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Veduta parziale degli scavi eseguiti ultimamente a Coatepec

Foto: Inah

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Veduta parziale degli scavi eseguiti ultimamente a Coatepec

Foto: Inah

Un sito di 1.400 anni fa scoperto in Messico potrebbe riscrivere la storia antica dello Stato di Veracruz

Il ritrovamento di piattaforme di grandi dimensioni e di una stele ben conservata è stato effettuato nella città di Coatepec, a ovest di un altro sito, quello di Campo Viejo

Vittorio Bertello

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La recente scoperta in Messico, nello stato di Veracruz, di un sito risalente a circa 1.400 anni fa potrebbe segnare una svolta nella comprensione delle interazioni culturali di quell’epoca in quella zona del mondo. L’annuncio è arrivato dall’Instituto Nacional de Antropología e Historia (Inah), nume tutelare del patrimonio culturale del Paese latinoamericano: sono state ritrovate, nella città di Coatepec, piattaforme di grandi dimensioni e una stele ben conservata. Situati in prossimità del sito archeologico di Campo Viejo (scoperto nel 1972), i reperti rivelano elementi architettonici e decorativi che gli esperti dell’Inah descrivono come «senza precedenti» nella regione. Campo Viejo fu abitato tra il 150 a.C. e il 150 d.C.: è caratterizzato da piattaforme di grandi dimensioni che formavano piazze cerimoniali.

I reperti emersi da queste nuove indagini, rinvenuti a ovest di Campo Viejo, risalgono probabilmente al Periodo Classico Antico (200-600 d.C.). Gli storici sostengono che nella regione si fossero insediati i Totonaci, tuttavia gli esperti dell’Inah ipotizzano che in questa zona fosse presente un gruppo diverso. Come si legge in un comunicato stampa dell’Instituto, «le ricerche preliminari indicano una cultura locale con caratteristiche tipiche dei gruppi della costa del Golfo». Tra le vestigia figurano strutture risalenti a diverse fasi costruttive. Vi si nota una piattaforma lunga 30 metri e larga 12, decorata con motivi circolari e quadrati finora sconosciuti nella regione. È stata costruita con lastre di pietra calcarea lavorata, caratterizzata da una texture bianca simile all’intonaco, probabilmente ottenuta mediante cottura. È stata inoltre rinvenuta un’offerta rituale, costituita da vasi e statuette in ceramica, resti carbonizzati di mais e una perlina frammentata in pietra verde.

La stele, che misura 188x147 cm, è stata rinvenuta sepolta: era stata collocata a faccia in giù e sopra di essa erano state costruite delle strutture. Rappresenta due figure che indossano abiti elaborati, compresi copricapi e orecchini. Sopra di loro, un’entità sembra emanare una sostanza. «Si tratta di due individui dell’élite che si riuniscono e partecipano a un rituale», dichiara in un video l’archeologo dell’Inah Ulises Mota. Sebbene siano necessarie ulteriori ricerche, gli esperti dell’Inah hanno osservato che una delle figure presenta possibili tratti simili a quelli dei Maya.

Oltre alle sue implicazioni storiche, il ritrovamento determina una certa tensione perché avviene in un luogo della città di Coatepec attualmente caratterizzato da un importante sviluppo immobiliare. Il sito si trova all’interno del Bosque San Lucas, un nuovo complesso residenziale di lusso di 12 ettari pubblicizzato come «ecosensibile». La presenza di resti archeologici era prevedibile, data la vicinanza del sito a Campo Viejo. «Queste aree sono state sottoposte ad agricoltura meccanizzata», afferma Lino Espinoza García, co-responsabile del progetto per l’Inah. «All’apparenza lì non dovrebbe esserci sia nulla, ma una volta iniziati gli scavi, emergono reperti archeologici».

Il 19 giugno la presidentessa messicana Claudia Sheinbaum ha definito la scoperta «significativa» e ha annunciato che sarebbero stati stanziati fondi speciali. Le autorità locali sperano che questa scoperta e la possibile apertura di Campo Viejo possano dare impulso al turismo a Coatepec, che nel 2006 era stata dichiarata «città magica». Secondo la legge messicana, il patrimonio archeologico appartiene alla nazione, sebbene i proprietari privati (in questo caso Bosque San Lucas, che ha finanziato gli scavi) possano fungere da custodi.

Il progetto immobiliare è in corso. Gli scavi proseguiranno fino ad agosto, mentre le analisi si protrarranno fino a febbraio 2027. Nel frattempo, i lavori di costruzione continuano. «Siamo orgogliosi di far parte di questo progetto», si legge in una dichiarazione pubblicata sui social media da Bosque San Lucas. «I lavori di costruzione proseguiranno nel rispetto delle aree soggette a restrizioni».

Vittorio Bertello, 30 giugno 2026 | © Riproduzione riservata

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