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Veduta dall’alto di Arquata del Tronto (Ap) scattata il 30 agosto 2020

Foto Stefano Miliani

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Veduta dall’alto di Arquata del Tronto (Ap) scattata il 30 agosto 2020

Foto Stefano Miliani

Fotostoria delle Marche a 10 anni dal sisma 2016-17

I 44 comuni dell’Appennino danneggiati dal terremoto di 10 anni fa appartengono a quattro regioni: Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo. 29 di questi sono concentrati nel territorio marchigiano sud-occidentale

Quanto segue è una selezione di 20 foto scattate nelle aree delle Marche maggiormente colpite dal sisma del 2016-17: la sequenza fotografica intende restituire in estrema sintesi informazioni su che cosa è successo da allora ad oggi e qual è lo scenario attuale.

Foto Stefano Miliani

Fotografia scattata il 30 marzo 2020 nel deposito nella Mole Antonelliana di Ancona di opere d’arte terremotate creato dalla Soprintendenza delle Marche (allora unica; quella di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata è stata istituita il 28 gennaio 2020 ed è diventata operativa nel novembre 2021). Inizialmente numerosi cittadini hanno sollevato polemiche perché ritenevano la sede troppo lontana e temevano che le opere non tornassero nel territorio di origine. Fin dai mesi successivi alla tragedia il deposito anconetano attrezzato si è invece dimostrato provvidenziale per ricoverare migliaia di dipinti, sculture, suppellettili in una sede sicura, adeguata all’arte e protetta, nonché per restaurare le opere e riconsegnarle appena possibile ai luoghi di provenienza. Questo è il programma. A oggi il deposito custodisce circa 1.500 pezzi e resterà funzionante. Viceversa il laboratorio di restauro chiuderà a gennaio 2027.

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Veduta dall’alto di Arquata del Tronto (Ap) scattata il 30 agosto 2020. Il paese è stato polverizzato dalle scosse del 24 agosto 2016 e da quelle successive. Dalla foto si vede che la ricostruzione a quella data era avviata: sul colle svetta qualche gru. Un progetto unico ricostruirà le case crollate come e dov’erano con criteri antisismici; prevede anche una struttura sotterranea che permetta al centro abitato di resistere a nuovi terremoti. L’ingegner Giuseppe Laureati dell’Ufficio speciale per la ricostruzione Marche (Usr Marche) è il Rup degli interventi in corso: «La prima fase potrebbe richiedere tre anni e la seconda altri tre. La ricostruzione pubblica dovrebbe ragionevolmente chiudersi in sei anni, precisando che noi facciamo l’involucro delle case private, poi non serviranno più cantieri e ogni proprietario dovrà provvedere alle finiture interne gestendo in autonomia i contributi a sua disposizione».

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A Borgo d’Arquata, frazione poco sotto le pendici di Arquata (Ap), al primo piano dell’edificio Rotary Point il 6 luglio 2025 ha aperto «L’identità ritrovata. Opere d’arte dal territorio di Arquata del Tronto»: è uno spazio espositivo raccolto e accogliente con dipinti, croci e suppellettili restaurate provenienti da edifici ecclesiastici danneggiati (nella foto del 26 agosto 2025). Curato da Marco Lattanzi con Pierluigi Moriconi e don Elio Nevigari, questo angolo d’arte ha catturato l’affetto degli abitanti, rappresenta un solido riferimento culturale in zona e un ricordo di don Angelo Ciancotti. L’ultima opera d’arte ricoverata è un altorilievo romanico in arenaria di un leone dell’XI secolo avventurosamente salvato dalla Chiesa dei Santi Pietro e Paolo dal restauratore Massimo Ippoliti insieme al Comando dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Ancona.

Foto Stefano Miliani

Piazza Cavour nel centro storico di Camerino (Mc) in una foto del 18 ottobre 2018. Vi affacciano il Duomo, il Palazzo Arcivescovile e il Palazzo Ducale, ora Università; al centro la statua di Sisto V. Le scosse del 26 e 30 ottobre 2016 hanno devastato e interamente svuotato l’antico e compatto nucleo della città della corte dei Varano. Attualmente l’attività dei cantieri ferve. Quando gran parte del patrimonio edilizio sarà recuperato o, in più casi, ricostruito ex novo, il centro storico dovrà riprendere vita: molte attività e persone si sono trasferite altrove.

