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Elena Franzoia
Leggi i suoi articoliNon solo Leonardo. Nel 2019 cadono infatti anche i 350 anni dalla morte di Rembrandt van Rijn (1606-69), insieme a Van Gogh il più celebre e amato pittore olandese. Con importanti anticipazioni già nel 2018, il programma delle commemorazioni entra nel vivo nel 2019 con l’anno tematico «Rembrandt e il Secolo d’oro», che struttura in una rete di sicura attrattiva piccole e grandi città olandesi. Un ricco calendario espositivo coinvolge infatti, sotto il segno di Rembrandt e dei suoi illustri colleghi, nove città dalle differenti vocazioni: Amsterdam, Delft, Dordrecht, Haarlem, Hoorn, Leida, Middelburg e L’Aia.
Ex fiorente porto commerciale della Zelanda, in posizione strategica rispetto ai traffici di quella Compagnia delle Indie Orientali (Voc) fondata nel 1602, Middelburg propone allo Zeeuws Museum fino al 31 dicembre la mostra «La Marina olandese e le battaglie nel Secolo d’oro», mentre la medievale e rinascimentale Dordrecht espone fino al 26 maggio al Dordrechtsmuseum «Work, pray and admire. Un nuovo sguardo su arte e Calvinismo», che indaga anche musica, letteratura e architettura in un arco temporale che giunge a toccare Mondrian e Van Doesburg.
Non solo porcellane a Delft, che al Museo Prinsenhof si concentra fino al 3 marzo su Guglielmo d’Orange, per poi focalizzare dall’autunno l’arte di Pieter de Hooch. Con 40 dipinti provenienti dal Rijksmuseum il piccolo porto di Hoorn, fortemente legato alla Compagnia delle Indie Orientali, proporrà da fine ottobre al Westfries Museum «Cool Waters», dedicata alla rappresentazione di quell’acqua che ha così profondamente segnato i destini olandesi. Mentre Frans Hals sarà ovviamente protagonista fino al 10 febbraio ad Harleem, l’assoluta centralità di Rembrandt sarà il cardine intorno a cui ruoteranno gli eventi di Amsterdam, l’Aia e Leida.
Se Leeuwarden ha giocato d’anticipo rendendo omaggio al matrimonio del pittore con Saskia (Fries Museum, fino al 7 marzo) e la città natale dell’artista, Leida, ne indagherà la giovinezza con una mostra a fine anno, Amsterdam si conferma cuore pulsante e centro nevralgico del sistema espositivo olandese. Il Rijksmuseum articolerà il suo programma in due eventi principali: dal 15 febbraio al 10 giugno la grande mostra «Tutti i Rembrandt» espone insieme per la prima volta i 22 dipinti, 60 disegni e 300 stampe presenti nelle collezioni del museo, mentre in autunno, dall’11 ottobre al 19 gennaio 2020, «Rembrandt-Velázquez», in collaborazione con il Prado, affiancherà i grandi maestri del Seicento olandese e spagnolo.
Tra le altre iniziative, in estate «Long Live Rembrandt» raccoglierà le centinaia di contributi, professionali e non, di tutti coloro che vorranno ispirarsi al geniale artista. Sempre nella logica del massimo coinvolgimento del pubblico, da luglio sarà anche possibile assistere, dal vivo e online, al restauro della «Ronda di Notte». La Rembrandthuis intanto fino al 19 maggio analizza «La rete sociale di Rembrandt», per poi trasformarsi dall’autunno in sede di workshop con l’iniziativa LABoratory Rembrandt. Le nuove tecnologie consentono anche una nuova fruizione degli Archivi Civici, che possono così proporre fino al 7 aprile la mostra documentaria «Rembrandt Privé», dedicata ad aspetti poco conosciuti della vita dell’artista.
A L’Aia, infine, la Mauritshuis propone fino al 15 settembre i suoi splendidi 18 Rembrandt affiancandoli alla storia della loro acquisizione, mentre due mostre collaterali indagheranno da aprile Johan Maurits (governatore del Brasile da cui il museo prende il nome) e da ottobre Nicolaes Maes. Uno sguardo a tutto tondo sul Seicento olandese e sulla famiglia Orange sarà poi offerto dalla mostra «Golden Age in The Hague» (28 aprile-8 settembre) presso l’Haags Historisch Museum.
Veduta di Dordrecht, una delle città delle celebrazioni di Rembrandt e del Secolo d'Oro
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