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Silvia Conta
Leggi i suoi articoliWinterthur
Kunst Museum Winterthur I A tavola con Pieter Claesz
dal 14 novembre 2026 al 14 marzo 2027
https://www.kmw.ch/ausstellung/zu-tisch-mit-pieter-claesz/
La mostra è realizzata in collaborazione con l’austriaca Fondazione Kaiserschild, il Kunsthistorisches Museum di Vienna e l’Alte Galerie dell’Universalmuseum Joanneum di Graz. Al centro dell’esposizione si trovano nature morte di Pieter Claesz (1597/1598–1660), analizzate nella loro capacità di raccontare le abitudini alimentari e le condizioni di vita della borghesia emergente durante il cosiddetto Secolo d’oro dei Paesi Bassi, oltre a contenere il concetto di vanitas che ricorda la fugacità e la finitezza di tutte le cose terrene. Nato nelle Fiandre e attivo in seguito ad Haarlem, Claez, è considerato il più innovativo esponente del genere delle banketjes monocrome, ovvero nature morte raffiguranti tavole imbandite, caratterizzate da una gamma cromatica ridotta, che gli procurarono grande fama e divennero il suo tratto distintivo.
Kunst Museum Winterthur I Werkschau 2026. Kanton Zürich
dal 21 novembre 2026 al 10 gennaio 2027
https://www.kmw.ch/ausstellung/werkschau-2026/
La rassegna annuale del Canton Zurigo presenta la produzione artistica zurighese contemporanea, ricca e diversificata: in mostra sono esposte 24 proposte artistiche provenienti dal Cantone, selezionate per concorrere a uno dei 12 contributi alla produzione artistica, del valore di 24mila franchi ciascuno. La mostra è ideata e realizzata dall’Ufficio per la Cultura e, dal 2025, è ospitata presso il Kunst Museum Winterthur. I contributi alla produzione artistica nell’ambito delle arti visive vengono assegnati da una giuria, attraverso una procedura articolata in due fasi. Rappresentano sia un riconoscimento del lavoro svolto, sia un sostegno concreto e immediato: attraverso l’assegnazione di questi contributi, l’Ufficio per la Cultura sostiene gli artisti e le artiste nello sviluppo della propria ricerca artistica, consentendo loro di dedicarsi alla propria attività creativa per un determinato periodo senza la pressione di preoccupazioni finanziarie. La mostra al museo offre inoltre una prestigiosa piattaforma per raggiungere un vasto pubblico e gli esperti del settore.
Pieter Claesz, Natura morta con calice di vetro, 1642. Fondazione Kaiserschild / Johanneum Graz
Zurigo
Kunsthaus Zürich I Ralph Lemon und Kevin Beasley. Residuum (Tell it anyway)
dal 20 novembre 2026 al 30 gennaio 2027
https://www.kunsthaus.ch/besuch-planen/ausstellungen/ralph-lemon-und-kevin-beasley/
Ralph Lemon (1952, Cincinnati, Stati Unti) e Kevin Beasley (1985, Lynchburg, Stati Uniti) sono legati da circa quindici anni da un dialogo artistico continuo. Lemon, emerso dalla scena artistica di Downtown di New York, opera all’intersezione tra coreografia, scrittura, disegno, video e installazione. Al centro della sua ricerca vi è il corpo inteso come archivio: in che modo la storia, la memoria, il senso di appartenenza e lo sradicamento vengono custoditi nel corpo e trasmessi attraverso di esso? Beasley, invece, combina performance, suono e scultura. Per le sue opere utilizza, tra gli altri materiali, capi d’abbigliamento, sneakers e durag, preservando negli oggetti finiti le tracce dell’uso e della storia. Anche il suono è inteso come un mezzo materiale, percepibile attraverso il corpo. La loro collaborazione si fonda sulla convinzione condivisa che il corpo e il suono possano costituire materiali storici.
