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«Covoni di fieno, mattina a Éragny», di Camille Pissarro

Courtesy Metropolitan Museum of Art

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«Covoni di fieno, mattina a Éragny», di Camille Pissarro

Courtesy Metropolitan Museum of Art

Sette eredi Braunthal contro il Metropolitan Museum per la restituzione di un Pissarro

I querelanti, rivoltisi a un tribunale francese, sostengono che il dipinto sia stato venduto sotto costrizione. Il museo americano, invece, ritiene equo il prezzo pagato all’epoca dalla galleria di Paul Durand-Ruel al loro avo Max Julius, magnate della grande distribuzione e collezionista

Roberto Mercuzio

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Un dipinto di Camille Pissarro («Covoni di fieno, mattina a Éragny»), conservato al Metropolitan Museum of Art, è ora oggetto di un nuovo esame sulle circostanze della sua vendita da parte del precedente proprietario, il magnate dei grandi magazzini e collezionista d’arte Max Julius Braunthal.

Sette degli eredi di Braunthal hanno intentato una causa presso un tribunale francese, sostenendo che il dipinto sia stato venduto sotto costrizione. La tesi del museo americano è invece che Braunthal abbia incassato un prezzo equo per l’opera, che raffigura diversi covoni di fieno in un prato alberato a Éragny, il villaggio a nord-ovest di Parigi dove Pissarro visse dal 1884 fino alla sua morte nel 1903. Braunthal vendette «Covoni di fieno» nel 1941 per 100mila franchi alla galleria di Paul Durand-Ruel.

Gli eredi di Braunthal fanno riferimento a una legge francese del 2023, secondo la quale tutte le vendite di opere d’arte effettuate da ebrei durante l’occupazione nazista della Francia devono essere considerate nulle e prive di validità. La legge in questione prescrive che «le opere d’arte, i libri e altri beni culturali rubati in Francia, di dominio pubblico inalienabile, anche se saccheggiati oltre i confini nazionali, siano restituiti ai legittimi proprietari». Inoltre, tra le prove citate a sostegno dell’affermazione secondo la quale il dipinto di Pissarro fu venduto sotto costrizione e al di sotto del valore di mercato vi è il fatto che Durand-Ruel rivendette il dipinto solo due settimane dopo al collezionista tedesco Wolfgang Krueger per 140mila franchi.

Gli esperti di diritto dell’arte hanno tuttavia dichiarato agli organi di stampa che una sentenza favorevole agli eredi Braunthal da parte del tribunale francese non obbligherebbe il Met a restituire immediatamente il dipinto; gli eredi dovrebbero in ogni caso convincere un tribunale statunitense ad aderire alla causa francese, a meno che il Met non decida di ricorrere in appello in Francia. Un avvocato ha osservato che se il tribunale francese dovesse annullare la vendita originale, ciò costituirebbe comunque uno step significativo, qualora la famiglia decidesse di intentare una nuova causa negli Stati Uniti.

Il dipinto era entrato nelle collezioni del Met grazie a Douglas Dillon, ex presidente del Consiglio di amministrazione del museo, che lo lasciò in eredità all’istituzione alla sua morte nel 2003. Dillon aveva acquistato l’opera dalla Knoedler Gallery nel 1959.

Roberto Mercuzio, 04 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

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