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ARCHIVI
La vera conservazione non immobilizza i documenti ma ne mantiene aperta la capacità di parlare a comunità vive
Dal cartaceo al digitale, la produzione dell’artista viene proposta tramite un percorso videoludico immersivo che supera ogni frontiera dell’archivio tradizionale
Luca A. Caizzi racconta archivio-uno, il progetto che raccoglie i primi numeri delle riviste indipendenti di tutto il mondo. Una raccolta che documenta intuizioni, ambizioni ed errori dei progetti editoriali prima che diventino storia
Archiviare come ambito autonomo e non solo come conservazione, questo è lo spirito dietro la scelta della nuova sede per l’Archivio Storico di Arti Contemporanee. «Si tratta di un archivio concepito non come deposito chiuso o luogo totemico, ma come parte attiva della vita culturale della città» spiega Paolo Baratta, presidente della Biennale
Se per Foucault l’archivio era il sistema che governa ciò che può apparire, oggi questo compito è inglobato dagli algoritmi. Gli archivi allora si reinventano e aprono i loro caveau alla riproduzione digitale per preservare la memoria attraverso il tempo, i generi e i media
Mentre le immagini generative alimentano il dibattito mediatico sui rischi delle fake news, «Anche per te» legge e restituisce il reportage Publifoto del 2 giugno 1946, data di nascita della Repubblica italiana
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Ma oltre alla sua «vetrina» virtuale, com’è organizzato l’archivio fisico parigino? Al di là della biblioteca, che possiede tutti i libri e le riviste che trattano del lavoro dell’artista francese, include un milione di fotografie delle sue opere, conservate in raccoglitori bianchi, ordinati per anno e numerati
Da questo mese «Il Giornale dell’Arte» dedica un focus agli archivi d’artista e lo affida a Ilaria Bernardi, storica dell’arte e curatrice. Il primo caso guarda alla schedatura delle opere, all’aggiornamento dei dati, alla documentazione e alla ricerca, per un modello di archivio che affianca e integra lo studio dell’artista











