Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

La sala con il mobiletto con tutte le cinque mascherine riposte della mostra al museo MaXXI L’Aquila «Fabio Mauri. Gli anni dell’Aquila»

Foto Roberto Marossi

Image

La sala con il mobiletto con tutte le cinque mascherine riposte della mostra al museo MaXXI L’Aquila «Fabio Mauri. Gli anni dell’Aquila»

Foto Roberto Marossi

Furto al MaXXI L’Aquila: rubata una mascherina «ariana» di Fabio Mauri

È stato sottratto tra l’1 e il 4 ottobre uno dei cinque pezzi impilati sul ripiano di un mobiletto alla mostra sull’artista nella città abruzzese. Si spera di risalire all’autore con le riprese delle telecamere

Una beffa? Una bravata? Un furto su commissione? Uno sfregio? In un momento imprecisato tra l’1 e il 4 ottobre qualcuno, al museo MaXXI aquilano alla mostra «Fabio Mauri. Gli anni dell’Aquila», ha rubato una delle cinque mascherine intitolate «Aryan mask» nelle stanze che espongono numerosi pezzi e installazioni del ciclo «ariano» dell’artista.

Il furto è stato rivelato giovedì 8 ottobre dai media locali, in particolare dal quotidiano «Il Centro». Il museo aveva denunciato la scomparsa di uno dei cinque piccoli pezzi domenica sera. Il valore è stimato intorno ai 10mila euro. Il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale e il Nucleo investigativo dei Carabinieri stanno indagando: le autorità sperano di ricavare informazioni utili per risalire al ladro grazie alle riprese delle telecamere di quei giorni, in particolare quelle di videosorveglianza della zona intorno a Palazzo Arghindelli, sede abruzzese della Fondazione MaXXI-Museo nazionale delle arti del XXI secolo. Il museo non ha chiuso (è aperto dal giovedì alla domenica) e la mostra, curata da Maurizio Cattelan e Marta Papini, prosegue regolarmente fino al 24 gennaio 2027.

Mauri insegnò dal 1979 al 1999 Estetica della sperimentazione all’Accademia di Belle Arti aquilana. La mascherina, del tipo di quelle usate nei cantieri e con cui abbiamo preso tutti familiarità durante il Covid-19, risale al 1995 e appartiene alla Collezione Fabio Mauri Estate di Roma: era una delle cinque riposte in un ripiano aperto dentro un mobiletto verde antracite, un colore scelto per questa e altre sale dal curatore e dalla curatrice. Ne sono rimaste quattro, impilate una sopra l’altra.

Il titolo «Ayian Mask» inserisce la mascherina nel ciclo che il museo ripropone nei suoi spazi laddove Mauri indaga sul concetto di «razza ariana», riflette sul nazismo, sui meccanismi del consenso di massa e delle élite, sul razzismo. E tali riflessioni in queste sale risultano tanto più perturbanti oggi, quando c’è chi parla apertamente di cittadini italiani solo se di razza bianca e quando in Germania l’elogio del nazismo non è più un tabù.

«Fabio Mauri. Gli anni dell’Aquila» è promossa dal Comune dell’Aquila, l’ha realizzata il MaXXI e fa parte delle iniziative per L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026.

Il mobiletto con le quattro «Aryan masks» di Fabio Mauri rimaste nella mostra al Museo MaXXI L’Aquila «Fabio Mauri. Gli anni dell’Aquila». Foto Stefano Miliani

Le quattro «Aryan masks» di Fabio Mauri rimaste nella mostra al Museo MaXXI L’Aquila «Fabio Mauri. Gli anni dell’Aquila». Foto Stefano Miliani

Stefano Miliani, 10 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

Stefano Miliani

Leggi i suoi articoli

Altri articoli dell'autore

Il 30 ottobre 2016 la più forte scossa mai registrata in Italia dopo il terremoto dell’Irpinia nel 1980 si è irradiata da Norcia provocando devastazione in tutta la Valnerina

Negli anni ’90, viaggiando in moto in Abruzzo, arrivò casualmente nel borgo medievale dell’Aquilano. Decise di restaurarlo in modo filologicamente corretto, usando materiali e pietre del posto, rispettando totalmente i volumi delle case e mantenendo l’aspetto storico del luogo

I 44 comuni dell’Appennino danneggiati dal terremoto di 10 anni fa appartengono a quattro regioni: Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo. 29 di questi sono concentrati nel territorio marchigiano sud-occidentale

Dopo aver trascorso vent’anni vedendo solo scale di grigi, nel 2004 l’artista catalano-britannico si è fatto impiantare un’antenna nel cranio che, tramite un algoritmo, converte i colori in frequenze sonore e quindi in suoni

Furto al MaXXI L’Aquila: rubata una mascherina «ariana» di Fabio Mauri | Stefano Miliani

Furto al MaXXI L’Aquila: rubata una mascherina «ariana» di Fabio Mauri | Stefano Miliani