Museum Rietberg I Il lascito dell’Amazzonia – Arte e archeologia
dal 30 ottobre 2026 al 14 marzo 2027
https://rietberg.ch/en/exhibitions/amazonian-legacies
Sotto la fitta volta di foglie della foresta pluviale si cela una storia che risale a migliaia di anni fa. La mostra invita il pubblico a scoprire l’Amazzonia da una nuova prospettiva: come una delle regioni culturali più diversificate del Sud America. Da almeno13mila anni le persone abitano questo territorio, modellandone i paesaggi, sviluppando conoscenze e creando opere d’arte di straordinaria forza espressiva. Complessi monumentali, estese reti di scambio, ceramiche riccamente decorate e spettacolari pitture rupestri raccontano un passato la cui profondità è stata a lungo sottovalutata. Al contempo, la mostra introduce a visioni del mondo che ancora oggi sono vive in molte comunità indigene, nelle quali natura e cultura non sono considerate entità separate. Avvicinarsi all’archeologia dell’Amazzonia significa dunque anche ripensare il nostro rapporto con il mondo, esplorare nuove forme di convivenza e, così facendo, portare nel futuro il lascito dell’Amazzonia.
Museum für Gestaltung I Sabine Marcelis – Light and Color
dal 30 ottobre 2026 al 4 aprile 2027
https://museum-gestaltung.ch/en/exhibition/sabine-marcelis-light-and-color
Nella ricerca di Sabine Marcelis (*1985) design, arte e architettura si fondono in un’unica espressione. Nel Toni-Areal la prima mostra museale dedicata alla designer olandese riunisce alcuni dei principali gruppi di opere realizzati negli ultimi anni, insieme a installazioni luminose site-specific concepite appositamente per l’esposizione. Una scenografia essenziale riunisce lampade, specchi e installazioni immersive, dando vita a un’intensa esperienza spaziale. Campioni e studi sui materiali offrono uno sguardo sul suo processo creativo. Il risultato è un’affascinante messa in scena, ricca di colore e magia: una mostra in cui i confini tra oggetto e ambiente si dissolvono. In collaborazione con IKEA, Marcelis ha sviluppato una ventina di oggetti per la collezione VARMBLIXT. Il motivo distintivo della collezione è il cerchio, diventato particolarmente celebre nella lampada ad anello. Per la mostra, Marcelis ha creato un’installazione composta da 125 lampade che, grazie a una parete specchiante con sfumature cromatiche, si trasforma in un tunnel luminoso lungo undici metri, percorribile a piedi. In questo modo, la designer trasforma un prodotto di serie in un’esperienza spaziale unica.
Museum für Gestaltung I Faces – Portraits – Posters
dal 3 novembre 2026 al 28 marzo 2027
https://museum-gestaltung.ch/de/ausstellung/gesichter-portraets-plakate
Il volto è il mezzo più immediato di comunicazione umana. Nessun altro soggetto, nella grafica dei manifesti, può competere con la forza espressiva del volto umano. Tra il volto anonimo e il ritratto individuale si apre un’ampia gamma di possibilità grafiche. I volti possono essere disegnati, dipinti, realizzati con collage o fotografati. Possono essere deformati, frammentati o ridotti all’essenziale. Alcune rappresentazioni raffigurano una determinata tipologia umana, mentre altre ritraggono persone specifiche, in modo riconoscibile oppure attraverso forme stilizzate e astratte. Ciò che accomuna queste immagini è la capacità di catturare la nostra attenzione e di suscitare interrogativi sull’identità, la memoria e l’immaginazione.
Sabine Marcelis, Light and Color
Lucerna
Kunstmuseum Luzern I Hier & jetzt (qui e ora, ndr). Borsa di studio Vordemberge-Gildewart
dal 14 novembre 2026 al 31 gennaio 2027 https://www.kunstmuseumluzern.ch/ausstellungen/hier-jetzt-vdg/
Il luogo in cui cresciamo, viviamo e lavoriamo continua ad avere un ruolo importante, nonostante l’elevata mobilità e la globalizzazione. L’ambiente che ci circonda e gli eventi politici che caratterizzano il mondo contemporaneo influenzano tanto la vita quanto l’arte. La mostra riunisce 16 giovani artisti e artiste emergenti legati alla Svizzera. Quali sono le questioni che li animano e li preoccupano? Come reagiscono, attraverso la loro arte, al cambiamento climatico, all’intelligenza artificiale, alle trasformazioni sociali e alle crisi politiche o personali In occasione dell’inaugurazione, una giuria assegnerà la borsa di studio Vordemberge-Gildewart, destinata a sostenere artisti e artiste fino ai 35 anni finanziando un anno di attività artistica.
