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MATTEO MOTTIN
A Bolzano la mostra curata da Eva Brioschi esplora come gli artisti contemporanei abbiano trasformato il rigore geometrico della corrente sviluppatasi negli Stati Uniti tra il 1960 e il 1970 in uno strumento per mettere a nudo le strutture di potere e le contraddizioni del presente
Creativi, pensatori e scienziati riflettono sull’essenza dell’autonomia espressiva e concettuale
La terza edizione di «Inserzioni» mette in relazione le opere di Sung Tieu, Christelle Oyiri e Haris Epaminonda con l’architettura e la storia del Castello, mentre il percorso della Collezione torna a concentrarsi sull’Arte Povera
«Alberto Grifi: Corpo Collettivo», curato da Lisa Andreani e Valerio Di Lucente, propone un ritratto collaborativo e caleidoscopico dell'icona del cinema italiano, con testimonianze d'eccezione, grafiche d'archivio e uno stile narrativo che rispecchia i linguaggi in codice di Grifi
Dalla Biennale dei Giovani Artisti del 1997 alla stagione del Teatro Stabile, fino all’occupazione del 2014, il complesso sabaudo è il luogo in cui Torino sperimenta nuovi modi di vivere il patrimonio
La natura del lavoro di Chiara Camoni è stata sapientemente tradotta da Cecilia Canziani in un allestimento da cui emerge la profonda complicità tra artista e curatrice, un rapporto privo di tensioni, prevaricazioni o sovrapposizioni di ego
Le quattro mostre, parte del ciclo espositivo «Risonanze» in corso dal 2025, «Si presentano come diverse articolazioni di un’unica riflessione che lega il disegno e i supporti bidimensionali alla dimensione della memoria»
Il volume di recente pubblicazione, con prefazione di Gianfranco Maraniello e un ottimo e approfondito studio di Filippo Bosco, ripercorre la carriera dell’artista torinese tra 1968 e 1970 anche attraverso un ricco apparato iconografico
Articoli precedenti
Claire Bishop lo interpreta come una nuova modalità di fruizione, conseguenza dell’evoluzione tecnologica e del nostro rapporto con gli strumenti digitali
Il progetto si divide tra il Complesso di Santa Maria Ausiliatrice, a Castello, e il Giardino Mistico dei Carmelitani Scalzi, nel sestiere di Cannaregio, traducendo i processi vitali dell’ambiente in una composizione in continuo divenire, rendendo di fatto quest’ultimo coautore dell’esperienza e non semplice cornice
L’artista piacentina presenta il suo progetto: «Dal giorno della mia nomina i tanti messaggi di gioia ricevuti dai colleghi mi hanno fatto capire che lì non c’ero soltanto io, ma una moltitudine di artiste e artisti»
Curato da Hans Ulrich Obrist e Ben Vickers, si articola nel Giardino Mistico e nel Complesso di Santa Maria Ausiliatrice. Presenta commissioni sonore dedicate a Ildegarda di Bingen e uno spazio archivistico che include libri, opere e materiali legati alla sua eredità
Uscirà in autunno per Skira il monumentale lavoro a cura di Francesco Tedeschi: 4mila opere in tre volumi con saggi critici, schede e un’antologia di testi sulla sua figura. Un’intervista in anteprima al curatore anticipa i dati salienti di questo lavoro molto atteso
La prima personale italiana dell’artista affronta temi come la gestione del conflitto e forme di convivenza, attraverso il coinvolgimento diretto dei partecipanti e la costruzione di spazi di apprendimento condiviso
«Vorremmo che fosse un modo di abbracciare tutte le persone che abbiamo incontrato nel nostro percorso insieme a quelle che visiteranno la mostra», spiega la curatrice del Padiglione Italia alla 61ma Mostra Internazionale d’Arte
Le nuove opere commissionate dialogano con la collezione permanente e con l’architettura del Castello, trasformando l’allestimento in un sistema dinamico. In parallelo, il museo presenta una sala monografica per Giorgio Griffa e una selezione di ritratti di Nanda Lanfranco dal fondo del Crri















