WORLD SAFARI | Spigolature e balzi

Le 100 architetture più spettacolari dal Duemila commentate da Gaggero & Luccardini

 Ambanja (Madagascar), Centro «Football Club Advan» (2016), Nele Dechmann Architektur
Gaggero & Luccardini  |

C’è in giro una competizione fra gli architetti, che vengono incaricati spesso con l’unico scopo di lasciare il segno. Noi trattiamo la cosa in tono bonario, come fosse un invito a visitare il manufatto trovato. Però poniamo interrogativi che facciano almeno riflettere. La cultura globale e la contemporaneità dell’informazione giocano i loro ruoli. In ogni città si tenta di avere un qualche manufatto dalla forma epocale: matitoni, biscioni, rasoi, schegge, apribottiglie, supposte, caciotte, prismi incubotici e incombenti. L’estetica e il bello sono categorie obsolete. L’etica è superatissima; conta solo l’utile e si misura in denaro. Il bello è confuso con lo stupefacente. Le soluzioni più ostiche rivelano comunque genio e inventiva. Però impressiona la supponenza di molti, l’assenza di responsabilità per le generazioni future e in fondo la superficialità culturale. Viviamo lo stato di fatto. Non c’è spazio per la riflessione, tantomeno per la contemplazione. Ci capitano delle cose e le subiamo, quindi anche le forme delle case e delle città. Non conta l’insieme e nemmeno l’intorno.


Ambanja (Madagascar), Centro «Football Club Advan» (2016), Nele Dechmann Architektur
Il Centro si trova in una zona isolata e rustica con condizioni climatiche estreme nella regione montuosa del Madagascar. A causa della situazione particolare, l’architettura doveva essere progettata e controllata da Zurigo. Pertanto, è stata sviluppata una tipologia semplice... L’edificio è stato modulato con una singolare operazione, gli angoli dell’edificio sono stati tagliati in diagonale. Ciò ha comportato un tipo iconografico a sei setti con un grande tetto che si estende sugli angoli dell'edificio a vista e protegge da sole e pioggia. [Descrizione testuale fornita dagli architetti]

Se invece di scomodare Zurigo avessero lasciato fare ai locali chissà se gli spigoli sarebbero stati tagliati in diagonale? Il dubbio resta ed è cruciale. Ci sono tanti modi di colonizzare! Ma forse è solo semplice paranoia nostra o semplice noia di uno zurighese combattuta tagliando spigoli.


Beidaihe (Cina), Seashore Chapel (2017), Vector Architects
L'edificio-scultura è un piccolo luogo di culto per Beidaihe, una città balneare a est di Pechino. È l'edificio della città più vicino al mare, poiché gli architetti volevano creare un'esperienza più spirituale per i visitatori. Ma questa vicinanza comportava che la cappella fosse sollevata su colonne. Quando non c'é la marea è possibile rifugiarsi sotto la struttura, ma quando la marea fosse troppo alta, l'edificio sarebbe separato dalla terra, anche se gli architetti sostengono che ciò è improbabile perché il livello del mare nella baia è abbastanza stabile. «Abbiamo immaginato la cappella come una barca sull'oceano, hanno detto gli architetti. L'oceano si è ritirato lasciandosi alle spalle una struttura vuota che è ancora sdraiata sulla spiaggia. Quando la marea salirà, questo spazio sarà sommerso dall'acqua e allora la cappella sembrerà un battello alla deriva». [dezeen.com]

Di questo relitto (così lo descrive lo stesso progettista) colpisce la scala: è imponente, pesante, estesa come tutta la facciata. Posta sulla spiaggia dell'oceano la chiesetta gli volta le spalle e forse lo considera ostile. I fedeli, qualora volessero trattenersi a pregare, farebbero bene a consultare gli orari delle maree.


Beirut (Libano), «Giardino di Pietra» (2018), Lina Ghotmeh
«Giardino di Pietra» materializza la storia di Beirut: una forma fatta di vita e morte, presenza e assenza, evanescenza e senza tempo, bellezza e crudezza. Situato vicino al porto, l'edificio è concepito in modo scultoreo. Il progetto sperimenta come aprire la facciata: non è solo una questione di variare altezze e dimensioni, ma anche di sottrazioni di massa che diventano piacevoli balconi ricchi di vegetazione, impregnati dell'energia della loro filosofia. L'asimmetria delle aperture anima la facciata e rende unico ciascuno degli spazi a cui è asservita. [linaghotmeh.com]

Fa piacere sapere che si è pensato a un giardino, seppure di pietra, visto che materializza angosce. Gli spigoli taglienti inquieterebbero se fossero una nostalgia degli squarci di cannonate.