Kunstmuseum Luzern I Zentral! (Centrale!, ndr)
dal 28 novambre 2026 al 31 gennaio 2027 https://www.kunstmuseumluzern.ch/ausstellungen/zentral-2026/
La mostra riunisce una selezione di proposte artistiche promettenti e fuori dall’ordinario provenienti dall’attuale scena artistica della Svizzera centrale. Fin dalle sue origini, con la mostra annuale il museo non si limita a presentare un’esposizione ricca di stimoli e caratterizzata da una grande varietà di linguaggi artistici, ma offre anche agli artisti e alle artiste emergenti una piattaforma con visibilità internazionale. La giuria esamina i dossier presentati e seleziona gli artisti e le artiste che parteciperanno alla mostra. L’esposizione dà spazio tanto alle tendenze attuali dell’arte contemporanea quanto alle peculiarità della produzione artistica locale. Il giorno dell’inaugurazione verranno assegnati, oltre al premio della giuria, denominato anche Premio dei Cantoni della Svizzera centrale, il Premio espositivo della Kunstgesellschaft Luzern, che consiste nella possibilità di realizzare una mostra personale l’anno successivo.
Riccardo Benassi, Morestalgia, 2019
Lugano
MASI Lugano I Riccardo Benassi. Morestalgia
dal primo al 6 novembre 2026
https://www.masilugano.ch/it/masi/in-corso/agenda/events/evento~mostre~2026~lac~morestalgia-benassi~.html?_gl=1*srfhm6*_up*MQ..*_ga*MTIzNDU0MzY0NS4xNzkzNjE3NDE5*_ga_LMZRED64PM*czE3OTM2MTc0MTkkbzEkZzAkdDE3OTM2MTc0MTkkajYwJGwwJGgw
Morestalgia, opera realizzata da Riccardo Benassi nel 2019 grazie al sostegno dell'Italian Council, è un'installazione basata su uno schermo LED penetrabile dal corpo umano. Attraversandola, il pubblico prende coscienza della propria presenza fisica e di quella degli altri visitatori, in un'esperienza sensoriale collettiva, rendendosi partecipe di una situazione creata dall’artista con questo stesso obiettivo. Il titolo nasce da un neologismo coniato da Benassi per descrivere un sentimento doloroso tipico dell'era post-Internet. Spiega Riccardo Benassi: «Ho chiamato ‘morestalgia’ una specifica tipologia di nostalgia il cui dolore assomiglia più a quello causato dall’invidia che a quello della nostalgia vera e propria. La percezione di una dolorosa mancanza, che però ognuno di noi auto-traduce a sé stesso come perdita, il cui diretto riferimento sono altri esseri umani che stimiamo e le loro esperienze condivise online.»
MASI Lugano I Re-Imagining. Mai-Thu Perret e Una Szeemann
dal 15 novembre 2026 al 16 maggio 2027
https://www.masilugano.ch/it/masi/in-corso/agenda/events/evento~mostre~2026~lac~szeemann-perret~.html?_gl=1*1c64agx*_up*MQ..*_ga*MjQ2NDQ5MzU2LjE3OTM2MTc0NDk.*_ga_LMZRED64PM*czE3OTM2MTc0NDgkbzEkZzAkdDE3OTM2MTc0NDgkajYwJGwwJGgw
La mostra riunisce le due personali di Mai-Thu Perret (*1976, Ginevra) e Una Szeemann (*1975, Locarno) concepite come un unico progetto espositivo. Per l’occasione le artiste sono state invitate a entrare in dialogo con la collezione del MASI attraverso una selezione di opere da loro scelte. Pur con linguaggi differenti, Perret e Szeemann condividono un interesse per la temporalità, la materia e l’immaginario femminile. Le loro ricerche, tra mito, natura e narrazione, offrono nuove chiavi di lettura del patrimonio museale e aprono prospettive sul suo futuro. Il progetto, a cura di Letizia Ragaglia, direttrice del MASI Lugano, riflette la visione del museo come istituzione globale con radici locali, che invita artiste e artisti internazionali a reinterpretare la propria collezione e il contesto ticinese.
