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Redazione
Leggi i suoi articoliIeri, attraverso un comunicato del Crea, sono trapelati alcuni contenuti del tavolo straordinario convocato in Campidoglio dopo i «crolli improvvisi» (sic!) in Via dei Fori Imperiali di alcuni pini (il cui apparato radicale era stato precedentemente lesionato). Contenuti allarmanti.
Contro i Pini di Roma, ammirati e amati in tutto il mondo, è partita l’ultima offensiva, la «soluzione finale» del Comune di Roma. L’Assessorato, invocando l’emergenza e l’urgenza, «propende per l’abbattimento dei 50 esemplari», ci fa sapere il Crea. Nei giorni precedenti l’assessore Alfonsi aveva rilasciato dichiarazioni contraddittorie, ordinava prove di trazione sui pini dei Fori, ma non dissimulava l'intenzione di eliminare i 51.000 pini di Roma. La follia al potere, ma non solo. La deroga a ogni principio scientifico, etico e giuridico.
Uno sterminio programmato? I numeri e i risultati «ambientali» di questi anni mostrano l’incapacità della giunta Gualtieri a conservare e curare il patrimonio arboreo di Roma e quindi il paesaggio e la salute dei cittadini.
Ma se il Sindaco nel 2021 prometteva urbi et orbi la salvaguardia dei pini-pinus pinea e addirittura una «task force» per proteggerli dall’infestazione parassitaria della toumeyella parvicornis nelle pinete di Ostia, l’esatto contrario è stato fatto, migliaia di ettari in malora, mentre i pini sani continuano ad essere abbandonati senza terapie, oppure abbattuti per sbaglio o per dolo in altre zone. Le riforestazioni promesse sono solo «fuffa» e a Roma le piantine «messe a dimora» tutte completamente secche in tutti i quartieri e municipi.
I pini crollati nell’area dei Fori Imperiali erano stati «sabotati» nelle radici da scavi e pavimentazioni e i loro crolli si potevano prevedere ed evitare, sostengono agronomi, archeologi e geomatici.
Eppure l’Assessore all’Ambiente Sabrina Alfonsi, invece di dimettersi, continua ad alimentare deliri pinofobici attraverso i media che le danno spago. Il bilancio ambientale della giunta Gualtieri è disastroso in tutti i municipi, si nascondono ai cittadini le vere cifre degli abbattimenti totali e delle riforestazioni fallite, i milioni di euro buttati (del Pnrr ma non solo) e i milioni di kg di ossigeno in meno, la strage di fauna e avifauna, i livelli di Co2 e il consumo di suolo. L’analisi e la sintesi del dendrostragismo nel Comune di Roma sembra impossibile ma è più che mai necessaria e urgente, perché se il disegno di abbattere tutti i pini di Via dei Fori Imperiali dovesse andare in porto, i colpevoli avranno preso due piccioni con una fava:
1. Sarà elusa la responsabilità civile e penale dei crolli (in quanto «improvvisi» e «imprevedibili») e
2. Una volta esclusi regolamenti e leggi vigenti, il Codice dei beni culturali, la scienza botanica e agronomica dalla gestione del verde comunale, si stabilirà un pericoloso precedente che consentirà a dei singoli politici un osceno arbitrio su qualsiasi essere vivente, bene comune e patrimonio storico.
Curaa insieme a molte associazioni nazionali e comitati locali che stanno sottoscrivendo questo appello dice No per contrastare questa politica dannosa e spaventosa.
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