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Gaspare Melchiorri
Leggi i suoi articoliDopo un intervento di restauro lungo sette anni, il 20 giugno sarà riaperta la Via Crucis di Gressoney-Saint-Jean (Ao), comune che sorge a 1.385 metri s.l.m. nella Valle del Lys, ai piedi del Monte Rosa. Un tempo recinto dell’antico cimitero, edificato nel 1576, la Via Crucis torna ora accessibile ad abitanti e turisti dopo una serie di lavori sul consolidamento della struttura, sul restauro delle pitture murali, su una nuova copertura, sul rifacimento dell’acciottolato e sull’installazione di un nuovo impianto di illuminazione.
Il complesso monumentale, che oggi si presenta come una Via Crucis a cappelle poligonali con porticato antistante, fu eretto nel 1567 per ordine del vescovo di Aosta Girolamo Ferragatta, che commissionò la recinzione dell’antico cimitero davanti alla chiesa. Nel 1806 il camposanto venne trasferito dietro la chiesa, dove si trova tuttora.
Quattordici cappelle, affiancate e disposte a ferro di cavallo, delimitano il sagrato della chiesa, edificata nel 1515. Nel 1959 una quindicesima cappella venne demolita nel corso di un intervento di riqualificazione per il collegamento tra la piazza superiore e la Parrocchiale. Il sagrato con la Via Crucis è da sempre uno dei luoghi simbolo per la comunità di Gressoney. Qui si svolgono molti degli eventi più significativi del paese, a partire dalla partenza della secolare processione di San Giovanni.
A partire dal 2019 un articolato intervento di restauro, su progetto dell’architetto Mariagiovanna Casagrande e con la supervisione della Soprintendenza, ha permesso il consolidamento della struttura e il rifacimento della copertura in lose di pietra. Sono seguiti il risanamento degli intonaci e il ripristino delle pitture originarie, individuate grazie a indagini stratigrafiche, che hanno riportato alla luce citazioni evangeliche scritte in gotico tedesco antico nelle lunette delle volte delle cappelle (le valli attorno al Monte Rosa, la Valle del Lys in Val d’Aosta e in Piemonte la Valsesia e la Val d’Ossola sono caratterizzate dalla presenza di una forte tradizione walser, popolazioni di origine germanica che vi si stabilirono nel XIII secolo).
A completamento dell’intervento è stato ricostruito l’acciottolato della pavimentazione, sulla scorta del disegno originale seicentesco. Per la prima volta poi la Via Crucis è stata dotata di un’illuminazione a Led, così da poterne apprezzare la bellezza anche nelle ore serali.
I lavori sono stati finanziati dalla Regione, dal Gal (Gruppo di Azione Locale) Valle d’Aosta, dalla Cei (Conferenza Episcopale Italiana) con i fondi dell’Otto per Mille, dalla Parrocchia, dal Comune e dalla Fondazione Scuola e Rettoria La Trina, nell’ambito del progetto «Il Sentiero dei Campanili». Quest’ultimo prosegue così l’obiettivo di restaurare le cappelle dei quattro comuni dell’alta valle del Lys (Issime, Gaby, Gressoney-Saint-Jean e Gressoney-La-Trinité) e renderle maggiormente fruibili come «monumento diffuso».
Gaspare Melchiorri
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