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Una veduta della Reggia di Caserta

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Una veduta della Reggia di Caserta

Warhol, Kiefer, Haring: la Reggia di Caserta vuole rilanciare il suo tesoro di arte contemporanea

La Direzione dell’Istituto ha nominato una commissione tecnica (Gabriele Simongini, Renata Cristina Mazzantini, Angela Tecce e Angelo Crespi) di altissimo profilo chiamata ad individuare nuovi spazi e criteri espositivi una delle collezioni in materia tra le più rilevanti in Italia

Gianfranco Ferroni

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Gabriele Simongini, Renata Cristina Mazzantini, Angela Tecce e Angelo Crespi sono stati chiamati dal direttore generale ad interim della Reggia di Caserta, Antonio Tarasco, per valorizzare una delle collezioni d’arte contemporanea più importanti al mondo, Terrae Motus. Per «promuovere e proiettare nel futuro una delle collezioni d’arte contemporanea degli anni ’80 più importanti al mondo», la Direzione dell’Istituto comunica di aver «nominato una commissione tecnica di altissimo profilo chiamata ad individuare nuovi spazi e criteri espositivi per la Collezione di arte contemporanea tra le più rilevanti presenti in Italia». 

Il comitato è presieduto da Gabriele Simongini, docente ordinario di Storia dell’arte contemporanea all’Accademia di Belle Arti di Roma, con la partecipazione di Renata Cristina Mazzantini, direttrice della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Angela Tecce, presidente della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee-Museo Madre, e Angelo Crespi, direttore della Pinacoteca di Brera. Le funzioni di segretario verbalizzante sono affidate a Cristina Farnetti, capo della Segreteria tecnica della Direzione Generale Archivi del MiC. Il gruppo «è chiamato a valutare lo stato di conservazione dei capolavori, concepire un allestimento permanente definitivo e tracciare strategie di promozione internazionali all’altezza del valore della Collezione di oltre 200 milioni di euro». Nel documento si sottolinea che la raccolta è «nata dalla straordinaria e visionaria intuizione del gallerista napoletano Lucio Amelio, autentico mecenate capace di trasformare la tragedia del terremoto dell’Irpinia del 1980 in una reazione etica e culturale», riunendo i nomi di Andy Warhol, Joseph Beuys, Anselm Kiefer, Cy Twombly, Jannis Kounellis, Robert Mapplethorpe, Michelangelo Pistoletto, Richard Long, Mimmo Paladino e Keith Haring. Pezzi unici legati indissolubilmente alla Reggia di Caserta «per la volontà testamentaria dello stesso Amelio nel 1993. Oggi la collezione vanta oltre 70 capolavori che non costituiscono soltanto un patrimonio artistico di grande valore, ma un unicum nato dall’urgenza di ricostruire l’identità di un territorio attraverso la forza dell’arte contemporanea». Per Antonio Tarasco, direttore generale ad interim della Reggia di Caserta, «occorre dare una propria identità alla collezione Terrae Motus che potrà, in futuro, anche arricchirsi di nuove opere di arte contemporanea frutto di atti di liberalità, e definire il miglior percorso espositivo capace di armonizzare la collezione contemporanea con gli antichi ambienti e arredi della Reggia: ho assoluta fiducia tecnica e morale nei componenti del Comitato». Le proposte conclusive saranno presentate alla direzione della Reggia entro il 30 marzo 2027, tracciando la rotta per una nuova stagione per l’arte contemporanea all’interno del Complesso vanvitelliano.

Gianfranco Ferroni, 06 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

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