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Redazione
Leggi i suoi articoliOgni Palio ha il suo drappo. A Feltre, però, quel vessillo è anche una committenza artistica che, da decenni, affida a protagonisti dell'arte contemporanea il compito di confrontarsi con la storia e l'identità della città. Per la quarantasettesima edizione questa tradizione prosegue con Marinella Senatore, chiamata a realizzare l'opera destinata al quartiere vincitore.
Presentato il 25 luglio durante la cerimonia inaugurale del Palio di Feltre 2026, il drappo interpreta il tema scelto per questa edizione, «Passione e Comunità», attraverso un arazzo che intreccia memoria storica, iconografia medievale e pratiche partecipative, elementi che da anni caratterizzano la ricerca dell'artista. La scelta conferma una linea perseguita dall'Associazione Palio, che considera il drappo non soltanto il simbolo della competizione tra i quattro Quartieri, ma anche un'occasione di confronto con l'arte contemporanea.
Quella del Palio di Feltre è infatti una storia particolare. Fin dalla nascita della manifestazione, il drappo è stato progressivamente trasformato in una vera committenza artistica, affidata nel tempo a figure provenienti da esperienze e linguaggi differenti. Accanto ad artisti espressione del territorio si sono alternati nomi come Ernesto Treccani, Mimmo Paladino, Altan e altri protagonisti della scena italiana, delineando una progettualità che distingue il Palio nel panorama delle rievocazioni storiche. Il premio destinato al quartiere vincitore diventa così anche il luogo in cui il patrimonio storico incontra lo sguardo del presente.
La scelta di Marinella Senatore appare coerente con questa impostazione. Al centro della sua ricerca non c'è infatti l'opera come oggetto autonomo, ma il processo attraverso cui essa prende forma. Da oltre vent'anni l'artista sviluppa progetti che coinvolgono comunità, associazioni, istituzioni e gruppi sociali, facendo della partecipazione uno strumento di produzione culturale. Non sorprende quindi che il tema «Passione e Comunità» trovi nel suo lavoro un'interlocutrice naturale: la comunità non è rappresentata come un soggetto unitario, ma come un insieme di esperienze, memorie e identità che convivono e si trasformano nel tempo.
Per il Palio di Feltre l'artista ha scelto il linguaggio dell'arazzo. L'opera nasce da una ricerca dedicata alla storia della città, ai suoi erbari storici, alle miniature medievali e al patrimonio iconografico locale. Da questi riferimenti prende forma una composizione che accosta figure umane, elementi botanici, architetture e danzatori, costruendo un'immagine nella quale passato e presente dialogano senza sovrapporsi. Al centro emergono il cavallo, richiamo diretto alla competizione e al movimento, e l'albero, simbolo di memoria e continuità, due elementi che organizzano il racconto visivo dell'opera.
A chiudere la composizione è la frase di Walt Whitman, «Io contengo moltitudini», tratta da «Song of Myself». Più che una citazione letteraria, è una dichiarazione d'intenti. Il verso restituisce l'idea di una comunità composta da differenze, capace di riconoscersi proprio nella pluralità delle esperienze che la attraversano. È la stessa prospettiva che Senatore adotta nella propria pratica artistica e che, in questo progetto, trova una traduzione visiva essenziale ma efficace.
Un ruolo determinante appartiene anche alla realizzazione dell'opera, affidata alla Chanakya School of Craft di Mumbai, fondata da Karishma Swali. Negli ultimi anni la scuola si è affermata come uno dei principali riferimenti internazionali nella valorizzazione delle arti tessili, collaborando con artisti, istituzioni museali e maison di alta moda. Il ricamo non rappresenta quindi un semplice passaggio esecutivo, ma una componente sostanziale del progetto, che riconosce al sapere artigianale un ruolo pienamente autoriale e lo inserisce nel dibattito contemporaneo sul rapporto tra arte, manifattura e trasmissione delle competenze.
Con il drappo del 2026 il Palio di Feltre rinnova dunque una scelta culturale consolidata. In una manifestazione nata per rievocare un episodio della storia cittadina, la commissione artistica diventa ogni anno uno strumento per interrogare il presente, affidando all'arte contemporanea il compito di rileggere simboli e tradizioni senza rinunciare alla loro complessità.
Il palio di Feltre 2026 realizzato da Marinella Senatore. Credits Mazen Jannoun.
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