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Redazione
Leggi i suoi articoliIl concetto di abitare, prima ancora di tradursi in muri e tetti, ha trovato per millenni il suo baricentro nel fuoco. Quello che un tempo era un atto di pura sopravvivenza, un dispositivo primordiale attorno a cui aggregare la comunità, si è trasformato nei secoli in un elemento architettonico consapevole. Attorno a questa poetica, e in occasione della Milano Design Week di aprile 2026, Galleria Rossella Colombari presenta nei suoi spazi «Focolare Domestico». Un’installazione, curata da Eligo Studio e ancora visitabile in galleria, che riflette proprio sulla metamorfosi del camino: da necessità funzionale a fulcro emotivo dello spazio contemporaneo.
Il progetto trova la sua sintesi nel «Camino Arenzano», un elemento che distilla oltre dieci anni di ricerche condotte dai fondatori di Eligo lungo la riviera ligure. L’ispirazione nasce dal paesaggio della Pineta del Golf Club di Arenzano, un territorio che per lo studio è diventato un vero laboratorio a cielo aperto. Qui, il lavoro si inserisce nel solco di un percorso più ampio denominato «Reinventing the Classics», volto alla rilettura critica delle residenze storiche e degli spazi moderni per restituire loro una nuova identità abitativa.
L'influenza dei grandi maestri dell'architettura italiana del secondo dopoguerra emerge con chiarezza nella genesi del progetto. Eligo Studio si muove tra le eredità di figure come Luigi Caccia Dominioni, Gio Ponti e Ignazio Gardella, con un’attenzione particolare alle volumetrie di Vico Magistretti. La continuità con la storia del design è testimoniata anche dall'attività operativa dello studio che, dopo aver ultimato il recupero di Casa Arosio di Magistretti, si prepara ad avviare nella primavera del 2026 i cantieri per Villa Valle di Marco Zanuso e Villa De Negri di Gardella.
Esteticamente, il «Camino Arenzano» si spoglia della gravità tipica dei focolari tradizionali. Le sue linee morbide e sospese evocano le ali di un gabbiano o le vele che attraversano il Golfo del Tigullio, richiamando una leggerezza che attinge a riferimenti eterogenei. Dalle superfici rarefatte di Ettore Spalletti alle curve funzionali degli arredi di Alvar Aalto per il sanatorio di Paimio, fino al rigore metallico di Anish Kapoor e alla precisione nei dettagli di Angelo Mangiarotti.
La tecnologia scelta per dare vita a questo oggetto è quella del bio-camino, che permette di svincolare il fuoco dalla canna fumaria tradizionale. Tre bracieri circolari accolgono la fiamma, proponendo una visione del focolare che privilegia la sostenibilità e la pulizia formale. In questo modo, il camino cessa di essere un semplice arredo per diventare un’esperienza d’atmosfera, una suggestione che organizza l’ambiente circostante senza appesantirlo, mantenendo intatto il suo ruolo di centro gravitazionale della casa.
Galleria Rossella Colombari ed Eligo Studio, «Camino Arenzano» @ Cristopher Ghioldi
Galleria Rossella Colombari ed Eligo Studio, «Camino Arenzano» @ Cristopher Ghioldi
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