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Vittorio Bertello
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A Fano (Pu), durante gli scavi in piazza Andrea Costa, sono stati trovati resti della Basilica di Vitruvio, dai quali sono emerse delle colonne di grandi dimensioni. L’annuncio è stato dato oggi 19 gennaio nella mattinata (videocollegato anche il ministro Alessandro Giuli) dal sindaco di Fano Luca Serfilippi: «Da oltre 2mila anni aspettavamo questa scoperta: abbiamo trovato la Basilica di Vitruvio. Sono orgoglioso del lavoro fatto», ha detto il primo cittadino sul ritrovamento dell’edificio progettato nel I secolo a.C. dal grande architetto, figura fondante dell’architettura occidentale, nato proprio nell’antica Fanum Fortunae, oggi Fano.
La basilica, costruita a Fanum Fortunae e completata nel 19 a.C., è l’unico edificio che gli studiosi conoscono su cui abbia lavorato l’architetto romano, poiché egli lo menziona specificatamente nel suo trattato De Architectura, l’unico saggio di architettura sopravvissuto dall’antichità, considerato il primo libro di teoria architettonica. In progresso di tempo la costruzione era poi scomparsa e la sua esatta ubicazione era diventata un mistero.
Gli scavi, condotti dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Ancona‑Pesaro‑Urbino con il supporto di tecnologie avanzate come i rilievi con drone, hanno portato alla luce muri spessi e alti fino a due metri, pavimentazioni in marmi pregiati di importazione e diversi ambienti collegati tra loro, databili a circa duemila anni fa.
Al momento, gli esperti non escludono che si tratti delle vestigia del complesso pubblico romano di grande importanza citato da Vitruvio, anche se le indagini devono proseguire per confermare con certezza questa ipotesi. La scoperta potrebbe rappresentare un ritrovamento di eccezionale valore per la storia dell’architettura e dell’archeologia italiane, considerata la fama dell’architetto e dell’edificio, descritto come «esemplare» per la progettazione di basiliche pubbliche nell’antica Roma.
Questa scoperta, ha detto il ministro Giuli, «rappresenta veramente qualche cosa di eccezionale nella storia dell’archeologia, dell’architettura e della morfologia della città di Fano, di cui già avevamo colto un’enorme importanza».
Vittorio Bertello
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