San Gallo
Kunstemusum St. Gallen I El gato muerto
permanente dal 7 novembre
https://www.kunstmuseumsg.ch/ausstellungen/el-gato-muerto
El Gato Muerto, di Barbara Signer (nata nel 1982 a San Gallo) e Michael Bodenmann (nato nel 1978aLocarno), è un’installazione che riproduce un bar perfettamente funzionante e che, negli ultimi sei anni, ha fatto tappa in undici luoghi diversi. Immersiva e intima, l’opera invita a soffermarsi e a esplorare. Quattro pareti, riccamente allestite con innumerevoli oggetti da collezione disposti su mensole, e un bancone da bar con sgabelli sono avvolti dalla luce calda, nelle tonalità del giallo e del rosso, emanata da scintillanti lampade vintage. Fotografie, poster e stampe d’arte – incorniciati e non – insieme ad altri cimeli sparsi, ricoprono quasi ogni superficie libera dello spazio scenografico. Un distributore automatico di sigarette, un impianto musicale e l’insegna luminosa «El Gato Muerto», da cui l’opera prende il nome, completano la seducente atmosfera di un dive bar, un locale informale e vissuto.
Kunstemusum St. Gallen I Verena Merz
dal 7 novembre 2026 al 21 marzo 2027 https://www.kunstmuseumsg.ch/ausstellungen/verena-merz
Il Kunstmuseum di San Gallo dedica a Verena Merz (1959–1990) una mostra nelle sale del Gabinetto, rendendo così omaggio alla straordinaria produzione artistica di questa artista sangallese scomparsa prematuramente. Con umorismo ed energia giocosa, l’artista, formatasi a Parigi, combinava creature animali fantastiche, scrittura, forme astratte e motivi tratti dalla quotidianità contemporanea, dando vita a un linguaggio visivo originale, ricco di movimento, tensioni visive e svolte sorprendenti.
Armand Schulthess
Coira
Museo d'arte dei Grigioni Coira I Haussmann Studiolo
dal 14 novembre 2026 al 14 marzo 2027
https://kunstmuseum.gr.ch/it/ausstellungen/vorschau/Seiten/Haussmann-Studiolo.aspx
Con la mostra «Haussmann Studiolo» l'architetta e designer Trix Haussmann fa ritorno a Coira, dove nacque nel 1933 e trascorse la sua infanzia e adolescenza. Lei e suo marito, Robert Haussmann, sono tra i più importanti designer svizzeri del XX secolo. Sono conosciuti per i loro design di mobili e per le numerose ristrutturazioni di prestigio in patria e all'estero. Negli ultimi anni, la loro produzione architettonica e caratterizzata da un approccio teorico giocoso ha trovato nuova attenzione e ha ricevuto riconoscimenti in diversi luoghi. Da una riflessione critica sulla modernità i coniugi Haussmann hanno sviluppato un proprio linguaggio figurativo e si sono affermati con una propria posizione all'interno dei discorsi contemporanei. La mostra intende far conoscere, nella forma concentrata di uno «studiolo», le basi progettuali e concettuali del lavoro di Trix e Robert Haussmann e mostrare per la prima volta come l’arte figurativa abbia caratterizzato il loro lavoro. La mostra è realizzata in collaborazione com Adam Caruso di Caruso St John Architects. Basilea.
