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Particolare di una delle otto sculture di cui si sta ultimando il restauro nel Palazzo dei Vescovi di Saluzzo

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Particolare di una delle otto sculture di cui si sta ultimando il restauro nel Palazzo dei Vescovi di Saluzzo

In dirittura d’arrivo il restauro delle otto figure di Profeti e Apostoli di San Giovanni a Saluzzo

I lavori si stanno svolgendo nel Palazzo dei Vescovi «per ragioni di tutela ma anche per renderne possibile la visione ravvicinata in questi ultimi tempi di cantiere»

Oggi 13 novembre alle 16.30, nel Palazzo dei Vescovi di Saluzzo (via Maghelona 7) si tiene la presentazione del restauro delle otto sculture di Profeti e Apostoli della cappella marchionale di San Giovanni nella capitale dell’omonimo Marchesato, databili tra il 1490 e il 1535 ca, restauro che si sta ancora svolgendo.

Alla presenza del vescovo, monsignor Cristiano Bodo, intervengono Massimiliano Caldera, funzionario storico dell’arte, per la Soprintendenza; l’architetto Paolo Bovo, Rup (Responsabile Unico di Progetto) del cantiere di San Giovanni; e i restauratori della ditta Koinè Conservazione Beni Culturali.

A lavori del Pnrr ultimati, le sculture saranno ricollocate nella sede originaria. «Il loro restauro si sta svolgendo proprio nel Palazzo dei Vescovi, per ragioni di tutela ma anche per renderne possibile la visione ravvicinata in questi ultimi tempi di cantiere», sottolineano dall’Ufficio Beni Culturali diocesani. 

La decorazione scultorea della cappella marchionale di San Giovanni a Saluzzo rispecchia molto chiaramente le trasformazioni del gusto alla corte di Ludovico II e di Margherita di Foix: nella prima fase, sullo scorcio del Quattrocento, sono operose maestranze di cultura fiamminga e borgognona, rappresentante da Pierre Soqueti e da Hennequin Sambla, attivi nella Valle del Rodano e in Provenza; oppure, secondo altri, vi è attivo un artista borgognone, Antoine Moiturier, a cui pare si debbano il progetto a pianta pentagonale e le pareti rivestite in pietra grigia in cui spiccano inserti in pietra verde. Nella nicchia di sinistra si trova il monumento funebre di Ludovico II, commissionato dalla moglie Margherita di Foix nel 1504 e realizzato in marmo bianco di Paesana da Benedetto Briosco intorno al 1508.

A questa stagione, ancora molto legata al Gotico internazionale, fa immediatamente seguito un'altra, durante il primo ventennio del Cinquecento, in cui prevale il Rinascimento lombardo, adottato con entusiasmo dalla marchesa e dai rappresentanti delle nuove classi dirigenti. 

La presenza a Saluzzo di Benedetto Briosco, uno dei protagonisti dei cantieri del Duomo di Milano e della Certosa di Pavia, autore del sepolcro del marchese, non esaurisce un quadro di rapporti figurativi più vasto e complesso, in cui entrano altre figure poco note, rivelando così una triangolazione tra Saluzzo, la Lombardia e la Liguria decisamente ricca e destinata a proseguire ancora fino al 1530-40.

L’opportunità di vedere esposte nel Palazzo dei Vescovi le sculture rinascimentali aggiunte all’arredo lapideo della cappella, anch’esso attualmente in corso di restauro, consente così nuove riflessioni su questa vicenda storico artistica. Sempre oggi, nell’antico vescovado, è possibile ammirare il polittico della Madonna del Rosario di Oddone Pascale, tra i capolavori della Chiesa di San Giovanni, fresco anch’esso di restauro (vedi articolo a fianco).

Vittorio Bertello, 13 novembre 2025 | © Riproduzione riservata

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