Calgary (Canada), Biblioteca pubblica centrale (2018), Snøhetta
La dinamica facciata a tripla vetrata è composta da un motivo modulare esagonale che esprime l'obiettivo della biblioteca di fornire uno spazio invitante. Variazioni aggregate sull'esagono (un cubo) si disperdono sulla superficie curva dell'edificio in pannelli alternati di vetro e di alluminio iridescente. Queste forme potrebbero assomigliare a un libro aperto, a un fiocco di neve o a case interconnesse, richiamando le idee del collettivo e della comunità. L'intero volume dell'edificio è confezionato allo stesso modo, perciò tutti i lati si equivalgono. Questo vocabolario visivo continua all'interno nella progettazione di una nuova identità visiva della biblioteca e della segnaletica nell'edificio. La geometria cristallina della facciata è incavata al di sopra di un ampio arco in legno che abbraccia i visitatori mentre entrano. Questa forma fa rimando agli archi delle nuvole dei Chinook, comuni alla regione. [urdesignmag.com]

C'è qualcosa di barocco nella curvatura della longilinea parete vetrata, e qui i pellerossa Chinook non c'entrano È il tram con i suoi binari in curva che determina la forma di questo edificio: l'unico del centro città che non sia a forma di scatolone. Il cubo di Necker ossessivamente riprodotto sulla vetrata, a incorniciare i vetri, genera una percezione multistabile delle figurazioni e ognuno ci vede qualcosa di diverso. Mies non avrebbe gradito.


Doha (Qatar), Biblioteca nazionale del Qatar (2018), Oma (Office for Metropolitan Architecture)
Il procedimento compositivo è consistito nell'assumere le due superfici di riferimento di forma quadrangolare regolare (copertura e piano di calpestio, con lato di 138 metri) come elementi modellabili sottoposti a una serie di pieghe ottenute abbassando e sollevando rispettivamente i vertici perimetrali e mantenendo il centro fisso, con una particolare soluzione tettonica a doppia falda di cui la maggiore è scomposta in tre porzioni triangolari dettate dal movimento delle estremità esterne verso il basso, con la parte centrale tenuta in piano. [Casabella 890]

Vista da questa angolazione la biblioteca sembra una rana che ha appena mangiato, il che la rende «simpatica». Resta inspiegabile la funzione dell'ampia zona triangolare, benché l'ombra sia sempre apprezzata da quelle parti. C'è infine il mistero della «soluzione tettonica», la cui spiegazione getta il lettore nell'angoscia dell'incomprensibilità.


Helsinki, Biblioteca centrale Oodi (2018), ALA Architects
L'idea principale del progetto è l'interazione tra i pavimenti della biblioteca e le sue parti verticali ricoperte con legno di abete rosso finlandese. La struttura dell'edificio mira ad ampliare lo spazio pubblico della piazza, che continua all'interno. Circondata dal parco e dal paesaggio urbano, la biblioteca offre una vista maestosa. [formmagazine.com]

Il progetto di questa biblioteca è stato sviluppato come un ponte abitato, con due massicci archi in acciaio larghi 100 metri per creare uno spazio di ingresso pubblico completamente chiuso, senza colonne. All'interno le stanze si raggruppano intorno alla struttura, mentre la sala di lettura a pianta libera è al piano di sopra. [designboom.com]

I finlandesi, campioni del silenzio, dell'ordine e del rispetto civile possono sfogliare e leggere i libri che vogliono. Le bevande alcoliche sono proibite. Non si è rinunciato tuttavia a qualche allucinazione formale, ben controllata e lucidamente sinuosa, tant’è ci fosse nostalgia.


Molde (Norvegia), Romsdal Folk Museum (2014), Reiulf Ramstad
La forma della costruzione ha l'aspetto di una montagna rocciosa appuntita rivestita in legno, che nelle stagioni invernali, con il riverbero della luce, può evocare anche un frammento di ghiaccio. Per realizzare il padiglione gli architetti hanno immaginato un terreno montuoso fatto di massi appuntiti e frastagliati, sommato all'abitazione tipica norvegese di legno, poggiante su pietra, leggermente rialzata in alcuni punti e ricoperta di terra che ricorda il modo in cui in queste regioni gli uomini sono soliti accatastare la legna (i progettisti per spiegare la loro idea usano semplicemente le raffigurazioni di una montagna e di una casa unite dal segno +). [«Casabella» n. 871, 2017]

Rocce acuminate, cristalli di ghiaccio, creste frastagliate, appuntite... Più che la dolcezza e l'umanità dei manufatti, vince l'asprezza della natura. Stupisce questa durezza puntuta che raccoglie lane, coperte, stivali, slitte, tazze...


