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Una veduta della mostra a Palazzo Sciarra Colonna

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Una veduta della mostra a Palazzo Sciarra Colonna

A Palazzo Sciarra Colonna il volto di san Francesco d’Assisi attraverso otto secoli d’arte

28 opere puntano a ripercorrere le trasformazioni iconografiche del Santo nei secoli, da «San Francesco in meditazione» di Caravaggio a «San Francesco riceve le stimmate» di Tiziano, passando per «San Francesco riceve le stimmate» di El Greco

A ottocento anni dalla morte di san Francesco d’Assisi, la Fondazione Roma apre le porte di Palazzo Sciarra Colonna, in via del Corso, per un omaggio artistico al poverello. Intitolata «Sulle tracce di Francesco. Arte, restauro e contemporaneità», ecco una grande mostra che si distingue grazie alla presentazione di soggetti inediti e importanti interventi di restauro realizzati proprio grazie all’impegno di Fondazione Roma. «San Francesco medita sul crocifisso» di Ludovico Carracci proveniente dai Musei Capitolini, «San Francesco in preghiera con il crocifisso» di Gerolamo Muziano e «La visione di san Francesco consolato dalla musica di un angelo» di Biagio Miniera sono le opere restituite al pubblico per l’occasione. In evidenza anche il legame di Francesco con la Capitale e le grandi famiglie nobiliari romane, con la ricostruzione visiva di un raro dossale musivo di fine Duecento, un frammento finora sconosciuto al grande pubblico, realizzato per la cappella della Santa Croce in Santa Maria in Aracoeli e trasferito nel Seicento in Palazzo Colonna ai Santi Apostoli, dove san Francesco è raffigurato come protettore del senatore Giovanni Colonna. In occasione della mostra, sono da ammirare nella collezione permanente della Fondazione Roma le opere di Domenichino, Orazio Gentileschi, Jusepe de Ribera.

Dal 7 ottobre e fino al 10 gennaio 2027 Palazzo Sciarra Colonna, nell’ambito del programma di riapertura del Museo del Corso-Polo museale per la stagione 2026-2027, propone un viaggio tra arte, spiritualità, storia ed economia, puntando sull’attualità del messaggio francescano. «Sulle tracce di Francesco. Arte, restauro e contemporaneità», è a cura di Alessandro Zuccari, accademico dei Lincei e storico docente all’Università La Sapienza, patrocinata dal Dicastero per l’Evangelizzazione: qui, 28 opere puntano a ripercorrere le trasformazioni iconografiche del Santo nei secoli. Da «San Francesco in meditazione» di Caravaggio a «San Francesco riceve le stimmate» di Tiziano, passando per «San Francesco riceve le stimmate» di El Greco, «San Francesco abbraccia Cristo crocifisso» di Murillo e «L’Estasi di san Francesco» di Piazzetta, il pubblico è accompagnato in un coinvolgente percorso espositivo che unisce i più grandi maestri della storia dell’arte, in una mostra realizzata grazie a prestiti provenienti da prestigiose istituzioni culturali, fra cui la Biblioteca dell’Accademia Nazionale dei Lincei e Corsiniana, la Pinacoteca Vaticana, la Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello, la Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno, il Museo Civico di Palazzo Chiericati di Vicenza, il Museo Civico Ala Ponzone di Cremona. Senza dimenticare l’arte contemporanea con «Il Nuovo Cantico» di Omar Galliani, esposto in dialogo con la pittura figurativa di Stefano Di Stasio, alle due creazioni che arrivano dalla Fondazione Berengo, Jaume Plensa con la scultura in bronzo «Silent Maria» e «Scar» di Fatinha Ramos, opera in vetro di Murano che rivela il silenzioso legame tra esperienza fisica ed emotiva. E con la collaborazione con il Liceo Artistico Via di Ripetta, gli studenti realizzeranno nel periodo della mostra, in uno spazio dedicato all’interno del Museo, un’opera site specific a tema francescano che sarà infine donata al Villaggio Fondazione Roma, struttura creata per migliorare la vita a persone colpite da Alzheimer e Parkinson.

