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Sophie Seydoux
Leggi i suoi articoliUn flacone, una bottiglia, un’ombra di fumo. Da questi oggetti minimi prende forma il dialogo tra Picasso, Morandi e Parmiggiani alla Fondazione Bevilacqua La Masa, che in occasione della Biennale Arte 2026 dedica una mostra alla natura morta come laboratorio della modernità. “Picasso, Morandi, Parmiggiani. Still Lifes”, curata da Cécile Debray, presidente del Musée national Picasso-Paris, e organizzata da Tornabuoni Art in collaborazione con la Fondazione Musei Civici di Venezia. sarà aperta dal 7 maggio al 25 luglio 2026 negli spazi della Galleria di Piazza San Marco.
Il progetto riunisce tre figure distanti per generazione ma legate da un interesse comune per il tema dell’oggetto e della natura morta, uno dei generi più persistenti della storia dell’arte occidentale. Attraverso un percorso essenziale e concentrato, la mostra mette in relazione la ricerca di Pablo Picasso, Giorgio Morandi e Claudio Parmiggiani, costruendo un dialogo tra modernità e contemporaneità. Il percorso prende avvio dalle ricerche di Picasso, di cui saranno esposti quattordici capolavori provenienti dal Musée national Picasso-Paris. Le opere ripercorrono l’interesse dell’artista per l’oggetto a partire dal periodo cubista fino alla metà del Novecento, quando assemblaggi e bricolage trasformano gli elementi quotidiani in dispositivi di sperimentazione formale.
Le opere dialogano con una selezione di nature morte di Giorgio Morandi, provenienti da collezioni pubbliche e private italiane e internazionali. Il lavoro dell’artista bolognese rappresenta una delle più radicali riflessioni del Novecento sul genere della natura morta: bottiglie, vasi e recipienti vengono disposti nello spazio dell’atelier come elementi di una costruzione lenta e meditativa, trasformandosi in presenze sospese e quasi metafisiche. Tra i prestiti più significativi figura una natura morta cubista del 1914 proveniente dal Centre Pompidou, che stabilisce un primo parallelo formale tra Picasso e Morandi. Accanto alle tele saranno presentati anche alcuni oggetti originali dello studio di Morandi – caraffe, vasi e fiori secchi – che permettono di avvicinarsi al processo di costruzione del modello utilizzato dall’artista.
Il terzo protagonista della mostra è Claudio Parmiggiani, artista che durante la formazione frequentò lo studio di Morandi e che nel corso della sua ricerca ha sviluppato una riflessione autonoma sul tema dell’assenza e della memoria. In occasione dell’esposizione Parmiggiani ha realizzato una Delocazione monumentale, intervento che utilizza il fumo per imprimere sulla superficie le tracce fantasmatiche degli oggetti. Accanto a questa installazione saranno presentate diverse sculture e assemblaggi provenienti dallo studio dell’artista, che attraversano l’intero arco della sua carriera dagli anni Settanta a oggi.
Il percorso immaginato dalla curatrice mette così in relazione tre modi diversi di interrogare l’oggetto. Nei lavori di Picasso l’oggetto viene scomposto e ricostruito attraverso il linguaggio cubista; nelle composizioni di Morandi diventa presenza silenziosa e atemporale; nelle opere di Parmiggiani si trasforma in traccia, ombra o memoria, evocando una rilettura contemporanea del tema della Vanitas.
Il progetto si inserisce nel programma di mostre organizzate da Tornabuoni Art a Venezia negli ultimi anni, dopo le esposizioni dedicate a Alighiero Boetti, Emilio Isgrò e Alberto Burri alla Fondazione Giorgio Cini e la mostra tematica “On Fire” del 2022. La mostra sarà accompagnata da un catalogo illustrato pubblicato da Forma Edizioni, curato da Cécile Debray con la collaborazione di Elizabeth de Bertier. Il volume riunisce contributi della stessa Debray, di Lorenzo Balbi, direttore del MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, e di Bruno Corà, presidente della Fondazione Burri.
Attraverso questo confronto tra tre generazioni di artisti, l’esposizione propone una riflessione sulla natura morta come dispositivo di pensiero: uno spazio in cui l’oggetto diventa strumento per interrogare il tempo, la memoria e la costruzione stessa dell’immagine artistica.
Pablo Picasso Guitare. J’aime Eva , 1912 olio su tela, 35 x 27 cm Musée national Picasso-Paris © Succession Picasso 2026
Claudio Parmiggiani Senza titolo , 2021 fuliggine su tavola, 50 x 70 cm Courtesy Tornabuoni Art
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