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La Cattedrale di Santa Maria Annunziata di Camerino in uno scatto del 15 ottobre 2025: il Duomo riaprirà a restauro completato a fine giugno 2027, come ci fa sapere l’ingegner Carlo Morosi, il direttore dei lavori. La chiesa principale del centro storico camerte resse al terremoto del 2016 perché ristrutturata efficacemente dopo quello del 1997; tuttavia nelle scosse di ottobre subì pesanti ripercussioni sia per le vibrazioni diverse tra i due campanili e la chiesa, sia per l’interazione con l’adiacente Palazzo Arcivescovile. Il restauro, assai complesso, è iniziato il 7 dicembre 2024.

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Nell’enorme Palazzo arcivescovile cinquecentesco in piazza Cavour, interamente restaurato e reso come sempre antisismico, il Museo Diocesano «Giacomo Boccanera» di Camerino, diretto da Barbara Mastrocola, è stato felicemente inaugurato il 15 ottobre 2025 (data della foto). Con un riallestimento nitido e quattro sale in più la collezione si è anche arricchita rispetto alla versione aperta fino al 2016. Il percorso dispone 130 pezzi dal Medioevo al Barocco in quattro sezioni (affreschi e tavole, sculture, dipinti su tela tra cui un Tiepolo, oreficerie e suppellettili). La qualità assegna alla raccolta un ruolo culturale di primo piano nell’intero cratere marchigiano e oltre.

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Il Santuario di Santa Maria in Via a Camerino fotografato il 28 giugno 2017. La chiesa, di metà Seicento dall’interno barocco riccamente decorato, il 26 ottobre 2016 ha visto il campanile sul retro rovinare su un edificio già evacuato. Le parti centrali del tetto e della cupola sono invece crollate a inizio febbraio 2017 e in quell’occasione il parroco don Ascenzo Bianchi sostenne che l’edificio non era stato messo interamente in sicurezza per tempo. Il «San Giovanni Battista» e il «San Girolamo» dipinti da Valentin de Boulogne, che si trovavano nella sagrestia, dopo essere stati restaurati sono esposti in bella vista nel Museo Diocesano del centro camerte, riaperto a ottobre 2025. Il Santuario è tuttora inagibile. I tecnici della Diocesi maceratese stanno realizzando il progetto per un intervento che si rivela irto di difficoltà.

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Nella frazione di Capodacqua presso Arquata del Tronto (Ap) si staglia, integro, l’Oratorio a pianta ottagonale di Santa Maria del sole. Nelle foto, del 30 agosto 2026, l’esterno e un affresco interno. Messo in sicurezza dopo la scossa del 24 agosto 2016, anche grazie alle pressioni del Fondo ambiente italiano - Fai, il tempietto ha resistito mentre il campanile avrebbe dovuto essere puntellato il 31 ottobre, ma purtroppo è crollato per la forte scossa del giorno precedente. Un primo cantiere, condotto dalla Soprintendenza speciale per il sisma, è stato realizzato con fondi del Ministero della cultura e dell’ArtBonus; un secondo lotto dedicato agli apparati decorativi è stato possibile grazie a 800mila euro raccolti tramite apposite donazioni dal Fai. L’oratorio, con i suoi affreschi cinquecenteschi (forse supervisionati da Cola dell’Amatrice) e il campanile, è stato interamente recuperato con lavori conclusi ufficialmente nel novembre 2024: un bel risultato, ma il piccolo paese presso l’Oratorio ancora non c’è.

