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Annibale e Marida Berlingieri

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Annibale e Marida Berlingieri

Addio alla marchesa Marida Berlingieri

Con Annibale Berlingieri ha costruito una delle più importanti collezioni d'arte contemporanea italiane, trasformando palazzi storici e antiche dimore in luoghi di dialogo tra passato e futuro

A due anni dalla scomparsa del marito Annibale, se ne va la marchesa Marida Berlingieri. Con lei si chiude una delle più straordinarie stagioni del collezionismo italiano contemporaneo, una vicenda umana e culturale costruita nel segno della passione per l'arte, della tutela del patrimonio storico e di una visione della cultura come bene condiviso. Per decenni Marida e Annibale Berlingieri hanno rappresentato una coppia inseparabile nella vita e nelle scelte culturali. Insieme hanno dato forma a una delle più importanti collezioni private italiane, animati da una curiosità intellettuale inesauribile e da una capacità rara di riconoscere il valore dell'arte del proprio tempo. 

Fu Annibale, negli anni Sessanta, a muovere i primi passi nel collezionismo contemporaneo grazie all'amicizia con Giuseppe Panza di Biumo, tra i più influenti collezionisti del Novecento. Durante lunghe passeggiate e conversazioni appassionate, Panza gli fece conoscere i protagonisti delle nuove avanguardie internazionali: Andy Warhol, Donald Judd, Dan Flavin, Carl Andre, Bruce Nauman. Da allora iniziò una ricerca che non si sarebbe più interrotta. Ma quella ricerca divenne presto una storia condivisa con Marida, compagna di vita e di visione, presenza discreta e determinante dietro ogni scelta. Insieme hanno viaggiato, osservato, studiato, incontrato artisti e visitato atelier e musei in tutto il mondo. Le opere che entravano nelle loro collezioni erano il frutto di un autentico coinvolgimento personale. Ogni acquisizione nasceva da un'emozione, da un'intuizione, da una profonda sintonia con il linguaggio degli artisti. Nelle loro dimore l'arte contemporanea ha trovato una collocazione originale e rivoluzionaria. Nella casa romana dialogavano naturalmente Alberto Burri e Andy Warhol con dipinti rinascimentali e fondi oro. Nella masseria di San Basilio, in Basilicata, le sculture di Jeff Koons e Subodh Gupta convivevano con i neon di Dan Flavin e con le installazioni di Mario Airò e Maurizio Mochetti. Un dialogo continuo tra epoche diverse che rifletteva la loro idea di cultura: una conversazione senza tempo tra passato e presente.

Marida e Annibale hanno saputo trasformare il collezionismo in un progetto di restituzione culturale. Con sensibilità e lungimiranza hanno recuperato e valorizzato luoghi storici straordinari: Palazzo Treves a Venezia, Torretta a Roma, il complesso monastico di San Basilio in Basilicata e soprattutto Palazzo Mazzarino a Palermo. Edifici riportati alla loro originaria magnificenza attraverso accurati restauri e una visione museografica che li ha trasformati in spazi vivi, aperti al dialogo tra architettura, storia e arte contemporanea. 

A Palermo il loro nome resterà legato anche a uno dei più importanti recuperi simbolici degli ultimi anni. Nel 2017 furono infatti i Berlingieri ad acquistare all'asta il celebre «Ritratto di Donna Franca Florio» di Giovanni Boldini, assicurando che il capolavoro tornasse e rimanesse nella città che ne custodisce la memoria. Riservata, elegante e lontana dai riflettori, Marida Berlingieri ha incarnato una forma alta di mecenatismo contemporaneo sostenendo artisti emergenti, collaborato con istituzioni culturali, promuovendo progetti espositivi e contribuito alla crescita del sistema dell'arte italiano. Dopo la morte di Annibale sembrava essersi interrotta una straordinaria avventura culturale. Oggi, con la scomparsa di Marida, si ricompone idealmente una storia vissuta in perfetta sintonia, fatta di affinità, passione e dedizione.

 

Redazione, 10 giugno 2026 | © Riproduzione riservata

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