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Anj Smith, Poetics of Opacity, 2026

Hauser & Wirth

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Anj Smith, Poetics of Opacity, 2026

Hauser & Wirth

Passeggiata tra le gallerie svizzere a Frieze London e Frieze Masters 2026

Abbiamo curiosato tra i booth delle gallerie elvetiche present, alla scoperta dei loro capolavori antichi e contemporanei

Silvia Conta

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Regent’s Park, con la sua eleganza senza tempo e i viali alberati già tinti d’autunno, accoglie la folla concitata che si affretta tra le due grandi tensiostrutture bianche: è tempo di Frieze London e Frieze Masters. Tra le due fiere un percorso di una quindicina di minuti, nel quale si possono ammirare le opere di Frieze Sculpture, alla sua quattordicesima edizione. Abbiamo fatto un giro tra i boots delle gallerie svizzere e delle gallerie internazionali con almeno una sede nella confederazione elvetica: un viaggio tra capolavori che vanno dall’antico al contemporaneo, con uno sguardo rivolto alle mostre future che porteranno in Svizzera gli artisti ora in fiera.

A Frieze London Hauser & Wirth, galleria elevetica per antonomasia e unica a essere presente in entrambe le fiere, espone una serie opere imponenti. Spicca immediatamente il lavoro in grigio e nero di Avry Singer, Solver (V. 3) (2026), un acrilico su tela montata su pannello di alluminio di oltre 240 centimetri per 215. Il dipinto – ha spiegato la galleria - appartiene alla serie Poker Players, nella quale l’artista genera avatar utilizzando software specializzati di apprendimento automatico (machine learning). Attraverso la mediazione della rappresentazione della figura immaginaria mediante immagini generate digitalmente, Singer esplora il modo in cui l’identità viene plasmata e trasformata dalla tecnologia e dai mezzi di comunicazione di massa. Accanto ad esso, nei primi giorni era possibile ammirare un piccolo e delicato lavoro astratto di Nairy Baghramian, Selves (2026). Tra le opere anche Watermelon Bight (2020) di Frank Bowling, un acrilico e gel acrilico su tela con marouflage (applicazione di una tela su un supporto rigido), di quasi tre metri per due, in cui colature dai delicati toni del rosa e giallo mostrano il gioco dell’artista tra controllo e casualità, creando l’effetto visivo di un orizzonte che si estende attraverso un paesaggio acquatico. Tra le opere di grandi dimensioni anche Drawing for Stack (2022), un disegno a carbone e inchiostro su carta di oltre tre metri per 275 di Nicole Eidenman, sulla parete esterna del booth a lei interamente dedicata. Nello stand, tra gli altri, anche una grande scultura in marmo verde di Tomas J Price, Through a Steday Gaze (2025), un dipinto di Catherina Goodman (che cita la sua mostra attualmente in corso a Zuirgo), due nuove sculture: Sapling di William Kentridge, e Vom Keller in Licht “Basement to Brightness” di Pipilotti Rist, entrambe del 2026.

Non lontano il booth di Contemporary Fine Arts, con sede a Berlino e Basilea, di primo acchito si fa notare per il grande ritratto (Maggi the Magi, 2026) che Sarah Lucas realizza con linee costituite da sigarette che ritrae un’altra artista britannica: Maggi Hambling, di cui, a fianco, è esposto un dipinto che ritrae Sarah Lucas, in un  serrato “gioco di sguardi” tra due prominenti artiste inglesi. La galleria, rappresenta Sarah Lucas fino dalla metà degli anni Novanta, fu tra le prime a farlo e dal 7 novembre le dedicherà una personale nella sede berlinese. Nello stand anche Table Scene (2026) di Dana Schutz, esempio della sperimentazione intrapresa di recente dall’artista, che si confronta con la grande dimensione attraverso disegni a carboncino a cui la galleria dedicherà un grande mostra. Alle pareti anche un lavoro dai vibranti toni colorati di Maja Ruznic, nella cui figurazione si cela una complessa sovrapposizione di livelli, dai ricordi personali a tracce di riflessione psicoanalitica. In esposizione un lavoro dell’artista brasiliana Márcia Falcão, di cui la galleria già annuncia la personale in occasione di Art Basel 2027 a Basilea, nella sede locale della galleria, che seguirà quella di Maja Ruznic. Quattro lavori nuovi di Márcia Falcão sono visibili anche all’ingresso della fiera, nel booth della galleria Fortes d’Aloia & Gabriel, con sede a San Paolo e Rio de Janeiro, che, grazie alla collaborazione tra le due gallerie, offrono l’occasione per approfondire la ricerca più recente dell'artista.  

Lo stand di Gagosian, che in Svizzera vanta sedi a Basilea e Gstaad (di quest’ultima il programma espositivo sarà annunciato a breve), è interamente dedicato ai grandi dipinti di Albert Ohlen, in cui si fondono figurazione e astrazione, ricorrendo spesso – ha spiegato la galleria - a diverse modalità pittoriche all’interno della stessa composizione, in una messa in discussione delle convenzioni moderniste. Sostenitore di una pittura «scadente» (bad painting), volutamente e consapevolmente amatoriale, infonde nelle sue opere un atteggiamento provocatorio e destabilizzante. 

All’ingresso di Frieze Masters ritroviamo Hauser & Wirth, presente anche a Frieze Sculpture con il lavoro di Angel Otero, Dreams and Salt (2025-2026), una porta azzurra a grandezza naturale aperta su una scala in legno che scende dentro il terreno, Nella pratica dell’artista - ha spiegato la galleria - questo diviene un tipico elemento di ambiguità psicologica e spaziale, giocato in particolare sulla possibilità di essere letta come una soglia che indica sia ingresso che uscita. 