Ma le mostre sono due, con cataloghi Moebius da collezione. Da vedere, «Dalla predicazione francescana ai Monti di Pietà», a cura di fra Lorenzo Turchi, docente alla Pontificia Università Antonianum, percorso che mette in dialogo l’Archivio storico della Fondazione con prestigiosi prestiti, tra cui la Biblioteca Apostolica Vaticana, la Biblioteca storico-francescana e picena San Giacomo della Marca di Falconara Marittima, l’Archivio storico del Comune di Ripatransone, la Biblioteca Multimediale «Romualdo Sassi» del Comune di Fabriano e la Biblioteca Guarnacci del Comune di Volterra, per raccontare il rapporto tra francescanesimo ed economia e, in particolare, la nascita dei Monti di Pietà, istituzione sorta nel Quattrocento grazie soprattutto all’azione dei frati dell’Osservanza, con l’obiettivo di contrastare l’usura e promuovere forme di credito rivolte alle fasce più fragili della popolazione. La mostra consente di valorizzare una parte importante del patrimonio della Fondazione e, al tempo stesso, di mettere in relazione la storia del Monte con ulteriori documenti relativi alla tradizionale attività di assistenza e solidarietà della Cassa di Risparmio di Roma, da cui trae origine proprio l’attuale Fondazione Roma. Il percorso dell’Archivio storico della Fondazione Roma, che custodisce il fondo archivistico dei Monti di Pietà di Roma, consente di entrare nel vivo della storia dell’istituzione attraverso documenti che ne testimoniano le origini, l’organizzazione e l’evoluzione. Tra i materiali esposti figurano la bolla di Paolo III Farnese del 9 settembre 1539, con la quale viene istituito il Monte di Pietà di Roma, il verbale della prima Congregazione del Sacro Monte della Pietà di Roma, dell’11 aprile 1540, e la copia degli Statuti del Sacro Monte della Pietà di Roma sottoscritti nel 1565 dal cardinale Carlo Borromeo. Il racconto si apre quindi a una più ampia storia della predicazione francescana e al suo rapporto con le comunità urbane. Tra le testimonianze più significative figura il quattrocentesco Sermones dominicales di Giacomo della Marca, esponente dell’Osservanza francescana e discepolo di san Bernardino da Siena. Il codice documenta l’intensa attività di predicazione dei frati e la promozione di pratiche economiche ispirate ai principi della carità, della solidarietà e del sostegno ai ceti più deboli. Dalla Biblioteca Apostolica Vaticana, con cui Fondazione Roma ha intrapreso una collaborazione pluriennale, provengono alcuni dei più significativi prestiti della mostra, tra cui il Liber conformitatum di Bartolomeo da Pisa e il Consilium montis pietatis di Fortunato da Perugia, accanto a manoscritti liturgici medievali, incunaboli, opere a stampa e testimonianze numismatiche. Completano il percorso importanti prestiti da istituzioni bibliotecarie e archivistiche italiane. Particolare attenzione è dedicata anche agli strumenti di mediazione culturale. Il facsimile del Leggendario Ungherese Angioino permette ai visitatori di esplorare direttamente le miniature dedicate alla vita di san Francesco e di approfondire la diffusione europea della sua figura e del suo culto.

«Le due mostre nascono da uno stesso intento: rileggere l’eredità di Francesco attraverso due percorsi distinti e complementari, che permettono di guardare alla sua figura tanto attraverso la storia dell’arte e la valorizzazione del patrimonio, quanto attraverso il rapporto tra predicazione, economia e società. Con la mostra “Sulle tracce di Francesco-Arte, restauro e contemporaneità”, Fondazione Roma invita a riscoprire una figura capace di ispirare ancora oggi con la forza universale della sua spiritualità. Valorizzare la nostra Collezione permanente, riunire capolavori straordinari e restituire nuova luce a opere mirabili grazie al restauro significa per noi proteggere la bellezza e, attraverso di essa, mantenere vivo un messaggio che attraversa i secoli fino a illuminare il nostro tempo. Parallelamente, il percorso “Dalla predicazione francescana ai Monti di Pietà” ci conduce nel cuore di un’altra dimensione dell’eredità francescana: quella di una visione della società e dell’economia nella quale la carità non era soltanto assistenza, ma possibilità concreta di recuperare autonomia e dignità. La nascita dei Monti di Pietà ne rappresenta una delle espressioni più significative: il credito diventava così uno strumento di riscatto e la fiducia un principio capace di contrastare l’usura e sostenere chi si trovava in difficoltà. È una continuità di valori solidaristici e filantropici che Fondazione Roma riconosce nella propria storia e che ancora oggi orienta la sua missione e il suo impegno verso la comunità del bisogno», ha sottolineato il presidente della Fondazione Roma, Franco Parasassi.

Gianfranco Ferroni, 07 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

Gianfranco Ferroni

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