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Mark Rothko, «Gray, Orange, Maroon No. 8», 1960, Rotterdam, Museum Bojimans Van Beuningen

Foto Studio Tromp

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Mark Rothko, «Gray, Orange, Maroon No. 8», 1960, Rotterdam, Museum Bojimans Van Beuningen

Foto Studio Tromp

Oltre 300mila visitatori in cinque mesi: Rothko a Firenze chiude con numeri da record

In 162 giorni, sono stati registrati 301.730 ingressi, facendo della mostra dedicata al maestro dell’Espressionismo astratto la più visitata nella storia ventennale della Fondazione Palazzo Strozzi. A questi si aggiungono i 96.665 ingressi al Museo di San Marco e i 32.140 alla Biblioteca Medicea Laurenziana

Si è conclusa domenica 23 agosto la grande esperienza di «Rothko a Firenze», il progetto espositivo ideato per Palazzo Strozzi e per le sedi satelliti del Museo di San Marco e della Biblioteca Medicea Laurenziana. In 162 giorni, sono stati registrati 301.730 visitatori, facendo della mostra la più visitata nella storia ventennale della Fondazione. A questi si aggiungono i 96.665 ingressi al Museo di San Marco e i 32.140 alla Biblioteca Medicea Laurenziana.

Particolarmente significativo l’impatto della mostra sulla città: circa il 60% del pubblico di Palazzo Strozzi, pari a 200mila persone, era composto da visitatori italiani e stranieri non residenti nell’area metropolitana fiorentina, arrivati appositamente per l’esposizione, anche con soggiorni prolungati. Un dato mai raggiunto dalla Fondazione, che conferma il ruolo delle sue mostre nella valorizzazione culturale ed economica del territorio.

Curata da Christopher Rothko ed Elena Geuna, l’esposizione ha riunito opere provenienti da collezioni private e da istituzioni internazionali come MoMA e Metropolitan Museum di New York, Tate di Londra e National Gallery of Art di Washington. Al centro, il rapporto tra la pittura del maestro dell’Espressionismo astratto e Firenze, sviluppato attraverso un dialogo inedito con i luoghi e la storia artistica della città.

Il progetto ha riscosso anche un ampio consenso critico, con l’attenzione di testate internazionali dal «New York Times» al «Financial Times», dal «Wall Street Journal» a «El País», fino a «Le Figaro» e «Apollo Magazine». Molto partecipate anche le attività educative e il public program, rivolti a giovani, famiglie, scuole, università e progetti di accessibilità.

La mostra ha inoltre raggiunto oltre 6,1 milioni di persone sui social, con più di 470mila interazioni, mentre il sito di Palazzo Strozzi ha superato 538mila utenti e 1,9 milioni di pagine visualizzate. Un bilancio che, secondo la Fondazione, consolida Palazzo Strozzi come centro culturale internazionale capace di intrecciare ricerca, patrimonio e partecipazione.

Dal 25 settembre al 24 gennaio 2027 sarà il turno di «Broken», una grande mostra internazionale organizzata con la National Gallery of Art di Washington, che presenterà oltre ottanta opere, dall’antico Egitto alla contemporaneità, per ripercorrere la storia della scultura attraverso rovine, mutilazioni, iconoclastie e nuove interpretazioni artistiche.

Redazione, 24 agosto 2026 | © Riproduzione riservata

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