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Autori vari
Leggi i suoi articoliLa donna di Freud torna all’asta
Quando Susanna Chancellor incontrò Lucian Freud aveva diciannove anni. Fu l’inizio di un’amicizia e di una complicità lunghe una vita intera. Fu confidente, musa, presenza necessaria, tra le modelle più amate dal pittore britannico. Il 24 giugno, a Londra, la casa d’aste Sotheby’s mette all’asta «Woman in a Grey Sweater» (1987-88), proveniente dalla Lewis Collection. Quella donna è ancora Susanna: gli occhi ieratici, le braccia abbandonate sulla nuca, la carne colante che fiorisce in chiazze rosate. Ha sostenuto lo sguardo del pubblico, tra gli altri, al Metropolitan Museum of Art di New York, al Museum of Contemporary Art di Los Angeles, alla Tate Britain e alla Whitechapel Gallery di Londra. Ora torna nella capitale britannica, all’incanto, con una stima di 3-4 milioni di sterline.
[Erica Roccella]
Giacomo Grosso, «Fiori per la mamma», 1928. Courtesy di Pandolfini Casa d’Aste
Eleganza borghese e fascino d’atelier
Il grande olio «Fiori per la mamma» (1928) di Giacomo Grosso riunisce molti degli elementi più apprezzati della produzione tarda dell’autore del celebre «La Nuda»: l’interno sontuoso dello studio nell’Accademia Albertina di Torino, la raffinatezza decorativa e una scena domestica di forte immediatezza emotiva. I due ragazzi intenti a disporre le rose in un «cratere a volute di gusto archeologico» trasformano il dipinto in una sofisticata scena d’atelier, di grande impatto visivo anche per il formato. La presenza alla mostra della Galleria Monte Napoleone del 1930 e la relativa pubblicazione in catalogo ne rafforzano interesse e solidità collezionistica. Va in asta da Pandolfini, a Firenze, il 9 giugno con una stima di 6-9mila euro.
[Monica Trigona]
Antonello da Messina, «Viso di un giovane santo». Courtesy di Ader
Il giovane santo che sfida lo Stato
Dopo l’«Ecce Homo» acquistato dal Ministero della Cultura nei mesi scorsi, Antonello da Messina torna alla ribalta con un inedito, pronto a rinnovare l’entusiasmo del mercato. Si tratta di «Viso di un giovane santo», dipinto su tavola appartenente alla produzione della maturità, databile intorno al 1476-77 e probabilmente realizzato per un gonfalone processionale, al ritorno dell’artista in Sicilia. L’attribuzione è stata confermata da uno specialista del maestro, il professor Mauro Lucco, della cui analisi si è avvalso il Cabinet Turquin che ha curato l’expertise. Il pannello (30x22 cm) è all’incanto a Parigi il 16 giugno, proposto dalla casa d’aste Ader, presso l’Hotel Drouot. Riemerso in una collezione privata, il dipinto costituisce una preziosa aggiunta ai lavori dell’artista ancora esistenti, una quarantina. Il modo di costruire lo sguardo del religioso, l’espressione umanizzata, la tendenza a idealizzare il volto come un volume ovoidale, l’uso di colori rari sono solo alcune delle affinità condivise con altre opere di Antonello da Messina che confermano il fascino dell’opera. La stima iniziale è di 1-2 milioni di euro: sarà la volta di una nuova offerta da parte dello Stato italiano?
[Elena Correggia]
David Hockney, «Untitled 346 from A Bigger Book-Art Edition B», 2010-16. Courtesy di Bonhams
Più Hockney per tutti
Disegni, stampe, multipli. Da sempre la carta è il mezzo attraverso cui provare ad aggiudicarsi l’opera di un grande artista a cifre, relativamente, contenute. Per molti, un sogno. Lo sa bene Bonhams, che per il secondo anno ripropone, il 23 giugno a Londra, una vendita totalmente dedicata alle «Editions» di David Hockney (1937), o di artisti a lui molto vicini. Tra questi si fa notare «Untitled 346, from A Bigger Book: Art Edition B», un disegno a colori su iPad, realizzato tra il 2010 e il 2016, datato e numerato 135/250 a matita. Pur pensata come copertina per il volume A Bigger Book, l’opera gode di una piena autonomia artistica: la finezza ondulata del vaso, la carnosità morbida del fiore, la luminosità blu dello sfondo. Per aggiudicarsela, stime alla mano, potrebbero bastare 25-35mila sterline.
[Davide Landoni]
Giovanni Antonio da Brescia, pagina miniata. Courtesy di Bennour
Una pagina miniata, piena di propaganda
Il 27 giugno da Bennour, Annecy, passa una pagina miniata stimata 80-120mila euro. Non c’è che dire, la storia del manufatto è notevole, compresa la sua esecuzione, riferibile a Giovanni Antonio da Brescia (attivo tra il 1475 e il 1525). Il committente, Antonio Maria Pallavicini, non era uno stinco di santo, anche se si sforzava di presentarsi come tale. La propaganda funzionava allora come ora. Aveva svaligiato, con altri, il castello di Tortona, dopo il trionfale ingresso dei francesi in Lombardia. Successivamente, nel 1516, accompagnerà Leonardo da Vinci in Francia. Vediamo se la propaganda farà decollare il prezzo della pergamena. Visti i tempi non ci sarebbe da stupirsi.
[Simone Facchinetti]
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Redattori, corrispondenti, collaboratori e lettori di «Il Giornale dell’Arte» sono i nostri esploratori, gli investigatori di occasioni, eccezioni e stranezze che ogni mese il mercato internazionale dell’arte continua a offrirci
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