Kunstmuseum Basel I Wenn ich hier bin (Quando io sono qui, ndr)
dal 28 novembre 2026 al 21 marzo 2027 https://kunstmuseumbasel.ch/de/ausstellungen/2026/wenn-ich-hier-bin
Il percorso espositivo riunisce opere realizzate tra il 1970 e il 2026 da oltre cinquanta artisti e artiste, quasi la metà dei quali vive a Basilea. I lavori testimoniano un’ampia varietà di approcci e contesti artistici e provengono da tre diverse collezioni basiliesi: la Collezione pubblica d’arte di Basilea (Öffentliche Kunstsammlung Basel), la Fondazione Emanuel Hoffmann (Emanuel Hoffmann-Stiftung) e il Fondo per l’arte di Basilea Città (Kunstkredit Basel-Stadt). La mostra presenta le opere attraverso configurazioni tematiche che cambiano nel corso dell’esposizione. Talvolta l’attenzione si concentra sullo spazio in cui ci troviamo come osservatori; altre volte si sposta sui corpi e sui ritratti, sugli oggetti quotidiani e sulle strutture sociali, oppure sul paesaggio che si apre davanti a noi. Il filo conduttore è sempre ciò che si colloca tra il familiare e l’ignoto. Prendendo spunto da una suggestiva formulazione poetica di Zaugg, la mostra si interroga sul significato di provenire da un luogo o di trovarsi in un determinato luogo. Al tempo stesso, la mostra invita a riflettere su come le opere d’arte siano plasmate dal contesto sociale in cui si inseriscono e sulle relazioni che instaurano tra loro.
Kunsthalle Basel I Rock Bottom. Özgür Kar
dal 30 ottobre 2026 al 24 gennaio 2027 https://kunsthallebasel.ch/de/exhibitions/oezguer-kar
Nella sua pratica multidisciplinare, Özgür Kar (nato nel 1992) supera i confini tradizionali dei generiartistici,combinando video, scultura, animazione e suono in installazioni immersive e di ampio respirospaziale.Le sue opere esplorano esperienze esistenziali come la solitudine, il desiderio e l’incertezza. Per Kar, il video non è un mezzo cinematografico, bensì scultoreo. Attraverso la fusione di diverse formediespressione culturale – come il teatro, le immagini in movimento e il disegno – l’artista condensaemozionicontrastanti in un linguaggio visivo essenziale, sospeso tra il grottesco e la tenerezza. In occasione della sua prima mostra personale istituzionale in Svizzera, la Kunsthalle Basel si trasforma nel palcoscenico di una nuova produzione teatrale che si sviluppa attraverso diversi ambienti espositivi.
Regionale 27
dal 26 novembre 206 al 3 gennaio 2027 https://regionale.org/
La Regionale è un progetto espositivo trinazionale che supera i confini nazionali. Quest’anno si terrà la 27ª edizione di Regionale. Venti spazi espositivi della regione di Basilea, dell’Alsazia e della Germania sud-occidentale presenteranno opere di artiste e artisti che hanno risposto alla nostra Open Call nel maggio 2026. Da oltre 25 anni, Regionale promuove lo scambio tra artiste e artisti, curatrici e curatori e il pubblico. In un mondo caratterizzato da opinioni sempre più polarizzate, Regionale offre una piattaforma per un confronto articolato e uno spazio di incontro e di networking, portando nella regione dibattiti sociali di portata internazionale. Grazie alla collaborazione tra i diversi spazi espositivi di Svizzera, Germania e Francia, Regionale non solo sostiene le artiste e gli artisti e rafforza la scena artistica locale, ma contribuisce anche ad arricchire la vitalità culturale del territorio. L’organizzazione Regionale si impegna a favore della diversità, dell’inclusione e dell’equità ed è aperta alla partecipazione di artiste e artisti con differenti percorsi sociali, realtà di vita, età ed esperienze. In particolare, a fine novembre a Basilea inaugureranno Far Reach alla Kunsthalle Basel (dal 28 novembre 2026 al 3 gennaio 2027), The World Within a Kunsthaus Baselland (dal 29 novembre 2026 al 24 gennaio 2027) e Treompe l’œil digital a HEK Haus der Elektronischen Künste (dal 28 novembre 2026 al 31 gennaio 2027).
