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Redazione
Leggi i suoi articoliL’Indonesia accelera la sua politica di recupero del patrimonio culturale disperso all’estero tra traffici illeciti, saccheggi e acquisizioni di epoca coloniale. L’ultima restituzione arriva dagli Stati Uniti e conferma il rafforzamento della cooperazione tra Washington e Giacarta nella lotta al traffico internazionale di beni culturali.
Negli ultimi anni il Paese ha intensificato le iniziative per rintracciare opere e manufatti finiti oltreconfine, anche grazie alla collaborazione con le autorità statunitensi. Solo nelle scorse settimane, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Associated Press, gli Stati Uniti hanno restituito due sculture buddhiste in bronzo dell’VIII secolo raffiguranti Avalokiteshvara, trafugate da siti archeologici indonesiani e immesse sul mercato internazionale attraverso il mercante d’arte Douglas Latchford, protagonista di uno dei più noti casi di traffico di antichità del Sud-est asiatico.
L’episodio più recente riguarda invece una serie di manufatti provenienti dalla Papua indonesiana, consegnati al presidente Prabowo Subianto dal direttore dell’Fbi Kash Patel durante un incontro a Giacarta. La restituzione è stata resa possibile grazie a un’indagine congiunta tra l’Fbi e il Ministero della Cultura indonesiano, che ha ricostruito la provenienza delle opere dimostrando che erano state esportate illegalmente negli Stati Uniti.
I reperti appartengono al patrimonio delle comunità Dani, Asmat e dell’area del lago Sentani. Tra gli oggetti figurano asce litiche levigate e manufatti cerimoniali di grande valore storico e antropologico. Per le popolazioni degli altopiani della Papua, le asce in pietra non erano semplici strumenti d’uso quotidiano, ma simboli di prestigio, ricchezza e continuità genealogica, utilizzati negli scambi matrimoniali e tramandati come preziosi beni di famiglia.
«Questi oggetti sono di enorme valore perché il loro ritorno rappresenta un passo importante nel recupero della nostra sovranità culturale», ha dichiarato il ministro della Cultura Fadli Zon. I manufatti entreranno a far parte delle collezioni del Museo Nazionale dell’Indonesia, dove saranno esposti al pubblico.
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