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Sul lungofiume, immerso nella bellezza del Parco dei Monti Sibillini, alla data della foto (10 ottobre 2023) il nucleo di Castelsantangelo sul Nera (Mc) era ancora in rovina e inaccessibile per la zona rossa. L’abitato storico con le chiese e il monastero è stato devastato principalmente dalla scossa del 26 ottobre 2016. Il Fai, benemerito, ha inserito il paese tra i «luoghi del cuore» da votare e da sostenere fino al 15 dicembre 2026. Come riferisce il sito web del Commissario straordinario ricostruzione sisma 2016 (dal gennaio 2023 è il senatore Guido Castelli), nel maggio scorso l’Ufficio speciale ricostruzione marchigiano ha indetto una gara per interventi da 13,9 milioni, di cui è stazione appaltante e attuatore il Consorzio di bonifica delle Marche. Tra vari altri progetti, i lavori devono ricostruire il ponte del centro storico, le strade, salvaguardare la zona dal dissesto idrogeologico e frane (qui il rischio è alto), consolidare aree instabili: si tratta di passaggi indispensabili prima di procedere alla ricostruzione pubblica e privata.

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È in restauro il Santuario di Santa Maria a Macereto nell’omonimo altipiano nel Parco dei Monti Sibillini, nel territorio di Visso (Mc). Il cantiere del tempietto rinascimentale in travertino dalla pianta ottagonale, costruito a partire dal 1528 a mille metri di altitudine e decorato da affreschi del pittore marchigiano del Cinque-Seicento Simone De Magistris, è partito nel luglio 2023: da fonti dell’Arcidiocesi di Camerino e San Severino Marche si apprende che il recupero terminerà nel marzo 2027. Il porticato circostante e il prato del complesso monumentale sono già accessibili.

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Lo scatto documenta la distruzione totale di Pescara del Tronto, frazione di Arquata (Ap) come appare il 26 agosto 2025: annientata. Anche per problemi idrogeologici, è difficile ipotizzare quando il paese potrà essere ricostruito. A inizio settembre 2026 i lavori per i sottoservizi e per la ricostruzione privata non sono stati attivati, tuttavia la Conferenza dei servizi di fine agosto ha sbloccato un passaggio chiave dando il via libera alla variante urbanistica e alle opere per mitigare il rischio idraulico e quello delle colate detritiche.

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Una visione spettrale del 15 febbraio 2022 di Pretare, frazione di Arquata del Tronto (Ap) lungo la strada che, in un paesaggio spettacolare, sale sul Monte Vettore fino alla Forca di Presta, o Passo del Galluccio, per portare a Castelluccio di Norcia. I due manichini sorvegliavano la strada anche a fine agosto 2025. Attualmente sono in corso i lavori per i sottoservizi, la viabilità e le opere di urbanizzazione; ci sono più cantieri attivi; il progetto per restaurare la Chiesa di San Rocco ha avuto il via libera.

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Particolare del restaurato «Polittico di Corridonia» (1462) di Antonio Vivarini, proveniente dalla Pinacoteca Parrocchiale del paese nel maceratese (il dipinto è esposto nel museo), fotografato nel Complesso monumentale di San Salvatore in Lauro del Pio Sodalizio dei Piceni a Roma il 12 novembre 2024, alla seconda edizione della mostra itinerante «Rinascimento marchigiano». La rassegna ha raccolto, in due diverse versioni, gruppi di opere restaurate da chiese e musei colpiti dal sisma. La prima volta ha esordito ad Ascoli Piceno nel 2019 e ha girato in varie città marchigiane fino al 2021, con interruzioni e limiti a causa del Covid; la seconda edizione del 2024-25 ha iniziato il tour da San Salvatore in Lauro a Roma, per poi far tappa in varie sedi delle Marche. L’hanno sempre curata Pierluigi Moriconi e Stefano Papetti e promossa e sostenuta varie istituzioni.

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La piazza con il municipio e, a sinistra, la quattrocentesca Collegiata di San Ginesio, affascinante centro urbano nel maceratese, documentate al 20 maggio 2019. La chiesa è in restauro. I lavori dovrebbero terminare tra la fine del 2027 e l’inizio del 2028. L’edificio è di fondazione romanica, con facciata tardogotica e aggiunta ottocentesca nella fascia alta. Nell’oratorio di San Biagio conserva affreschi di primissimo ’400 dei Salimbeni. Per un riuscito rilancio culturale si è guadagnata una bella reputazione la rassegna teatrale d’agosto «GinesioFest», lanciata nel 2020. Come riferisce il sito web, il progetto vuole rendere l’intero borgo «un riferimento stabile per tutti i professionisti del mondo dello spettacolo» e permettere «alla comunità di lasciarsi alle spalle anni complicati e di poter reinventare il proprio futuro in un luogo dove il teatro è sempre esistito». San Ginesio è il patrono degli attori e delle maestranze dello spettacolo dal vivo.

