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Filipa Ramos

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Filipa Ramos

Filipa Ramos nominata curatrice del Lofoten International Art Festival 2027

Sarà responsabile della 19ma edizione della biennale d’arte nel Nord della Norvegia, in programma dal 28 maggio al 27 giugno 2027. La sua ricerca, incentrata sull’ecologia, reimmagina il rapporto tra esseri umani, animali e ambienti

 

Nato 35 anni fa, nel 1991, il Lofoten International Art Festival-Liaf è l’appuntamento biennale d’arte più «vecchio» della Scandinavia e, probabilmente, il più settentrionale del panorama internazionale. Si svolge infatti nell’arcipelago che sorge sulla costa nord-occidentale della Sápmi/Norvegia, appena sopra il Circolo Polare Artico. Organizzato e gestito dal North Norwegian Art Centre in collaborazione con il comitato direttivo del Liaf, il Festival, con un approccio sensibile alla complessità del luogo, tra fiordi e montagne, commissiona nuovi progetti e presenta opere di artisti locali e internazionali. 

Il nuovo capitolo del Liaf, il 19mo, si terrà dal 28 maggio al 27 giugno 2027. A dirigerlo è stata chiamata la curatrice e autrice portoghese Filipa Ramos (Lisbona, 1978), la cui ricerca, incentrata sull’ecologia, reimmagina il rapporto tra esseri umani, animali e ambienti. Docente del programma di master presso l’Istituto d'arte della Fachhochschule Nordwestschweiz, a Basilea, dove tiene i seminari su Arte e Natura, Ramos è direttrice artistica del Loop Festival di Barcellona. Nel 2025 ha pubblicato The Artist as Ecologist (2025) e tra i progetti attuali figurano la serie di simposi in corso «The Shape of a Circle in the Mind of a Fish», creata con Lucia Pietroiusti, con la quale ha anche curato «Songs for the Changing Seasons» alla 1a Biennale del Clima di Vienna (2024) e «Persones Persons», l’8a Biennale Gherdeïna (2022). 

Il Liaf non è legato a un luogo o a uno spazio permanente, ma si reinventa ogni volta insediandosi in strutture già esistenti nell’arcipelago, dove, nelle parole di Ramos, «il vento si muove tra le creste, i canti degli uccelli segnano il passare delle stagioni, i visitatori apportano e riportano portano via con sé accenti diversi, le barche scandiscono la vita quotidiana. Questi flussi ci ricordano che un luogo è fatto di voci, storie e relazioni». La proposta della neodirettrice artistica, che si è detta onorata di «lavorare per, con e all’interno di un territorio in cui le realtà artistiche e ambientali sono così strettamente legate» favorirà le «pratiche di ascolto attento e la loro capacità di riunire gli individui, comporre narrazioni diverse e plasmare nuovi immaginari. Nata dal mio impegno di lunga data con l’ecologia e dalla ricerca di promuovere forme di giustizia ambientale multispecie, la mia proposta per il Liaf 2027 parte dalla convinzione che l’arte apra modi unici di ascoltare, osservare e stare-con».

 

 

Redazione, 29 aprile 2026 | © Riproduzione riservata

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