Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Sophie Seydoux
Leggi i suoi articoliAd Art Brussels 2026, nella sezione Discovery, MONITOR e Matèria presentano un booth condiviso dedicato a Thomas Braida e Francisca Valador. Il progetto nasce da una coincidenza avvenuta a Roma nella primavera del 2025: le due gallerie, situate a pochi metri di distanza nel quartiere San Lorenzo, inaugurano nello stesso giorno le personali dei rispettivi artisti. Un allineamento casuale che rivela una prossimità di ricerca e che oggi viene formalizzato nel contesto della fiera.
Dal contesto urbano alla piattaforma internazionale, la collaborazione tra le due gallerie si configura come operazione di scala. Non si tratta solo di presentare due artisti, ma di trasportare un ecosistema locale all’interno di una piattaforma espositiva curata che per sua natura tende a standardizzare le proposte. La scelta della sezione Discovery rafforza questa lettura. Pensata come spazio per pratiche emergenti o in fase di consolidamento, la sezione funziona come laboratorio interno alla fiera, dove la sperimentazione è ancora possibile. In questo ambito, il booth 5A-32 si struttura come un campo di relazione tra due pratiche che, pur mantenendo autonomia linguistica, condividono un terreno comune: la tensione tra pittura e scultura.
Per Art Brussels, Braida e Valador presentano nuove serie di dipinti accompagnate da interventi scultorei. Il lavoro si concentra sul processo, più che sull’immagine finita. La pittura si espande nello spazio, mentre la scultura assume una dimensione di leggerezza e articolazione minima. Entrambi gli artisti lavorano su una zona intermedia in cui il quadro perde stabilità e l’oggetto non si definisce completamente. Ne emerge un sistema di opere che non si impone per dichiarazione, ma per accumulo di variazioni e slittamenti.
Altri articoli dell'autore
Alla Milano Design Week, Prada presenta Chawan Cabinet di Theaster Gates: un’installazione che intreccia ceramica, ritualità e spazio domestico. Il progetto mette in relazione artigianato giapponese, pratica artistica e design italiano, spostando l’attenzione dall’oggetto come bene al suo uso come infrastruttura relazionale.
A trent’anni da Chihuly Over Venice, l’artista americano installa tre nuove opere monumentali lungo il Canal Grande e attiva un centro espositivo e archivistico all’Istituto Veneto. Il progetto intreccia spettacolarità pubblica, rilettura storica e posizionamento istituzionale nel contesto della Biennale
Alla Galerie Falk Losniza Marta Ravasi presenta Le Ore, nuova serie di dipinti che lavora sul tempo come struttura della visione. L’esposizione segna la prima collaborazione con la galleria e consolida il percorso dell’artista nel contesto europeo della pittura contemporanea.
Con oltre 2 miliardi di dollari di fatturato nel 2025, Heritage Auctions segnala un cambio strutturale nel sistema del collezionismo globale. Dalla cultura pop alle carte collezionabili, fino all’illustrazione e al fantasy, il capitale si redistribuisce verso nuove categorie percepite come culturalmente rilevanti e generazionalmente radicate. Un mercato ancora giovane, in espansione e sempre meno separato dall’arte.



