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Una fotografia degli interni della Palazzina di Caccia di Stupinigi

Foto Dario Fusaro

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Una fotografia degli interni della Palazzina di Caccia di Stupinigi

Foto Dario Fusaro

Cento anni fa la Palazzina di Caccia di Stupinigi veniva convertita in museo

Per celebrare l’anniversario domenica 26 luglio sarà possibile visitare il Museo di Arte e di Ammobiliamento gratuitamente

Prima ancora di essere una delle più celebri residenze sabaude, la Palazzina di Caccia di Stupinigi, alle porte di Torino, è stata un laboratorio della museologia italiana. Quando il 26 luglio 1926 aprì al pubblico il Museo di Arte e di Ammobiliamento, il complesso juvarriano inaugurò infatti una nuova stagione: quella della trasformazione di una dimora storica in luogo di conservazione e valorizzazione del patrimonio, in anni in cui esperienze di questo tipo erano ancora rare nel panorama nazionale.

A cent’anni da quella scelta, domenica 26 luglio la Fondazione Ordine Mauriziano celebra l’anniversario con l’ingresso gratuito per l’intera giornata, invitando il pubblico a rileggere la storia di un museo nato per preservare non solo un edificio monumentale, ma anche il contesto artistico che gli dava significato.

La nascita del museo fu infatti il risultato di un progetto culturale preciso. Dopo la cessazione della funzione di residenza reale, Stupinigi divenne la sede destinata ad accogliere arredi, dipinti e capolavori di ebanisteria provenienti da altre dimore sabaude ormai dismesse o rifunzionalizzate. Ne scaturì una raccolta capace di restituire la qualità dell’arte dell’arredo del Settecento italiano, costruita grazie all’affidamento della Palazzina all’Ordine Mauriziano nel 1925 e al lavoro di figure come Augusto Telluccini e Paolo Boselli.

L’inaugurazione del 1926, alla presenza del principe Umberto di Savoia, sancì ufficialmente questa nuova identità. Da allora il museo ha attraversato un secolo di restauri, studi e riallestimenti senza perdere la propria vocazione originaria: custodire il dialogo tra architettura, arti decorative e collezioni storiche.

Il centenario offre così l’occasione di riscoprire Stupinigi non soltanto come capolavoro di Filippo Juvarra e sito Unesco (dal 1997), ma come una delle esperienze museali più significative nella storia della tutela del patrimonio italiano.

Una fotografia degli interni della Palazzina di Caccia di Stupinigi. Foto Dario Fusaro

Redazione, 24 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

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Cento anni fa la Palazzina di Caccia di Stupinigi veniva convertita in museo | Redazione

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