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Antonello da Messina, sul recto un «Ecce Homo», sul verso «San Girolamo nel deserto»

Courtesy di Sotheby’s

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Antonello da Messina, sul recto un «Ecce Homo», sul verso «San Girolamo nel deserto»

Courtesy di Sotheby’s

Appuntamenti in asta da non perdere a febbraio

Redattori, corrispondenti, collaboratori e lettori di «Il Giornale dell’Arte» sono i nostri esploratori, gli investigatori di occasioni, eccezioni e stranezze che ogni mese il mercato internazionale dell’arte continua a offrirci

Il doppio volto di Antonello

Sul recto un «Ecce Homo», sul verso «San Girolamo nel deserto»: nel complesso, uno dei soli quaranta dipinti conosciuti di Antonello da Messina, tutti musealizzati. Doppio capolavoro del grande pittore che ha portato il realismo fiammingo nella luce e nell’umanità del nostro Rinascimento, è stato esposto nella mostra del 2019 a Palazzo Reale di Milano e per rilevanza potrebbe anch’esso fare parte delle collezioni dei più importanti musei del mondo. Invece lo troviamo in asta, da Sotheby’s New York, il 4 febbraio. Il passaggio sul mercato dell’opera, stimata 10-15 milioni di dollari, è un evento quasi irripetibile. Si tratta senza dubbio di uno dei lotti più significativi dell’intero 2026 e non solo.
[Monica Trigona]

Rembrandt van Rijn, «Giovane leone che riposa». Courtesy di Sotheby’s

Il giovane leone sfida il record

Di lui apprezziamo la forza rivestita di mansuetudine, l’austerità che non rinuncia alla dolcezza, la maestosità che sembra crescere ogni volta che si torna ad apprezzarlo. È il cucciolo di leone rappresentato da Rembrandt van Rijn in «Giovane leone che riposa», il più importante disegno dell’artista a passare sul mercato negli ultimi cinquant’anni. A presentarlo è Sotheby’s, il 4 febbraio, a New York. Stimato 15-20 milioni di dollari, è solo una delle sei raffigurazioni di leoni esistenti realizzate dall’autore olandese (due conservate al British Museum, le altre al Louvre, al Rijksmuseum e al Boijmans Van Beuningen di Rotterdam). L’obiettivo, secondo gli esperti, è il record assoluto per un disegno, fissato da «Testa di una musa» di Raffaello (31,2 milioni di euro da Christie’s nel 2009).
[Davide Landoni]

Artemisia Gentileschi, «Autoritratto come Santa Caterina di Alessandria», Oslo, Museo nazionale d’arte, architettura e disegno. Courtesy di Christie’s

Un autoritratto di Artemisia in vesti di santa Caterina

Sarebbe divertente sapere a quanto era stata scambiata quest’opera tra il 2016 e il 2018, quando sono segnalati almeno tre passaggi di mano. Da allora il proprietario l’ha lasciata riposare ben sette anni prima di decidersi che era arrivato il momento di farle fare l’ennesimo giro sull’ottovolante. A dire la verità era andata in prestito al Museo Nazionale di Oslo dal 2022 al 2025 (probabilmente con l’intenzione di vendergliela) prima di venire messa all’asta da Christie’s New York il 4 febbraio (lotto 16). Speriamo che trovi finalmente una casa accogliente in cui mettere radici questa tavoletta (32,3x24,6 cm) di Artemisia Gentileschi stimata 2,5-3,5 milioni di dollari.
[Simone Facchinetti]

Jan Jansz. den Uyl il Vecchio, «Natura morta». Courtesy di Sotheby’s

La civetta che vale milioni

Per secoli, i dipinti di Jan Jansz. den Uyl il Vecchio furono erroneamente attribuiti a Pieter Claesz e Willem Claesz Heda. Fu solo negli anni Quaranta del secolo scorso che Pieter de Boer ricostruì meticolosamente la sua produzione, con otto opere autografe (cinque firmate con una civetta, «uyl» in olandese: un bel gioco di parole) e sei note soltanto da vecchie fotografie. Ebbene: una di queste, rarissime, di una precisione quasi scientifica, è la «Natura morta» che Sotheby’s mette all’asta il 5 febbraio, a New York. Una brocca di peltro lucida, oggetti metallici sparpagliati sul tavolo, le pieghe tattili della tovaglia, il ricciolo di limone come un lampo. La stima, in aria da record, è di 2-3 milioni di dollari. Qualcuno scorge una testa di civetta sul coperchio della caraffa, riflessa.
[Erica Roccella]

Copia autografata del Ritratto di Dorian Gray. Courtesy of Christie’s

Il padre di Dorian Gray senza maschere

Non solo provocatorio scrittore e brillante drammaturgo, ma anche dandy raffinato e uomo sofferente, provato da discriminazioni e prigione. Sono i molteplici volti di Oscar Wilde racchiusi nella collezione raccolta dal bibliofilo e antiquario Jeremy Mason negli ultimi sessant’anni in oltre 500 cimeli: libri e lettere autografe, manoscritti, ritratti fotografici d’antan e memorabilia che saranno dispersi all’asta a Londra, da Bonhams Knightsbridge, il 18 febbraio. Fra le pubblicazioni spicca una prima edizione di Salomè con dedica in francese al suo collaboratore, il poeta americano Stuart Merrill (stimata 15-25mila sterline) e una copia autografata del Ritratto di Dorian Gray (12-18mila). Non manca uno storico scatto in posa, effettuato nello studio del fotografo newyorkese Sarony nel 1882 (3-5mila), lettere personali da cui traspare il suo umorismo e persino una ricevuta per i fiori acquistati per il suo funerale, nel dicembre 1900 (1.500-2mila).
[Elena Correggia]

Autori vari, 03 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

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