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A San Severino Marche (Mc) l’11 giugno 2022 l’Arcidiocesi Camerino San Severino ha inaugurato al pubblico il Marec-Museo dell’arte recuperata nell’enorme Palazzo Vescovile di fine ’500-primo ’600, interamente riadattato per esporre e ricoverare opere d’arte anziché lasciarle nei depositi o sparse in qualche mostra. Diretta da Barbara Mastrocola, la raccolta diocesana dispiega con una riuscita sintesi una settantina di pezzi di arte sacra dal ’200 al ’700 restaurati e provenienti da siti nei territori di Camerino e San Severino, inagibili a causa del sisma e dove si auspica che un giorno possano tornare. In un altro piano il palazzo ospita un deposito attrezzato con oltre 2mila pezzi e un laboratorio di restauro. La foto è del 9 giugno 2022.

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Il terremoto aveva distrutto o danneggiato pesantemente ogni edificio pubblico di Ussita (Mc). Qui uno scorcio del paese il 21 settembre 2021. La ricostruzione pubblica ora procede ma, prima che un progetto approvato possa tradursi in un cantiere avviato, trascorre molto tempo a causa dei passaggi burocratici. Per il rilancio turistico sta per essere completata la nuova funivia Frontignano-Cornaccione da 16 milioni di euro. La Conferenza regionale ha da poco approvato il progetto per demolire il pensionato Sant’Antonio in località Vallazza, irrecuperabile, e costruirne uno nuovo, antisismico, con una spesa di cinque milioni. Verrà inoltre riparato il Palazzetto del ghiaccio con una spesa di oltre sette milioni.

Foto Stefano Miliani

Vallinfante è una frazione di Castelsantangelo sul Nera (Mc) che le scosse del 26 ottobre 2016 hanno danneggiato molto gravemente. Tra le rarissime buone sorprese del disastro, durante la messa in sicurezza della piccola Chiesa di Santa Maria, sventrata, sono emerse porzioni di affresco d’inizio ’400: nella foto del 10 maggio 2018 un dettaglio della pittura murale. Parlare di questa piccola chiesa serve anche a ricordare che porzioni del soffitto in cemento armato hanno contribuito in misura decisiva al crollo del tetto.

Foto Stefano Miliani

Il centro storico di Visso (Mc), un gioiello storico e urbanistico ferito duramente dal sisma, fotografato il 10 maggio 2018. Da un paio di anni la ricostruzione civile nel perimetro esterno al nucleo antico procede di buon passo, con molte case ricostruite o costruite ex novo. Nel centro storico il processo ricostruttivo, tranne pochi interventi, ha stentato a prendere ritmo. Con l’avvio, nell’agosto 2026, del cantiere del Palazzo Santissima Trinità, il Commissario straordinario ricostruzione sisma 2016 intende procedere speditamente, riprendendo la tradizione e i materiali locali, oltre a ripristinare la copertura in legno dell’antico edificio con sistemi isolanti di nuova generazione per riproporne l’aspetto estetico precedente.

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Piazza dei Martiri vissani nel centro storico di Visso (Mc), tuttora zona rossa, in uno scatto del 10 ottobre 2023. A destra si vede la chiesa della Collegiata: il progetto di restauro è concluso ed è al vaglio dell’Ufficio speciale per la ricostruzione Marche che ha chiesto alcune integrazioni. Sulla sinistra, coperta dai teli dei ponteggi, si intravede Sant’Agostino, ex chiesa gotica sede il Museo Civico e Diocesano il cui restauro è avviato e dovrebbe terminare nell’estate del prossimo anno (nel 2016 perse tra l’altro la sommità della facciata). I 27 manoscritti di Leopardi (tra cui «L’infinito») che il museo custodiva, insieme a opere di Paolo da Visso e di altri artisti, si trovano al sicuro in un caveau.

Stefano Miliani, 02 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

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Fotostoria delle Marche a 10 anni dal sisma 2016-17 | Stefano Miliani

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