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Uno scatto senza titolo dalla serie «Tracce», 2016, di Weronicka Gęsicka

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Uno scatto senza titolo dalla serie «Tracce», 2016, di Weronicka Gęsicka

Photo London trova una nuova casa e nuova energia all’Olympia

Chiuso il primo decennio alla Somerset House, la fiera londinese ha ora una sede permanente a Kensington. Per l’XI edizione, dal 14 al 17 maggio, spazio a nuove sezioni, a un premio dedicato a Martin Parr e a un omaggio a Steven Meisel

Per inaugurare il suo secondo decennio di vita Photo London, la fiera che dal 2015 porta nella capitale britannica il meglio della fotografia internazionale,  ha traslocato. Dopo dieci anni nella blasonata Somerset House, ad accogliere dal 14 al 17 maggio i circa 100 espositori è l’Olympia, edifico storico di Kensington che dopo la lunga e costosa ristrutturazione (iniziata nel 2020, sfiora 1,3 miliardi di sterline) che punta a farne un Distretto delle Arti, diventerà sede permanente di Photo London, nonché di teatri, sale da concerto e hotel. 

Sarà per il maggior spazio a disposizione o per l'energia portata dalla nuova »casa» a Kensington, questa 11ma edizione registra il ritorno di diversi espositori dopo anni di assenza, con un fitto programma  di gallerie provenienti da Europa, Americhe, Asia (una presenza molto forte) e Africa, che propongono fotografia storica e contemporanea, nonché video, editoria e pratiche trasversali.  Sophie Parker, direttrice dal 2024, annuncia che «fin dall’ingresso, i visitatori possono cogliere la fiera nella sua interezza ed essere immediatamente accolti da opere di grande respiro» e da diverse novità. Una sezione inedita, Source, a cura di Tristan Lund, presenta monografiche dedicate ad artisti che non hanno ancora ricevuto il dovuto riconoscimento, per esempio Weronika Gęsicka  e Jane Evelyn Atwood, entrambe candidate al al premio della Deutsche Börse Photography Foundation. Un’altra novità è una sala di proiezione, che mette in dialogo numerosi film d’artista, da opere di pochi minuti ai lungometraggi. «Mi sembrava molto importante poter offrire alle gallerie uno spazio al di fuori del loro stand per mettere in risalto questo aspetto della pratica dei loro artisti», sottolinea Sophie Parker, cui si deve l’idea. Maggior respiro anche  per la sezione Publishers, dedicata al libro fotografico, mentre all’orizzonte si affaccia un nuovo premio annuale dedicato alla memoria di Martin Parr, scomparso lo scorso dicembre 2025, e assegnato a un fotografo emergente. mentre inaugura il suo secondo decennio, Photo London conferma il suo desiderio di celebrare tutte le forme del mezzo. All’Olympia ha finalmente trovato lo spazio per concretizzare le sue ambizioni.

FishEye di Parigi, presenterà un lavoro che celebra la storia fotografica dell’Agence France-Presse. Tra le gallerie londinesi, The Photographers’ Gallery torna con le opere di Sayuri Ichida, la cui pratica esplora temi quali l’identità personale, la memoria e l’esperienza vissuta. L’indiana PhotoInk, di Delhi, uno dei nuovi arrivi, festeggia i suoi 25 anni presentando lavori di Ahmed Ali. La giapponese Akio Nagasawa (Tokyo) presenterà la Street photography in bianco e nero del Giappone del dopoguerra di Daidō Moriyama e i nudi maschili di Sakiko Nomura, il cui lavoro sovverte le pratiche fotografiche tradizionali giapponesi. Lo stand di HackelBury Fine Art di Londra sarà  dedicato al progetto di Alys Tomlinson «Gli Isolani» che esplora le tradizioni, i rituali e le identità delle comunità insulari nell’Italia di oggi.

Per Master of Photography, infine, occhi puntati su  Steven Meisel, una delle figure più influenti della fotografia di moda, che all’Olympia è celebrato con una mostra di ritratti realizzati durante il suo primo incarico professionale a Londra, tra cui la serie «Anglo-Saxon Attitude».

 

 

 

 

 

 

Redazione, 13 maggio 2026 | © Riproduzione riservata

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