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ANDREA BRUCIATI

Secondo lo storico Michel Pastoureau, la svolta occidentale nascerebbe a Saint-Denis nel XII secolo come espressione teologico-politica dei re Capetingi. Ma non è da dimenticare che il cielo del ciclo attribuito a Giotto non è solo fondo o emblema, ma ambiente e spazio atmosferico dove le figure acquistano peso e presenza

Lo sbilico • L’acquisizione della Tomba François, lo stupefacente sito funerario risalente al IV secolo a.C., da parte dello Stato avrebbe dovuto essere motore di nuovi progetti per la valorizzazione del territorio. Il trasferimento al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia consolida l’idea dell’archeologia come una pinacoteca, piuttosto che un sistema di contesto

Nella piazza del Duomo l’antico foro romano cela due luoghi poco conosciuti e aperti solo il 12 e 26 settembre: visita alla Mensa Ponderaria e all’Augusteum in compagnia di Andrea Bruciati, ex direttore dell’Istituto Autonomo Villa Adriana e Villa d’Este dal 2017 al 2025

Levigatezza estetica e volti pop generati dall’IA presentano la nuova campagna del Ministero della Cultura, un progetto che rischia di ridurre i musei a luoghi di puro spettacolo nel nome di aprire le porte ai giovani

Il fondatore di Slow Food e Terra Madre, da poco scomparso, ha cambiato non solo il cibo, il territorio e la tradizione ma il pensiero, la creatività, l’approccio al mondo

Ha il nome del Buonarroti la fredda architettura digitale di sensori progettata dal gruppo Leonardo a difesa del territorio nazionale ed europeo. Se l’Umanesimo rinascimentale metteva l’uomo e il suo libero arbitrio al centro dell’universo, questo «Dome» sposta il baricentro sul silicio 

Splendore formale e consapevolezza della fine nella filmografia del noto regista del Novecento a cinquant’anni dalla sua morte

Il re nudo • No a interventi invasivi, bensì utilizzo della luce e della tecnologia virtuale in spazi limitrofi per una migliore comprensione del sito e della città

Articoli precedenti

Il re nudo • L’abbandono delle tradizionali scansioni cronologiche a favore di pratiche curatoriali più fluide e dinamiche configura la nuova narrazione dei musei archeologici. Un esempio: il nuovo allestimento dell’istituzione romana, inaugurato il 21 ottobre

Da Pesaro a Macerata e Ascoli Piceno, da Jesi a Cagli, Fano, Fermo e Fabriano. Sono decine i teatri realizzati tra Sette e Ottocento, un vero «ecosistema». Anzi, un’«iconosfera culturale»