Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

La vetrata «La carta del lavoro» di Mario Sironi nel Palazzo Piacentini di Roma, sede del Ministero dell’Industria

Mimit

Image

La vetrata «La carta del lavoro» di Mario Sironi nel Palazzo Piacentini di Roma, sede del Ministero dell’Industria

Mimit

Un passo falso e la vetrata di Mario Sironi al Mimit di Roma va in frantumi

Un assessore sardo che partecipava a un evento organizzato a Palazzo Piacentini, sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy in via Veneto, ha distrutto accidentalmente una porzione della «Carta del Lavoro», opera del 1931 commissionata all’artista da Giuseppe Bottai per celebrare la riforma del lavoro

La caduta accidentale di un assessore sardo intervenuto a un incontro organizzato presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy a Roma per la conclusione dell’Expo di Osaka ha mandato in frantumi una porzione della grande vetrata policroma di Mario Sironi, «La Carta del Lavoro» (1931), che domina lo Scalone d’Onore di Palazzo Piacentini, sede del Dicastero in via Veneto. Il rammaricato assessore, Emanule Cani, subito soccorso, ha riportato lievi ferite. Il danno all’opera, stando alle prime immagini diffuse, sembra ingente, avendo interessato l’intero riquadro inferiore destro della vetrata, il più vicino alla scala. Il Mimit ha già avviato le verifiche necessarie per valutare l’entità del danno e predisporre l’intervento di restauro. L’episodio, un'evidente fatalità, ha comunque riportato l'attenzione sulla sicurezza delle (moltissime) opere d'arte nei luoghi pubblici italiani.

La vetrata, di circa 70 mq, celebra la riforma del lavoro promulgata nel 1927 e fu commissionata all’artista (Sassari, 1885-Roma, 1961) dal ministro Giuseppe Bottai per il Ministero delle Corporazioni, come allora era denominato, opera degli architetti Marcello Piacentini e Giuseppe Vaccaro, inaugurato il 30 novembre 1932, tre anni dopo l'inizio dei lavori, e caratterizzato da un’austera monumentalità. Il Palazzo conserva numerose opere di artisti del Novecento, a cominciare dalle sculture bronzee del portone di via Veneto, di Giovanni Prini, e da quelle dell'atrio, di Carlo Pini, per continuare con gli arazzi di Ferruccio Ferrazzi nel salone d’onore, con i dipinti della «Madonna dell’aria» di Enrico Prampolini e con la «Sintesi veneziana» di Fortunato Depero

 

 

 

Redazione, 13 novembre 2025 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

Il primo esemplare elettrico di Maranello raggiunge una cifra record, per molti versi sorprendente. Come spiegare un'aggiudicazione così elevata?

Un'azione pianificata ha sottratto al museo messinese una piccola tavola bifronte e tre delle cinque tavole superstiti del celebre Polittico di San Gregorio

Mary Heilmann, tra le figure più originali della pittura americana degli ultimi cinquant'anni, è morta all'età di 86 anni. Arrivata al riconoscimento museale solo in età avanzata, ha trasformato il linguaggio dell'astrazione con un uso libero del colore, della griglia e della geometria, diventando un punto di riferimento per diverse generazioni di artisti. La sua eredità risiede nell'aver dimostrato che la pittura astratta poteva essere insieme rigorosa, ironica e profondamente umana.

Gli scavi nel sito di Cerro Mayal, nel nord del Perù, hanno riportato alla luce antichi laboratori-abitazione dedicati alla produzione della celebre ceramica Moche. Stampi, scarti di lavorazione e strutture domestiche permettono di ricostruire, per la prima volta con maggiore precisione, l'organizzazione del lavoro degli artigiani che realizzarono una delle più sofisticate tradizioni ceramiche dell'America precolombiana.

Un passo falso e la vetrata di Mario Sironi al Mimit di Roma va in frantumi | Redazione

Un passo falso e la vetrata di Mario Sironi al Mimit di Roma va in frantumi | Redazione