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Roberto Mercuzio
Leggi i suoi articoliIl 2 gennaio, i circa 700 abitanti della Maison radieuse, a Rezé, nella periferia sud di Nantes, hanno vissuto una serata di autentico terrore: un incendio divampato al settimo piano ha portato all’evacuazione generale dell’edificio. Grazie alla pronta reazione dei Vigili del Fuoco, le fiamme sono state circoscritte a un solo appartamento e hanno causato solo due feriti lievi. I residenti hanno potuto rientrare nelle loro case già il mattino dopo. L’incidente ha però valso da monito per questo edificio, che nel 2025 ha festeggiato i 70 anni dalla sua inaugurazione.
La Maison radieuse, un edificio di 47 metri di altezza progettato dall’architetto Le Corbusier (1887-1965) e costruito tra il 1953 e il 1955, era stato inserito nel 2001 nel novero dei monumenti storici, ma ultimamente mostra tutti gli anni che ha. Questa struttura brutalista in cemento grezzo era già stata teatro di un precedente incendio nel 2020. Nessuno dei due incidenti ha causato vittime gravi; tuttavia, essi sollevano interrogativi e preoccupano l’opinione pubblica. La commissione dipartimentale per la sicurezza ha espresso più volte, dal 2014, un parere sfavorevole sullo stato dell'edificio, che soffrirebbe, in particolare, della mancanza di un sistema di allarme associato a rilevatori di fumo.
L’assenza di porte tagliafuoco lungo i sei corridoi interni dell’edificio rimane, ad oggi, la principale fonte di critiche. Questi corridoi, lunghi quasi 100 metri, attraversano il cuore della struttura e offrono una potenziale via alle eventuali fiamme. Sulla carta, queste lacune nella sicurezza dell’edificio sarebbero sufficienti a renderlo inabitabile, tenuto conto dell’evoluzione della normativa sulla sicurezza antincendio dagli anni ’50 ad oggi. All’atto pratico, però, il condominio beneficia da oltre dieci anni di un’autorizzazione provvisoria di abitabilità rilasciata dal comune di Rezé e rinnovata ogni anno.
La tolleranza municipale rimane comunque rischiosa: il precedente sindaco, Gérard Allard, nel 2016 aveva intimato, invano, all’amministratore del condominio di avviare i lavori richiesti. Consapevoli del problema, i Vigili del Fuoco organizzano ora regolarmente esercitazioni sul sito.
Le creature di Le Corbusier sono soggette a questi fenomeni. Nel 2012 un grave incendio aveva danneggiato la Cité radieuse di Marsiglia, la «sorella maggiore» dell’edificio di Rezé, completato nel 1952 dall’architetto franco-svizzero. Il sinistro aveva causato il ferimento di cinque persone e devastato una trentina di alloggi. Il lento adeguamento alle norme di queste unità abitative solleva, più in generale, la questione della conservazione di questi edifici considerati pietre miliari dell’architettura francese del dopoguerra. Lo stesso Le Corbu è stato «accolto» nel 2016 dall’Unesco, che ha inserito tutta la sua opera nella lista del patrimonio mondiale.
Da parte loro, i comproprietari della Maison radieuse non sono stati con le mani in mano. Sono già stati avviati vari lavori. Gli elementi in legno sono stati rimossi dalle parti comuni. Gasolio e gas sono stati disinstallati. Nel 2022-23 sono stati inoltre organizzati dei test preliminari alla pulizia del cemento e alla rimozione della vernice dalle logge, dalle facciate e dai pilastri. Gli interventi rimanenti hanno invece suscitato da tempo le resistenze dei proprietari, con la prospettiva di un forte aumento delle spese. I costi sarebbero di circa 500mila euro.
Dopo un lungo periodo di stallo, la situazione si sta finalmente risolvendo. Nell'agosto 2024, la Drac ha firmato un’autorizzazione per i lavori nelle parti comuni della Maison radieuse, convalidata nel 2025 dalla commissione dipartimentale per la sicurezza. I vari attori hanno concordato che lo Stato si farà carico di una parte dei lavori di messa in sicurezza della Maison radieuse, «a scopo di conservazione del patrimonio», con interventi che rispetteranno la coerenza del sito e l’architettura dell'edificio. Interpellata, la Drac conferma che i lavori, previsti già quest'anno, dovrebbero iniziare “rapidamente” e riportare un po' di serenità e garantire il futuro della Maison radieuse. O almeno la sua sicurezza.
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