Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

Il dipinto di Arcimboldo detto «L’ortolano», sottoposto dai tecnici a un esame tomografico di ultima generazione e non invasivo

Image

Il dipinto di Arcimboldo detto «L’ortolano», sottoposto dai tecnici a un esame tomografico di ultima generazione e non invasivo

La Tac che svela i segreti dell’Ortolano di Arcimboldo

Scopo dell’indagine, che ha permesso di acquisire immagini ad altissima risoluzione della struttura interna dell’opera, è capire come l’artista milanese abbia materialmente costruito una delle sue più celebri immagini reversibili

Gaspare Melchiorri

Leggi i suoi articoli

Una tecnologia nata per la diagnosi medica entra nel mondo dell’arte per svelare i segreti di un capolavoro del Cinquecento. Succede a Cremona, dove «L’ortolano» di Giuseppe Arcimboldo, conservato nella Pinacoteca del Museo Civico Ala Ponzone, è stato sottoposto a una sofisticata indagine con la «Photon-Counting Ct», una speciale tomografia computerizzata a conteggio di fotoni.

L’esame, condotto presso Humanitas University da un team guidato da Andrea Laghi, docente e direttore del Dipartimento di Diagnostica dell’Irccs Istituto Clinico Humanitas, ha permesso di acquisire immagini ad altissima risoluzione della struttura interna dell’opera, con una capacità di analisi degli strati fino a circa un quinto di millimetro.

Una vera e propria «Tac» applicata a un dipinto, dunque, ma senza prelievi e senza alcun intervento invasivo. La tecnologia, infatti, registra l’energia dei singoli fotoni che raggiungono il rivelatore dopo aver attraversato gli strati pittorici e la tavola, restituendo informazioni sulla loro distribuzione e composizione.

L’obiettivo è ambizioso: si tratta di capire come Arcimboldo abbia materialmente costruito una delle sue più celebri immagini reversibili e verificare una delle ipotesi più interessanti sulla storia dell’opera. «L’ortolano» potrebbe infatti essere la prima testa composita realizzata dal pittore milanese.

Il dipinto, un olio su tavola di 35,8x24,2 cm, fu realizzato tra il 1587 e il 1590. A prima vista rappresenta una semplice natura morta di ortaggi raccolti in una ciotola. Basta però ruotare l’immagine di 180 gradi per scoprire un volto grottesco: quello di un ortolano. È una delle invenzioni più sorprendenti di Arcimboldo e l’unica testa reversibile dell’artista oggi conservata in un museo italiano.

La campagna diagnostica non si fermerà alla tomografia. Le successive analisi, condotte in collaborazione con l’Università di Pavia, permetteranno di studiare pigmenti, materiali e stratificazioni, cercando anche le tracce degli interventi di conservazione effettuati nel corso dei secoli.

Le nuove indagini proseguono gli studi avviati nel 2007 da Mario Marubbi e Mario A. Lazzari in occasione della mostra dedicata ad Arcimboldo al Musée du Luxembourg di Parigi e continuati l’anno successivo al Kunsthistorisches Museum di Vienna.

La ricerca, interamente non invasiva, potrebbe così offrire qualcosa di più di una fotografia dello stato di conservazione. Grazie a questa tecnologia, gli studiosi possono entrare virtualmente nella materia del dipinto e ricostruire, strato dopo strato, il lavoro dell’artista. Per capire non solo come «L’ortolano» sia arrivato fino a noi, ma anche come Arcimboldo abbia trasformato ortaggi e natura morta in un volto umano.

«L’ortolano» di Arcimboldo visto come natura morta di ortaggi in un vaso e, capovolto, come ritratto grottesco di un ortolano

Gaspare Melchiorri, 14 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

Gaspare Melchiorri

Leggi i suoi articoli

Altri articoli dell'autore

Il Ministero francese della Cultura ha annunciato l’avvio della procedura per la classificazione dell’edificio nella lista dei monumenti storici, misura che consentirà alle autorità di intervenire rapidamente per la messa in sicurezza dell’edificio

L’operazione ha un carattere precauzionale: verificare lo stato di conservazione delle parti interessate e procedere, ove necessario, al loro fissaggio

Il record precedente si riferiva a un ritrovamento effettuato a Nousiainen nel 1895: comprendeva circa 1.700 esemplari, insieme ad altri oggetti, per un peso complessivo di circa 2,2 kg

Gli scavi, ad opera di una missione ispano-egiziana, hanno fatto riemergere una mastaba di medie dimensioni dotata di due cappelle funerarie. La tomba era già stata individuata dall’egittologo ottocentesco francese Auguste Mariette

La Tac che svela i segreti dell’Ortolano di Arcimboldo | Gaspare Melchiorri

La Tac che svela i segreti dell’Ortolano di Arcimboldo | Gaspare Melchiorri