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Arianna Scinardo
Leggi i suoi articoliDal 5 all’8 novembre il Museo della Permanente di Milano ospita l’VIII edizione di Amart, la rassegna di antiquariato promossa dall’Associazione Antiquari Milanesi e da Promo.Ter Confcommercio Milano. In esposizione le proposte di oltre 60 gallerie, molte delle quali internazionali, da Montecarlo a Parigi fino a Londra. Dipinti, sculture, mobili, argenti e tappeti restano il cuore della manifestazione, ma da qualche anno lo sguardo si allarga all’arte moderna del Novecento, al design e alle arti decorative, per parlare non solo agli addetti ai lavori e ai collezionisti, ma anche a un pubblico più giovane.
Nata nel 2018 da un’intuizione di Domenico Piva, Amart si affida alla selezione del Comitato Scientifico. Una scelta che risponde a un mercato cambiato: «Il mercato di oggi è più colto e consapevole, ignora il mediocre e l’ordinario orientandosi piuttosto su raro e inusuale, purché di qualità indiscutibile e filologicamente ineccepibile», osserva Michele Subert, presidente dell’Associazione Antiquari Milanesi. La sede è ancora una volta il Museo della Permanente, edificio progettato alla fine dell’Ottocento in stile Neoclassico, che ha alle spalle una lunga storia, tra i bombardamenti della Seconda guerra mondiale e rifacimenti sempre più recenti.
In occasione della fiera, la collaborazione tra il Museo Poldi Pezzoli e l’Associazione Antiquari Milanesi si rinnova con il restauro del «Ritratto di Giuseppe Baslini» (1875-80) di Giuseppe Bertini, presentato proprio durante la rassegna. Il dipinto, che dal 2024 accoglie i visitatori in cima allo scalone del museo, ritrae uno dei mercanti d’arte più influenti della Milano ottocentesca, protagonista nella costruzione della raccolta di Gian Giacomo Poldi Pezzoli, per il quale lavorava come intermediario negli acquisti anche lo stesso Bertini.
Con il contributo di Mirco Cattai, Tomaso Piva e Lorenza Salamon, vicepresidente dell’Associazione, Amart rinnova ogni anno la propria posizione sul mercato. «È proprio nell’incontro tra sguardi diversi che la conoscenza acquista valore, rendendo la fiera milanese più viva e attuale», dice Salamon. Perché in fondo, davanti a un mobile o a un dipinto con alle spalle secoli di storia, le domande sono sempre le stesse: in quale casa stava, per chi fu pensato, chi lo ha restaurato? È questo racconto, più dell’oggetto in sé, che il pubblico di Amart viene a cercare.
Arianna Scinardo
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