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Vittorio Bertello
Leggi i suoi articoliUn tesoro del Romanico sardo riemerge dal passato per restituire alla comunità di Quartu Sant’Elena un pezzo fondamentale della propria identità. Nella cittadina del Cagliaritano si sono conclusi i lavori di restauro della chiesa di San Pietro di Ponte, un edificio monumentale risalente alla fine del Duecento che da oltre un secolo si trova incastonato tra le mura del cimitero cittadino.
All’esterno la facciata, coronata da un piccolo campanile a vela ora senza campana, è costituita da una piccola bifora e da conci di calcare ben squadrati, mentre archetti pensili di varie forme adornano i tre prospetti. Il portale, ora ad arco a tutto sesto (prima vi era anche un architrave), è circondato da tanti nidi che un tempo contenevano ceramiche decorate. Nell’edificio vi sono ben 64 nicchie per le ceramiche, delle quali resta solo qualche traccia.
A destra della facciata, accanto alla cappella della famiglia Capra, vi è un simbolo di probabile origine egizia: si tratta di una croce greca benaugurante, sorretta da una mano. In Sardegna sarebbe arrivata con l’invasione dei Punici. L’interno è costituito da una sola navata rettangolare, con una copertura lignea. L’accesso alla piccola abside è ad arco a tutto sesto, impostato su capitelli, mentre sul fondo, per dare luce all’interno della chiesa, vi è un piccolo oculo, cioè una sorta di rosone di dimensioni ridotte.
L’inaugurazione ufficiale e la presentazione dei restauri si terranno il 26 settembre, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio promosse dal Ministero della Cultura. La cittadinanza potrà riscoprire il monumento attraverso tre visite guidate, programmate alle 10, alle 11 e alle 12 e curate dagli esperti della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio.
Un intervento certosino e articolato, durato mesi, ha permesso di mettere in sicurezza e valorizzare l’intero edificio. Con un investimento complessivo di 235mila euro, finanziato dall’Amministrazione comunale e cofinanziato dal Ministero della Cultura, la struttura è stata completamente rigenerata. All’interno si è lavorato con grande attenzione sul risanamento degli intonaci e sul recupero della pavimentazione storica. All’esterno gli interventi hanno riguardato il rifacimento totale della copertura e della facciata principale, compresi il caratteristico campanile a vela e le antiche formelle che in origine ospitavano i bacini ceramici colorati.
Nonostante la particolare collocazione all’interno del camposanto, San Pietro di Ponte non ha mai perso la sua carica simbolica. Al contrario, rappresenta ancora oggi un punto di riferimento spirituale e culturale profondamente radicato nella memoria collettiva dei quartesi.
Il restauro della chiesetta romanica s’inserisce nel più ampio «Piano di Rinascita dei luoghi di culto», una strategia di valorizzazione del patrimonio artistico e religioso avviata dalla giunta comunale di Quartu. Questo piano organico ha visto finora un impegno finanziario di circa 1,5 milioni di euro e ha toccato tappe fondamentali: dall’ex Convento dei Cappuccini con la chiesa di Sant’Agata fino agli edifici di San Benedetto, San Giovanni Evangelista, Santa Maria degli Angeli, Santo Stefano e Sant’Andrea. A questi si aggiungeranno presto ulteriori 350mila euro dedicati al recupero della chiesa di Sant’Efisio. Una visione d’insieme che punta a restituire ai cittadini e ai visitatori la piena fruibilità dei luoghi d’arte della città.
Vittorio Bertello
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