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Specchi realizzati da Claude Lalanne tra il 1974 e il 1985

Courtesy di Sotheby’s

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Specchi realizzati da Claude Lalanne tra il 1974 e il 1985

Courtesy di Sotheby’s

Appuntamenti in asta da non perdere ad aprile

Redattori, corrispondenti, collaboratori e lettori di «Il Giornale dell’Arte» sono i nostri esploratori, gli investigatori di occasioni, eccezioni e stranezze che ogni mese il mercato internazionale dell’arte continua a offrirci

Gli specchi delle brame

Quindici specchi commissionati per il Salon de Musique della residenza parigina di Yves Saint Laurent e Pierre Bergé. Claude Lalanne li realizzò interamente a mano nel corso di un decennio, tra il 1974 e il 1985: fu la sua prima, e la più ambiziosa, esplorazione dello specchio come forma scultorea. Iniziò da due esemplari, e poi da quelli ne sviluppò altri tredici, anno dopo anno, dando vita a una vera e propria installazione ambientale. Il 22 aprile, a New York, Sotheby’s li mette tutti in vendita, con una stima di 10-15 milioni di dollari, nell’asta Collection of Jean & Terry de Gunzburg - Design Masters, la più preziosa single owner sale di design nella storia della casa d’aste. 
[Erica Roccella]

Crocifisso seicentesco dal tabernacolo sull’altare maggiore della Chiesa dei Cappuccini a Siviglia. Courtesy di Ansorena

Un Crocifisso di Murillo, non a buon mercato

Pare che questo Crocifisso (alto 49 cm) in origine decorasse il tabernacolo collocato sull’altare maggiore della Chiesa dei Cappuccini a Siviglia. Bartolomé Esteban Murillo ha lavorato per quella chiesa negli anni compresi tra il 1665 e il 1669, lasciando diverse opere importanti. Allora perché la Spagna ha fornito una licenza di esportazione al dipinto? Forse per le sue condizioni conservative non proprio immacolate? E perché la casa d’aste Ansorena di Madrid lo mette in vendita il 7 aprile alla stima, notevolissima, di 510-680mila euro? Misteri del mercato. 
[Simone Facchinetti]

Toni Cordero, «Candelieri», realizzati negli anni Ottanta a Torino dalla manifattura Del Campo. Courtesy di Wannenes

Riccioli di luce firmati Toni Cordero

Sottili aste in ferro patinato si slanciano verticalmente. S’animano, prossime alla sommità, di riccioli metallici che sostengono fiocchi di tessuto sui toni del rosso, del grigio, del beige. Nel culmine le coppe in rame smaltate a gran fuoco, modellate come piccole foglie o conchiglie. Sono quattro «Candelieri» di Toni Cordero (1937-2001) realizzati negli anni Ottanta a Torino dalla manifattura Del Campo. Stimati 4-6 mila euro, li troviamo tra gli highlight dell’asta Forme | Selezione Milano, che Wannenes presenta il 23 aprile. Al centro della proposta proprio una selezione di arredi e oggetti che il designer, tra gli ultimi grandi maestri del Novecento italiano, ha realizzato tra gli anni Settanta e Novanta. 
[Simone Facchinetti]

Mario Schifano, «View Beyond the Hudson River (To Anita Pallenberg)», 1964

Le ninfee «bruciate» di Schifano, folgorato da Monet

Natura, citazione artistica, eco autobiografica. Il tutto filtrato attraverso la lente di un personalissimo segno. L’universo di Mario Schifano si svela in «View Beyond the Hudson River (To Anita Pallenberg)», un’opera storica realizzata nel 1964, durante il suo primo soggiorno americano e sul finire della relazione, intensa ma turbolenta, con l’attrice e modella Anita Pallenberg, a cui il dipinto è dedicato. Al Museum of Modern Art di New York Schifano si trovò a tu per tu con i «Gigli d’acqua» di Monet: «Lì per me è stato il miracolo», raccontò. Una suggestione che rivisita nel suo paesaggio in un clima assai diverso, assecondando una pennellata energica e un’irrequieta atmosfera interiore. La tela, con spazi che si dissolvono, diventa così una riflessione intima sul tema della separazione e della perdita, sottolineata dal gesto finale dell’artista, ovvero una bruciatura circolare prodotta col sigaro, proprio vicino alla dedica. I gigli d’acqua di Schifano sono in vendita da Christie’s a Parigi il 15 aprile, nella sezione Spring Thinking Italian dell’asta serale 20th/21st Century, con una stima di 200-300mila euro. 
[Elena Correggia]

Edward Hopper, «Night in the Park». Courtesy of Phillips

Il prezzo della solitudine

Il 22 aprile Phillips presenta a New York il catalogo Modernism: Editions & Works on Paper. Tra i lotti figura una splendida matita a firma Edward Hopper, «Night in the Park», raffigurante, più che un soggetto, uno stato d’animo prevalente nel suo universo immaginifico: la solitudine. Un uomo di spalle legge un giornale nel parco, probabilmente a tarda sera come lascia intuire il titolo dell’opera. Senza nessun’altra forma di vita intorno, se non gli alberi disegnati vorticosamente che sembrano assumere forme insolite, le panchine sono lasciate vuote. L’uomo, il giornale, la solitudine e quel senso di alienazione profonda quale tratto espressivo di Edward Hopper. Stima dai 30 a 50mila dollari per questa sintesi su matita della poetica di un grande maestro della pittura americana.
[Antonio Mirabelli]

Autori vari, 02 aprile 2026 | © Riproduzione riservata

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