Mosca (Russia), Parco Zarjad’e (2014), Diller Scofidio + Renfro
Il progetto vincitore del concorso ha cercato di creare un parco nato dal patrimonio russo e moscovita, nonché uno che attinge alle più recenti tecnologie di costruzione e strategie di sostenibilità. Essendo il primo nuovo parco ad essere costruito a Mosca dopo settant'anni, Zaryadye offre uno spazio pubblico che resiste alla facile categorizzazione. È allo stesso tempo parco, piazza urbana, spazio sociale, servizi culturali e armature ricreative. Per raggiungere questa simultaneità, i paesaggi naturali sono sovrapposti agli ambienti costruiti, creando una serie di scontri tra naturale e artificiale, urbano e rurale, interno ed esterno. L'intreccio di paesaggio e paesaggio duro crea un «Urbanistica selvaggia», introducendo una nuova offerta per arricchire gli spazi del parco storicamente formali e simmetrici di Mosca. [archdaily.com]

Tutto ok, ma perché hanno fatto un ponte che torna indietro e non va dall’altra parte? La risposta potrebbe essere l’urbanistica selvaggia ma anche un po' sadica aggiungeremmo. Se te lo sogni di notte con l’idea di raggiungere la sponda opposta diventa un incubo.


New York, 520W 28th Street Building (2017), Bjarke Ingels Group
L'edificio è un ibrido fra il tipico blocco all'europea e il tradizionale grattacielo di Manhattan. La compattezza e l'efficienza di un edificio a blocco col cortile interno fornisce densità e senso di intimità e sicurezza, con l'ariosità e le vedute a lunga distanza dei grattacieli [e-architect.co.uk]

Ma siamo sicuri che incrociando una pelliccia calda con un drone che vola alto nel cielo si ottenga un filmato caldo? Sì, se ha la forma aguzza di un parallelepipedo affettato.


Pechino, China Central Television (2008), OMA
La torre inclinata e piegata su sé stessa intrattiene un rapporto multi-orientato con il suolo. È un arco coi piedi spostati in cui gli elementi di contenimento delimitano sia un volume sia un territorio. La torre forma un «luogo» con un aspetto urbano particolare. L'ipercostruzione è un mondo complesso, un fascio di blocchi diagonali, ponti aerei che raggruppano le funzioni di una città. Tocca a malapena il suolo, che ritorna a una improbabile verginità. Ancora una volta si pone la questione delle relazioni tra il terreno e l'edificio alto. [«Tecnique & Architecture», n. 471]

L'edificio è costituito da due grandi corpi a forma di L capovolta che si fondono in un sbalzo ad angolo retto lungo 75 metri. Il progetto è stato concepito per diventare un importante media-hub, uno dei più grandi al mondo, nonché una nuova icona dell'architettura verticale. L'insolita forma tridimensionale del grattacielo, che raggiunge i 230 metri di altezza, ha dovuto soddisfare anche rigidi criteri antisismici. I due volumi, appoggiati l'uno sull'altro, sono avvolti da un rete di elementi diagonali tesi per migliorare il comportamento sismico. [archilovers.com]

Data la sua forma l'edificio è una gigantesca forca caudina. Ma non si sa se vuole rappresentare una grande porta sull'etere (com'è il canale principale delle trasmissioni televisive dello Stato) oppure un colossale filtro sull'informazione che esce di lì.


WORLD SAFARI
Introduzione
Alieni
Blocchi e blocchetti
Cappelli
Casa dolce casa
Cementocrazia
Cromoterapia
Ferramenta
Estasi
Finestropoli
Green
Grumi
Oggettistica
Post-gotico
Scatolame
Spigolature e balzi

© Riproduzione riservata Pechino, China Central Television (2008), OMA Calgary (Canada), Biblioteca pubblica centrale (2018), Snøhetta Doha (Qatar), Biblioteca nazionale del Qatar (2018), Oma (Office for Metropolitan Architecture) Mosca (Russia), Parco Zarjad’e (2014), Diller Scofidio + Renfro Beirut (Libano), «Giardino di Pietra» (2018), Lina Ghotmeh New York, 520W 28th Street Building (2017), Bjarke Ingels Group Molde (Norvegia), Romsdal Folk Museum (2014), Reiulf Ramstad Helsinki, Biblioteca centrale Oodi (2018), ALA Architects Beidaihe (Cina), Seashore Chapel (2017), Vector Architects
Altri articoli di Gaggero & Luccardini
Altri articoli in LUOGHI