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Roberto Mercuzio
Leggi i suoi articoliIl Ministero della Cultura ha assegnato alla Provincia di Alessandria un finanziamento per il restauro e la rifunzionalizzazione del Museo dell’Arte Orafa di Valenza (Al). Il progetto è stato ammesso al Programma 2025-27 del Ministero della Cultura «Grandi Progetti Beni Culturali». L’intervento prevede il restauro e la rifunzionalizzazione del piano terra del corpo di fabbrica che comprende la chiesa sconsacrata dell’ex convento dei Domenicani, oltre alla ristrutturazione del primo piano affacciato sulla stessa via. Le risorse stanziate ammontano a 1.190.000 euro.
«È un risultato concreto per il nostro territorio e per Valenza, che rappresenta un’eccellenza riconosciuta anche oltre i confini nazionali», dichiara Enzo Amich, deputato di Fratelli d’Italia. «Con questo finanziamento si dà impulso a un intervento che unisce tutela e rilancio: recuperare spazi di grande valore storico e restituirli pienamente alla fruizione culturale, rafforzando l’identità della città e la sua vocazione».
Anche Silvia Raiteri, consigliera regionale, ha commentato con soddisfazione la notizia. «Per la nostra città è un segnale importante. Investire su questi spazi significa creare nuove opportunità di fruizione e di attrattività, mettendo in rete cultura e territorio. Valenza merita progetti capaci di dare qualità urbana e servizi culturali all’altezza della sua storia».
Dalla fine dell’Ottocento, grazie al lavoro di Francesco Caramora e all’imprenditorialità di Vincenzo Morosetti, nonché alla prima produzione industriale di Vincenzo Melchiorre e dopo di Luigi Illario, Valenza è il più importante centro in Italia per la lavorazione artigianale di gioielleria e oreficeria.
Finora a Valenza è esistito un Museo di Oreficeria Diffuso (Mod), articolato in tre sedi, nel centro storico della cittadina dell’Alessandrino. Nell’antico complesso di San Domenico (ex scuola elementare Carducci), nell’area del portico esterno, la vetrina del Museo dell’Oreficeria Diffuso ospita la ricostruzione di un laboratorio orafo dei primi del ’900. Gli attrezzi, i macchinari e gli oggetti esposti appartenevano alla collezione che negli anni l’Associazione Amici del Museo dell’Arte Orafa di Valenza ha conservato e ordinato.
A questo materiale si è aggiunto un forziere del XV secolo appartenuto a una antica famiglia di orafi faentini che Stefano Verità aveva acquistato per conto dell’Associazione Orafa Valenzana nel periodo in cui ricoprì il ruolo di presidente (1983-88) e recentemente concessa in uso al Comune di Valenza. Le altre due sedi del Mod sono Palazzo Valentino-Centro Comunale di Cultura e la rotonda di Largo Costituzione. In questi due siti sono visibili antichi macchinari per la lavorazione dell’oro, sempre parte della collezione dell’Associazione Amici del Museo dell’Arte Orafa di Valenza.
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