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Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliDall’11 settembre al 17 gennaio 2027, lo Stedelijk Museum di Amsterdam dedica a Yayoi Kusama una grande retrospettiva che ripercorre oltre settant’anni di ricerca, dalle prime opere realizzate a Matsumoto fino alle produzioni più recenti concepite a Tokyo.
Il percorso riunisce dipinti, sculture, installazioni, disegni, collage, moda, happening e altre sperimentazioni, restituendo la straordinaria ampiezza di una pratica che ha attraversato e spesso anticipato le trasformazioni dell’arte contemporanea. Accanto ai lavori più celebri saranno presentate opere storiche mai esposte prima in Europa e nuove produzioni realizzate appositamente per l’occasione.
Tra i momenti centrali della mostra figura una nuova versione, appositamente creata, delle iconiche installazioni di Kusama, fondate su alcuni dei motivi ricorrenti della sua poetica: infinito, ripetizione e auto-obliterazione. Attraverso pois, superfici specchianti e ambienti immersivi, l’artista mette in discussione i confini tra spazio, identità e percezione, coinvolgendo il visitatore in esperienze nelle quali la distinzione tra osservatore e opera tende a dissolversi.
Nata nel 1929 e scomparsa il 14 agosto, Kusama ha iniziato la propria carriera in Giappone nei primi anni Cinquanta, per poi trasferirsi a New York, dove negli anni Sessanta è diventata una figura di riferimento dell’avanguardia. Da allora ha operato in numerosi ambiti, dalla pittura alla performance, dalla scultura alla moda e alla letteratura, costruendo un linguaggio immediatamente riconoscibile e una influenza internazionale duratura.
La retrospettiva di Amsterdam è organizzata in collaborazione con la Fondation Beyeler di Basilea e il Museum Ludwig di Colonia, sedi che hanno ospitato le precedenti tappe del progetto (rispettivamente dal 12 ottobre 2025 al 25 gennaio 2026 e dal 14 marzo al 2 agosto). Per Rein Wolfs, direttore dello Stedelijk, Kusama continua a «farci vedere il mondo attraverso una lente diversa», conquistando generazioni di pubblico con opere capaci di trasformare la percezione dello spazio e di sé.