Aperto il «Narbo Via» progettato da Foster

Il nuovo museo riunisce le vestigia dell’antico passato di Narbonne

Luana De Micco |  | Narbonne

Come Nîmes ha avuto il suo Musée de la Romanité, nel 2018, così ora Narbonne (Narbona in occitano e catalano) ha il suo Narbo Via, il nuovo museo che riunisce le vestigia dell’antico passato della città, prima colonia romana del sud della Gallia, fondata nel 118 a.C. con il nome di Narbo Martius, lungo la via Domizia (di cui resta una sezione in città). A differenza di Nîmes, Narbonne non conserva esempi monumentali di quel passato, ma ha una vasta collezione di reperti, oltre 10mila, che finora erano conservati nei depositi di altri musei della città, come il Musée Archéologique.

Narbo Via, la cui inaugurazione è stata rinviata a causa della pandemia, ha aperto il 19 maggio nell’edificio moderno progettato dall’architetto britannico Norman Foster, al quale si deve anche il Carré d’Art di Nîmes. Durante gli scavi preventivi al cantiere, avviato nel 2015, era stata riesumata una necropoli di 250 tombe. Foster ha immaginato un edificio basso, di circa 8mila metri quadrati, in cemento armato nelle sfumature della terra, con un ampio atrio centrale e immerso nel verde.

Un progetto da 50 milioni di euro, finanziato in gran parte dalla Regione Occitania (per 41 milioni) con il contributo dello Stato francese e dell’Unione Europea. Spina dorsale del museo è il «muro lapidario», una struttura metallica alta 10 m e lunga 76, di ispirazione industriale, che attraversa tutto l’edificio e in cui sono presentati, su diversi piani, 760 monumenti funerari rinvenuti nelle necropoli romane della città antica. Sono esposti gli affreschi rinvenuti nel sito del Clos de la Lombarde negli scavi del 2007 e i mosaici scoperti nel Quartier de Bourg di Narbonne.

La visita continua fuori dal museo, all’Horreum, un sistema di gallerie sotterranee del I secolo, probabile deposito di un mercato antico, e all’Amphoralis di Sallèles, a una dozzina di chilometri da Narbonne, antica bottega di produzione di anfore scoperta nel 1976.

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