Tra le proposte nel booth spicca il meraviglioso olio su tavola di Jan Breughel il Vecchio Still Life of Flowers in a Stoneware Vase (ca. 1607-1608), venduto a una cifra che si aggira attorno ai cinque milioni di sterline, affiancato dal dipinto di Flora Yukhnivch, Perfume (2026), che l’artista ha realizzato ispirandosi ad esso e omaggiandolo con un’astrazione dai toni che ricordano l’acqua, tra l’azzurro e il verde, con parti dalle nuances neutre, in una composizione dinamica ed energica. Tra gli altri lavori esposti, per citarne solo alcuni, un Concetto Spaziale. Attese (1963) di Lucio Fontana quasi giallo fluorescente, con cui dialoga un intenso ritratto di donna, Untitled (1932 ca.) realizzato a matita e inchiostro su carta da Francis Picabia. Nello stand anche una Natura morta (1963) di Giorgio Morandi accanto a Composition in White Black and Yellow (1953) di Marlow Moss che comunicano in modo inatteso quanto sottile. Sulle pareti esterne un altro lavoro di Picabia, Untitled (1937-1942 circa), con un gatto bianco e nero, accanto due dipinti di Max Beckmann: una marina - Marine, Côte d'Azur (1930) - e una donna distesa sulla spiaggia (Liegende Frau am Meer, 1950). All’interno, a catturare il cuore e lo sguardo, c’è poi l'accostamento tra un paesaggio di Paul Gaugin e un astratto di Frank Bowling, in mezzo ai quali spicca una scultura di Hans Arp. Non lontano due meravigliosi paesaggi a olio su tela: un George Braque prima della rivoluzione cubista, Paysage à l'Estaque (1907) e un Egon Schiele, Gewittberg (Kappelle auf dem Kreuzberg bei Krumau (1910). 

La galleria zurighese Larkin Erdmann propone un magnifico monocromo bianco di Robert Ryman, Region (I) (1978), che cita la mostra The Real Thing in corso al Barbican Centre di Londra (fino al 28 febbraio 2027). Nello stand anche un disegno di Sophie Taeuber-Arp, Drawning for a Textile Project (1920-21) e un Boetti, Avere fame di vento (che ricorda la mostra in galleria Alighiero Boetti. Dama e quadretti, fino al 20 novembre), accanto all’onirico Femme Ailée (1870 ca.) di Odillon Redon. All’esterno dello stand, tra gli altri, Idéoplasme XV (1984) di Jean Dubuffet e Flowers (1974) di Andy Warhol, realizzato con grafite su pergamena con elementi di collage applicati su carta. La galleria ha annunciato, inoltre, una personale di Antonio Calderara, Transizione, che inaugurerà il 26 novembre. 

Lo stand di Vito Schnabel Gallery a Frieze Masters con l'opera di George Condo, Call Me Now, 1988

Booth magnetico per la newyorchese Vito Schnabel Gallery, con una sede anche a St. Moritz. Tra le proposte che catturano lo sguardo i tre lavori di grandi dimensioni di Francesco Clemente (che omaggia la tecnica dell’affresco in un lavoro che raccoglie i temi classici dell’artista), Julian Schnabel e George Condo. A cullare i sogni dei collezionisti anche i tre ritratti di Francis Picabia e due opere giovanili e figurative di Ai Weiwei (la cui personale sta per aprire nella sede di Chelsea), che l’artista realizzò nei suoi primi anni a New York.

Haas Gallery, con sede a Berlino e Zurigo, presenta uno stand con un filo conduttore tematico: le opere presentate ripercorrono il modo in cui gli artisti, dalla fine del XIX secolo fino al XX secolo, sono tornati ripetutamente alla figura umana come luogo di osservazione, sperimentazione e reinvenzione. Tra le i lavori esposti un magnifico ritratto di Gertrude Stein di Picabia, che fu esposto al MoMA accanto al celeberrimo ritratto della mecenate realizzato da Picasso. Tra i tanti pezzi interessanti, anche un dipinto di Lucien Freud eseguito a soli diciassette anni, in cui tratto, colori e elementi figurativi, già contengono anticipazioni delle note opere della maturità.

All’esterno del booth di Bailly Gallery, con sede a Ginevra e Parigi, all’inizio della fiera splendeva un meraviglioso Max Pechstein, La Toliette (1921), subito venduto e sostituito dall’olio su tela Village et bord de rivière (1911-1912 circa) di Maurice De Vlaminckm in dialogo con un Renoir Jeune femme au corsage rouge (1898 circa). All’interno dello stand un’ampia parte è dedicata a Picasso, tra disegni, pastelli e ceramiche, mentre nella parte opposta, tra eccellenze della pittura francese, campeggia una delicatissima gauche a forma di ventaglio in seta applicata su carta di Camille Pissarro: La gardeuse d’oies, brouillard, matin d’hiver (1886).

Nella ricchissima selezione del booth di Salomon Lilian, galleria con sede ad Amsterdam e Ginevra, spiccano la natura morta di Jacob Marrel A Flower Still Life in a Copper Vase within an Arched Stone Niche, with a Grasshopper, a Stag Beetle and Other Insects che si impone anche per l’eccezionale stato di conservazione. Luminosissimo olio su tavola datato 1635, questa composizione floreale di eccezionale ricchezza – ha spiegato la galleria - appartiene agli esordi della carriera.

Silvia Conta, 18 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

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