porta l’arte nella vita quotidiana. Maria Teresa Grillo e Federico Riboldazzi di TIWI raccontano il dossier vincitore del titolo di Capitale dell’Arte Italiana, tra educazione, comunità e nuove ragioni per restare

Per la terza edizione di Radis, l’artista colombiano realizza Piazza del Chafleo: sculture da abitare e una parola inventata, il cui significato sarà scritto dagli abitanti. Un omaggio a Calvino, Napoleone e alla Beata Paola

Alla sede del Museo Nazionale del Cinema di Torino due scheletri giganti e centinaia di oggetti ripercorrono la trasformazione del T. rex in star cinematografica

Road to Artissima 2026. Fancy, l’acrobazia del futuro | AGNIESZKA FĄFEREK | Jenny Dogliani

Road to Artissima 2026. Fancy, l’acrobazia del futuro | AGNIESZKA FĄFEREK | Jenny Dogliani