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Veduta degli affreschi, di Girolamo Romano detto il Romaninio, nel presbiterio della Chiesa di Sant’Antonio a Breno

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Veduta degli affreschi, di Girolamo Romano detto il Romaninio, nel presbiterio della Chiesa di Sant’Antonio a Breno

Chiesa di Sant’Antonio a Breno (Bs): intervento urgente (e circoscritto) per gli affreschi del Romanino

L’operazione ha un carattere precauzionale: verificare lo stato di conservazione delle parti interessate e procedere, ove necessario, al loro fissaggio

Gaspare Melchiorri

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L’intervento è piccolo nelle dimensioni, ma significativo per la tutela di uno dei tesori artistici di Breno (Bs). Nella Chiesa di Sant’Antonio, nell’area del presbiterio, sono in corso in questi giorni alcune operazioni di carattere conservativo mirate a proteggere gli affreschi di Girolamo da Romano, detto il Romanino (1485-1566). A rendere necessario il lavoro è stata l’individuazione di una possibile situazione di rischio, legata al distacco di alcune porzioni della superficie dipinta.

L’intervento, affidato alla restauratrice Elena Celeri, ha innanzitutto una funzione precauzionale: verificare lo stato di conservazione delle parti interessate e procedere, ove necessario, al loro fissaggio. Un’azione circoscritta, dunque, ma importante per prevenire ulteriori fenomeni di degrado e mettere in sicurezza le superfici decorate.

A seguire l’operazione è l’Assessorato alla Cultura del Comune di Breno, guidato dall’assessora Lucia Botticchio, con il supporto del conservatore Federico Troletti. L’obiettivo non è soltanto affrontare l’emergenza, ma inserire questo primo intervento all’interno di una strategia più ampia dedicata alla conoscenza, alla conservazione e alla valorizzazione della Chiesa di Sant’Antonio.

Il tema della tutela riguarda infatti l’intero edificio. Tra le priorità dell’Amministrazione comunale figura il rifacimento della copertura della chiesa, un intervento necessario per contribuire alla conservazione complessiva del bene e delle opere che custodisce. Il Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica (Pfte) prevede un quadro economico complessivo di 200mila euro ed è stato presentato nell’ambito di un percorso di finanziamento promosso dalla Regione Lombardia.

Il progetto è stato inserito dalla Comunità Montana di Valle Camonica nel Piano Integrato della Cultura (Pic) «Direzione Capitale», presentato alla Regione per l’assegnazione delle risorse. La copertura finanziaria ipotizzata prevede 100mila euro di contributo regionale, 50mila euro messi a disposizione dalla Comunità Montana e altri 50mila attraverso la compartecipazione del Comune di Breno.

Ma lo sguardo dell’Amministrazione va anche oltre la manutenzione dell’edificio. Parallelamente è allo studio un progetto più ampio dedicato al restauro degli affreschi del Romanino, con una duplice finalità: conservarne nel tempo la materia e restituire maggiore leggibilità e fruibilità a un patrimonio artistico di particolare rilievo per la comunità.

In quest’ottica potrebbe assumere un ruolo importante anche l’ArtBonus, lo strumento che consente di sostenere interventi di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale attraverso erogazioni liberali. L’idea è quella di coinvolgere, accanto alle istituzioni, anche cittadini, imprese e realtà del territorio, trasformando il progetto di restauro in un’occasione di partecipazione collettiva.

Gaspare Melchiorri, 10 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

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