Losanna
Collection de l’Art Brut, Losanna I Il mondo di Armand Schulhess
dal 27 novembre 2026 al 25 aprile 2027
https://artbrut.ch/en/events/the-world-of-armand-schulthess
Negli anni Cinquanta, l’artista svizzero Armand Schulthess (1901–1972) intraprese la trasformazione di un terreno diquasi 18.000 metri quadrati nel Canton Ticino in uno straordinario ambiente a cielo aperto, ricco di molteplicisuggestioni. Sentieri, passerelle, ponti e scalinate attraversavano il sito, disseminato di una grande varietà di oggetti einstallazioni sospese, molte delle quali appese agli alberi. Schulthess ricoprì materiali di recupero e lamiere metalliche con iscrizioni incise che riflettevano il suo sapereenciclopedico, in particolare nei campi della scienza e della filosofia. Dopo una vita da uomo d’affari, all’età di 50 anni, Schulthess abbandonò bruscamente la sua carriera e la vita sociale, ritirandosi in una casa di campagna in Ticino alla ricerca di un isolamento sia fisico sia mentale. Lì dedicò il resto della sua vita alla trasformazione del vasto terreno che circondava la sua abitazione con centinaia di opere d’arte. Dopo la sua morte, gli distrussero la sua opera. A sopravvivere furono soltanto alcuni dei suoi libri e una serie di assemblaggi realizzati con lastre di metallo, fili metallici e rami. La scrittrice svizzero-francese S. Corinna Bille fu la prima a manifestare pubblicamente un autentico interesse per Schulthess e la sua opera. Dopo aver visitato il suo giardino in Ticino, espressione del suo sapere enciclopedico, scrisse Le propriétaire (1955), un racconto breve in cui narra la propria esperienza e affronta i temi principali emersi durante la visita. Il giardino e i suoi assemblaggi colpirono profondamente anche lo scrittore svizzero-tedesco Max Frisch, ispirandogli la celebre novella del 1979 Der Mensch erscheint im Holozän (pubblicata in inglese nel 1980 con il titolo Man in the Holocene). Anche il regista e fotografo svizzero-tedesco Hans-Ulrich Schlumpf documentò questa creazione monumentale, preservandone la memoria visiva prima che venisse distrutta. La mostra mette le sue immagini in dialogo con quasi 300 opere recuperate dal sito all’ultimo momento. Tra queste figura un importante nucleo di oggetti acquisiti dalla Collectionde l’Art Brut nel 2024, esposti ora per la prima volta in occasione delle celebrazioni per il 50° anniversario del museo.
Mudac Musée cantonal de design et d’arts appliqués contemporains I Magie und Design. Hocus Pocus - Il design dell’invisibile e Ontologia dell’incontro. Il design per mondi magici
dal 6 novembre 2026 all’11 aprile 2027
https://mudac.ch/de/ausstellungen/magie-und-design/
La prima mostra, Hocus Pocus, esplora i legami tra magia e design dalla fine del XIX secolo fino ai giorni nostri. Attraverso figure di spicco dell’illusionismo, invenzioni tecniche, arti popolari e immaginari legati allo spiritismo, la mostra illustra come designer e illusionisti, in modo simile, utilizzino l’innovazione, la messa in scena e l’illusione per suscitare fascino e meraviglia. La mostra porta così alla luce una storia comune, caratterizzata dall’ingegno e dall’uso creativo di oggetti e strumenti per finalità diverse da quelle originarie. Parallelamente, Ontologia dell’incontro rivolge lo sguardo alle pratiche magiche contemporanee, intese come tecnologie relazionali. La mostra riunisce installazioni immersive, oggetti rituali, opere speculative e una selezione di lavori provenienti dalla collezione del mudac, esplorando forme alternative di relazione con il vivente, con gli esseri non umani e con i mondi invisibili. Aprendo nuovi dialoghi tra design, invisibile ed ecologia, la mostra invita a immaginare nuovi modi di essere al mondo e a concepire il design come un mediatore tra realtà molteplici.
Silvia Conta
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